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Prima parte - UN MONDO IN CONNESSIONE
L'UNIVERSO DI RIFERIMENTO
Capitolo 1 - Un prodotto atipico
Fra arte e cultura
Pur condividendo con gli altri beni culturali varie connotazioni, l’opera filmica tuttavia se ne distingue nettamente. Sia da quelli artistici propriamente detti, appartenenti alle arti visive e rappresentate, nei quali il prodotto dell’autore è una realizzazione unica e autentica; sia dagli altri che rientrano più specificatamente nell’industria culturale – per esempio libri e dischi – riproducibili e concepiti proprio per essere riprodotti. Nel primo ambito delle arti visive (pittura e scultura) le opere si concretizzano in oggetti che assumono valore artistico ma la loro fruizione non richiede la partecipazione dell’autore, mentre in quelle rappresentate la fruizione contempla la presenza contestuale del pubblico e degli artisti e la riproduzione non esiste oppure, se e quando possibile, richiede l’intervento diretto degli artisti-interpreti in unità di spazio e tempo e non produce copie di un originale bensì nuovi originali, come le repliche di concerti, balletti od opere teatrali e musicali (e anche degli spettacoli cosiddetti dal vivo, quali sono ad esempio quelli circensi). Nel secondo le produzioni si fondano sulla diffusione di copie perfettamente uguali all’originale – infatti l’intervento dell’autore-artista resta limitato alla sua sola realizzazione – però interagiscono con le logiche industriali soltanto nel momento della loro diffusione. Sono inoltre frutto di prestazioni individuali dello scrittore o disegnatore e fotografo per i libri illustrati, del cantante e del musicista (o tutt’al più di performances corali, nel caso di registrazioni orchestrali) così come fisicamente personale ne è la stessa fruizione, essendo istituzionalmente destinate a un consumo individuale invece che a una rappresentazione pubblica. L’opera cinematografica da parte sua è una creazione profondamente complessa e articolata, che richiede per definizione l’intervento e la cooperazione di molti partecipanti; è un lavoro essenzialmente di squadra, frutto della combinazione di un insieme di apporti eterogenei, e viene realizzata – senza unità di spazio e tempo – grazie all’interazione di diverse risorse umane, finanziarie, tecniche e intellettuali. E mentre da vita a una delle espressioni artistiche e culturali più significative del mondo contemporaneo si identifica al contempo nell’esatto prototipo dei beni realizzati soltanto attraverso un processo imprenditoriale e un ciclo industriale completo, che si sviluppa lungo l’arco di tutta l’iniziativa, dalla progettazione all’immissione finale sul mercato.²

² Fabrizio Perretti e Giacomo Negro: Economia del cinema, Etas-Rcs Libri, Milano 2005.

 

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