LINGUA
Report 2014
Report 2013
Report 2012
Report 2011
Report 2010
Report 2009
Report 2008
fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2008
Prima parte - UN MONDO IN CONNESSIONE
L'UNIVERSO DI RIFERIMENTO
Capitolo 1 - Un prodotto atipico
La prevalenza economica
Punto di riferimento essenziale all’equilibrio di ogni analisi non può che essere pertanto il sostanziale superamento della tradizionale dicotomia arte-industria, nella consapevolezza che se qualsiasi valutazione va subordinata alla priorità dei contenuti artistici viene ragionevolmente vanificata anche ogni considerazione del cinema quale asset economico. Viceversa, un’analisi di ordine economico-finanziario non esclude a priori la possibilità di esaminare natura, valenza e qualità dei contenuti artistici e culturali delle opere filmiche, né tanto meno di forme e strumenti per salvaguardare anche la cura, la formazione e la crescita dei nuovi protagonisti del cinema autoriale. “Mentre la pittura e la musica esistono da migliaia di anni”, spiegava Louis Delluc, teorico del cinema considerato il fondatore della critica cinematografica, “il cinema no. Il mondo contemporaneo ha assistito alla nascita di una nuova arte, in quanto essa non è sorta da terra vergine o priva di coltura: essa si è appropriata rapidamente di elementi attinti da tutto l’umano scibile. Ciò che fa la grandezza del cinema è il fatto che è la somma – e perfino la sintesi – di molte altre arti. Il cinema è anche un’industria, e molte altre cose. Un cineasta non può realizzare film all’insaputa di tutti. La necessità dell’impiego di grandi capitali pone agli artisti condizioni precise per la realizzazione delle loro opere. È impossibile quindi uno studio della storia del cinema come arte senza far riferimento a quelli che sono i suoi aspetti industriali. E l’industria è inseparabile dalla società, dalla sua economia e dalla sua tecnica”.8

8 A esemplificazione dei suoi convincimenti, Louis Delluc aggiungeva altre considerazioni: “Van Gogh è morto senza aver venduto uno solo dei suoi quadri, Rimbaud avrebbe potuto scomparire lasciando soltanto il manoscritto dei suoi poemi, ma le loro opere, dopo la loro scomparsa, avrebbero fatto ugualmente la loro strada. Se esse avevano potuto essere realizzate con la modica spesa di un po’ di carta e d’inchiostro, di tele e di colori, prima di proiettare una bobina di pellicola di un film moderno occorrono invece molti soldi”.

 

Copyright © Fondazione Ente dello Spettacolo / P.Iva 09273491002 - Soluzioni software e Ideazione grafica a cura di