LINGUA
Report 2014
Report 2013
Report 2012
Report 2011
Report 2010
Report 2009
Report 2008
fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2008
Prima parte - UN MONDO IN CONNESSIONE
L'UNIVERSO DI RIFERIMENTO
Capitolo 2 - Il settore diventato grande
“SIETE NORMA DESMOND, LA FAMOSA ATTRICE DEL MUTO. ERAVATE GRANDE!...”
“IO SONO SEMPRE GRANDE. È IL CINEMA CHE È DIVENTATO PICCOLO

William Holden e Gloria Swanson in Viale del tramonto di Billy Wilder

L'incerta classificazione del cinema quale opera d’ingegno, bene culturale, forma d’arte, spettacolo o prodotto industriale rappresenta un problema oggettivo quando si intende analizzarne l’andamento e lo stato di salute generale. Perché rende difficile l’individuazione sia di tutte le attività che per competenza vanno prese in considerazione sia dei settori omogenei per natura e struttura da mettere a confronto. Bisogna però aggiungere con realismo che si tratta di un male minore. Chiunque voglia valutare in maniera approfondita i valori economici della cinematografia nazionale si trova infatti a fare i conti con una ricca e tempestiva disponibilità di comunicazioni sugli incassi dei vari titoli in programmazione e al tempo stesso con una cronica man canza di dati e informazioni certe e inequivocabili su quasi tutto il resto del settore. Una specie di “silenzio assordante”, quello provocato dalla ridondanza sugli esiti del box office, che spesso pregiudica la comprensione completa di come funziona il mercato e fa emergere un paradosso: l’indu - stria cinematografica, media che essenzialmente produce e trasmette contenuti, accusa una vistosa carenza di informazione. E non si tratta di un difetto di poco conto. La stessa “Relazione sull’utilizzazione del Fondo unico per lo spettacolo – Anno 2007” curata dall’Osservatorio dello spettacolo e pubblicata dal Mibac (Ministero per i beni e le attività culturali) sottolinea che “le statistiche del settore fanno capo a una serie di istituzioni che rilevano e, solo in alcuni casi, pubblicano i risultati della raccolta dati” e che “nel Programma statistico nazionale (Psn), con cui viene stabilita la produzione statistica di interesse pubblico, al momento non è prevista la realizzazione di progetti riguardanti l’ambito specifico dello spettacolo”.1 Il fatto è che il vero mercato cinematografico non è limitato né strettamente settoriale. Mentre ha visto restringersi il suo alveo originario (quello metaforicamente richiamato da Gloria Swanson nel dialogo citato in testa al capitolo), il cinema ha ampliato infatti i suoi canali di diffusione allungando anche il proprio ciclo di vita; le piattaforme di consumo si sono moltiplicate; lo stesso prodotto non è più unico, ma modulato in varie forme e arricchito di nuove componenti e “sottoprodotti”; l’entità degli investimenti richiesti coinvolge sempre più protagonisti e dopo lo stato e la comunità europea con i loro finanziamenti pubblici si affacciano sulla scena nuovi operatori finanziari privati. La disponibilità di informazioni sui soli risultati al botteghino non giustifica quindi la considerazione secondo la quale - essendo il pubblico a determinare la produzione e la vendita filmica - ogni analisi del mercato della domanda è più che congrua e valida per valutare quello dell’offerta. Sarebbe come dire che qualsiasi verifica sulla purezza e sulla qualità dell’acqua marina o di una piscina è inutile perché le persone vi fanno ugualmente il bagno.

1 Come viene rilevato nel capitolo “Ricognizione delle fonti di produzione di dati statistici sulla cultura e lo spettacolo in Italia” (pagine 47-52 della relazione) a cura di Anna Rosa Maselli, consulente per l’Osservatorio dello spettacolo (Mibac), le amministrazioni, gli enti ed organismi pubblici sono obbligati a fornire dati e notizie che vengono loro richiesti soltanto per le rilevazioni previste dal Psn e la stessa condizione sussiste per i soggetti privati.

 

Copyright © Fondazione Ente dello Spettacolo / P.Iva 09273491002 - Soluzioni software e Ideazione grafica a cura di