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Terza parte - GENTE D'ARTE E DI MERCATO
CAPITALI E LAVORO
Capitolo 4 - Le società e l'attività d'impresa
“IL CINEMA ITALIANO?
DUE LOCALI PIÙ CUCINA

Maurizio Porro, critico cinematografico del Corriere della Sera

L’immagine più appropriata per descrivere il panorama della cinematografia italiana richiama alla mente uno dei più noti e suggestivi piani-sequenza nella storia del cinema nazionale: quello con cui Sergio Leone aprì C’era una volta il West, con la camera da ripresa che dopo aver puntato l’obiettivo all’interno della sala d’aspetto di una minuscola stazione ferroviaria di legno e ritratto quelli che si riveleranno i due protagonisti, se ne esce poi dalla finestra per inquadrare dall’alto tutta l’area circostante e via via un orizzonte sempre più vasto, fino a rendere quasi indistinto il luogo d’azione del fotogramma iniziale.
Se si cerca di ricostruire il settore dal lato dell’offerta – cioè di tutte le società, le ditte e gli operatori che ne sono protagonisti – ci si trova infatti a fare i conti con un universo tanto frammentato al punto da sembrare polverizzato. E l’immagine che ne viene restituita si discosta radicalmente nei connotati dall’identi-kit (schematizzato in sole poche grandi compagnie statunitensi e in alcuni gruppi significativi – per quanto assai più piccoli – di produzione e distribuzione italiani) che il tradizionale repertorio di analisi ha ormai reso, quasi con rassegnazione, scontato. È vero che i market maker, come suggerisce la loro stessa definizione, convogliano la gran parte della domanda (e dominano di pari passo i flussi dell’offerta); ma sono proprio la consistenza dell’area loro complementare o sussidiaria e l’estensione di quella marginale o residuale – il cosiddetto “resto della popolazione” – che rappresentano i tratti costitutivi della cinematografia in Italia, ne segnano natura, qualità, dimensioni e ne fissano soprattutto i confini di mercato. Pervenire a una definizione soddisfacente di tutto il settore, in ogni sua parte, è quindi la condizione necessaria per riuscire a disegnarne, con contorni aggiornati e quanto più possibile aderenti, la reale identità attuale.
Le caratteristiche delle poche rilevazioni finora effettuate sul mercato della domanda non forniscono, secondo quanto esposto nel capitolo precedente, contributi validi a selezionare il campo di ricerca da esplorare. Oltre a ricostruire un censimento anagrafico, già di per sé difficoltoso e non facilmente accessibile, occorre anche reperire i valori delle attività svolte e i loro contenuti patrimoniali e amministrativi necessari a valutare sotto l’aspetto economico e finanziario i singoli profili dei vari operatori e quelli complessivi, sia dei diversi comparti sia dell’intero settore. L’intento di ultima istanza è tracciare un bilancio attendibile delle risorse globali raccolte e investite e un quadro degli equilibri esistenti fra impieghi e ricavi e i problemi d’accertamento riguardano in ordine di successione il censimento quantitativo dei soggetti effettivamente attivi, la loro identificazione anagrafica, la ricerca dei relativi elementi contabili e quindi la classificazione e l’analisi dei dati resisi disponibili.

 

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