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Terza parte - GENTE D'ARTE E DI MERCATO
CAPITALI E LAVORO
Capitolo 5 - Le professioni e il mercato del lavoro
Lo screening degli addetti
Grazie ai dati e alle statistiche dell’Enpals – significativi in particolare, come si vedrà, per arrivare a una stima dei livelli retributivi del settore e del valore economico dei vari tipi di prestazioni – si può ad esempio delineare una mappa territoriale delle risorse imprenditoriali e umane che animano il cinema nazionale. Tenendo in considerazione in via preliminare due circostanze.
La prima concerne l’effettiva consistenza del patrimonio imprenditoriale e societario del cinema italiano. La discrepanza sul numero di imprese attive (9.071 attive, delle quali 4.400 di capitali, per la banca dati delle Camere di commercio; 3.471 nel 2006 e 3.520 nel 2007 quelle a ruolo Enpals) appare comprensibile alla luce della reale operatività delle aziende stesse, dalla volontarietà che sottosta in questi casi all’adesione al regime previdenziale e assistenziale, mentre l’accesso al Registro delle imprese è obbligatorio e comunque indispensabile per avviare una qualsiasi attività, ma soprattutto dall’aver sotto contratto dipendenti a tempo indeterminato o determinato con la conseguente necessità di regolarizzarne la posizione e dalla scelta da parte del titolare o dei soci delle ditte più piccole di iscriversi o meno a libro paga o di mettervi un eventuale collaboratore occasionale.
La seconda riguarda una certa incongruenza fra i vari “repertori” in merito alla distribuzione geografica dell’apparato produttivo e al peso relativo del polo cinematografico romano e laziale sul complesso nazionale, vista la sua concreta incidenza, decisiva ai fini di un’equilibrata misurazione delle potenzialità e capacità territoriali. Anche in questo caso la dicotomia statistica – 28,8% di imprese per Cerved e 45,5% di occupati per Istat, contro le quote rispettivamente di 42,9% e 62,3% per Enpals – dipende dalla natura sia delle rilerilevazioni (quelli di Cerved ed Enpals sono censimenti, uno su tutto l’universo settoriale, l’altro interno al proprio ambito di competenza; quella Istat è un’indagine) sia dei diversi organismi. In particolare, come detto, il focus della missione di Enpals e delle motivazioni d’adesione è legato allo stato occupazionale e contrattuale ai fini dei trattamenti previdenziali e assistenziali, per cui il radicamento strutturale e societario degli operatori della capitale ne viene enfatizzato, rendendo in questo senso plausibile la divaricazione di certi ordini di grandezza.
I dati dell’ente mutualistico (tabella 2), che ribadiscono il ruolo di Milano quale secondo distretto e l’importanza dei tre poli piemontese, emiliano e campano, secondo quanto delineato dalle statistiche del Cerved, consentono di analizzare abbastanza a fondo il mercato del lavoro e di verificare la struttura occupazionale di settore. Un portfolio, quello delle attività di cinema, tanto variegato da rappresentare in verità, dal punto di vista professionale, una sorta di campione improprio.



Elaborazione sui dati”Lavoratori e imprese dello spettacolo e dello sport professionistico: principali dati occupazionali e retributivi” a cura del Coordinamento statistico-attuariale del’Enpals, Roma 2008.


Innanzitutto in considerazione della rapida e costante evoluzione che continua ad attraversarlo, come comprovato dalla quota di imprese giovani sul totale delle attive: per oltre il 60% sono state fondate negli ultimi vent’anni (soltanto il 12,0% e il 20,4% rispettivamente nei due decenni precedenti), con punte del 66,6% nel comparto della produzione. Ma ancor di più alla luce della polverizzazione societaria per forma giuridica, dimensioni e classi di fatturato, che ha i suoi principi attivi nella stessa natura del prodotto e nelle sue modalità di realizzazione: le due condizioni di base che finiscono per rendere paradigmatica la frammentazione del mercato del lavoro lungo tutta la filiera del settore.

 

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