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Quarta parte - INTEGRATI E CONCENTRATI
LA FORZA DI UNA CLASSE
Capitolo 6 - Gruppi e aziende: le principali realtà
“LA C ASSA È LA RAGIONE DI TUTTO,
IL RESTO È CONVERSAZIONE

Michael Douglas, in Wall Street di Oliver Stone

Come la ricerca di delineare il complesso della cinematografia italiana in base alle attività del cosiddetto settore allargato e a quelle del settore specifico è funzionale a definire i valori economici del mercato secondo l’offerta rispetto alla corrente considerazione della sola domanda, così la definizione dell’universo di riferimento della realtà aziendale e professionale è strumentale alla ricostruzione, a grandi linee, delle fonti di creazione di quei valori, ossia di chi e quanto da vita al cinema, ne alimenta contenuti e business, contribuisce in definitiva a determinarne assetti, equilibri ed evoluzione.
Si è visto come 1.707 imprese sappiano cumulare uno quota di ricavi pari al 97,2% del totale del valore di produzione di tutte le società di capitali e come la gran parte di tale fatturato (addirittura il 69,2% rispetto al 97,2% indicato) sia ascrivibile ad appena un decimo (sono 171) di queste aziende (tabella 8 del capitolo 4). La prima, solare constatazione è che il settore si conferma – ma non è un’eccezione – nelle “mani” di un ristretto gruppo, in grado di condizionare con il proprio andamento il trend generale, di esercitare di conseguenza un certo controllo sull’allocazione e sui flussi di destinazione delle risorse, influenzando così alla fine lo sviluppo complessivo in particolare per quanto riguarda le compatibilità che rendono aperto un mercato a tutti gli operatori, vecchi e nuovi, piccoli e grandi.
In termini di struttura dell’apparato produttivo la lettura convenzionale del mercato della domanda, attraverso i dati di frequenza del pubblico, sembra quindi pienamente ribadita dalla conformazione di quello dell’offerta, in cui agisce un selezionato nucleo di soggetti che – come nel resto dell’Europa e soprattutto del mondo – vede la netta prevalenza strategica delle major d’oltre oceano (non solo Atlantico) e catalizza le principali energie economiche del settore. Resta tuttavia da osservare come si configura, dietro questo skyline in cui si stagliano alcuni imponenti grattacieli, anche il resto del territorio. Ossia se il panorama, che box office e dati del botteghino prefigurano, coincide con quello suggerito da un’analisi più dettagliata dell’attività di offerta generale del prodotto cinema. E se i cineasti nazionali che riescono, per quanto eccellenti, a ritagliarsi uno spazio da protagonisti costituiscono davvero una specie rara e gli altri, di taglia minore, una “razza” quasi in via d’estinzione e solo in quanto tale da salvaguardare. L’obiettivo di valutare l’insieme di aziende che complessivamente definiscono l’offerta filmica nazionale e di qualificarne l’effettiva vitalità sia a livello aggregato, per tutti gli attori della filiera, che a livello specifico porta a sezionare ulteriormente il campo d’indagine e ad approfondire per quanto possibile la conoscenza dei diversi segmenti, da quello major a quello, soprattutto, indipendente: una realtà come detto molto frastagliata e poco nota, che nondimeno caratterizza in modo determinante la produzione e la diffusione di opere cinematografiche in Italia (come del resto anche oltre confine).
La mappa faticosamente tracciata, raccogliendo informazioni e dati non facili da reperire e da elaborare data la precaria omogeneità, più che d’arrivo è necessariamente un punto di partenza, un campo base per successive “esplorazioni” e la descrizione parte dall’individuazione dei primattori della scena produttiva e dalla definizione delle caratteristiche che ne determinano la fisionomia economica e le politiche aziendali.

 

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