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Quarta parte - INTEGRATI E CONCENTRATI
LA FORZA DI UNA CLASSE
Capitolo 6 - Gruppi e aziende: le principali realtà
Le principali case di produzione
Secondo i dati elaborati da Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive- multimediali, aderente a Condinfustria) in merito alla produzione annuale del cinema nazionale sono stati realizzati in Italia 120 film nel 2007 e 141 nel 2008. Nel primo caso le società che in base ai credits riportati nei titoli di testa e di coda hanno prodotto le 120 opere distribuite sul mercato sono state 217, ma depurando il dato dalle pluri-produzioni si arriva a un numero effettivo di 141 imprese. Di queste 117 contano un’unica partecipazione alle pellicole proiettate in sala, per cui le altre 100 “firme” alla fase di realizzazione e finanziamento vanno ascritte a sole 24 case produttrici (il 17,0%), con una media di presenze per ognuna pari a 4,16 e una “copertura” complessiva dell’attività pari al 46,0%. Nell’anno successivo i marchi apposti alle 141 pellicole uscite in sala sono risultati 261, rispondenti però materialmente e fisicamente a 165 case produttrici, delle quali ben 137 contano un solo credito contro i 124 delle altre 28 aziende (il 16,9%) con un indice di presenza in 4,42 opere a testa e un grado di “copertura” del 47,5%.
Apparentemente elaborata, la rilevazione in realtà mostra semplicemente i limiti di attività che contraddistinguono la larga maggioranza delle case produttrici italiane. Se poi si mettono in relazione le cifre dei due anni, si può riscontrare che soltanto 40 società risultano attive in entrambi e che ben 26 di esse lo sono state però con un solo investimento annuale. In pratica, di 306 operatori che hanno messo in varia forma il proprio nome in calce ai 261 film licenziati nel biennio, solamente il 13,0% può vantare una certa continuità di progettazione e d’impegno: l’8,4% al livello minimo (un titolo all’anno) e il 4,6% in forme e misure più intensive. Nella loro elementarietà le statistiche sui “nomi in ditta” attestano in pratica la potenzialità d’offerta e la capacità di presenza sul mercato dei cineasti del comparto produttivo nazionale e indicano la relatività del grado d’incidenza del complesso d’attività battente bandiera italiana. Il prospetto delle principali case di produzione espresso, in base ai ricavi 2007, dal campione preso in esame ne riproduce sostanzialmente il quadro.



Fonte: elaborazione su dati Cerved, Infocamere-Registro delle imprese e bilanci di Borsa Italiana per le società dei gruppi quotati Rai, Mediaset (Medusa) e Mondo Tv.
* I dati riportati si riferiscono per Filmauro alle sole attività di produzione secondo le indicazioni contenute nelle note di commento al bilancio e per Medusa Film si tratta di una stima basata su comunicazioni della società.
** I bilanci annuali di Filmauro chiudono l’esercizio al 30 giugno.

Lo schema riassuntivo dei dati (tabella 9) comporta qualche breve annotazione.
  • In termini di produzione diretta in Italia non si è potuto rilevare l’apporto, per quanto contenuto, offerto dalle major (Warner Bros, Disney – anche con il marchio Buena Vista – e 20th Century Fox) a esclusione di Sony pictures television (Mgm e United Artists). Secondo il data base Anica appare significativo comunque, se non altro in termini di presenza, il contributo fornito quale co-produttore da Fox international channels Italy attraverso Sky Italia e Sky Cinema con 30 compartecipazioni (15 all’anno).
  • Non appare in ogni caso soggetta ad alcuna influenza il ruolo di predominanza di Rai Cinema e Medusa, che nel biennio 2007-2008 hanno ad esempio “firmato” secondo il data base Anica rispettivamente 62 pellicole (30 e 28, più quattro con Rai Trade) e 28 (15 e 13). Aspetto affine alle due big è la scelta di dedicarsi in prevalenza alla produzione congiunta con altri operatori e agendo soltanto sporadicamente quali produttori diretti con la completa assunzione del progetto e del piano di lavoro. Dopo di loro si distinguono Cattleya e Fandango con nove realizzazioni, Bianca Film con sei e Istituto Luce, Lucky Red, Rodeo Drive, Bim e Dania con cinque.
  • Rispetto al complesso dei ricavi accreditati come gruppi, i dati di alcune società quali Filmauro, Fandango ed Eagle Pictures possono apparire contenuti, ma al pari di quelli rilevati per Iif e Cattleya – le altre maggiori realtà italiane del comparto – sono riferiti alle sole attività di produzione e acquisizione così come indicati a bilancio.
  • D’altronde la grande maggioranza delle imprese opera sia nella produzione sia nella distribuzione e a fronte delle difficoltà che possono incontrare nel definire una chiara distinzione del volume d’affari generato in un comparto, piuttosto che nell’altro, preferiscono fornire solo indicazioni di massima, senza particolari dettagli (nel caso di Medusa Film fanno ad esempio da riferimento le stime riportate in alcune comunicazioni societarie).
  • Sono ad esempio attive sia su un frnte sia sull’altro Cristalli Pictures, costituita da Massimo Cristalli assorbendo la Lux fondata a suo tempo dal padre Franco, AB Film fondata nel 1978 da Angelo Bassi e la più giovane Sharada (nata nel 2000) di Andrea de Liberato.
  • A rigor di statistica nel quadro del comparto produttivo dovrebbero comparire anche alcune aziende impegnate nelle attività di pre e post-produzione audio e video, di sviluppo e stampa, videoduplicazione e di riprese elettroniche, perché la classificazione Ateco assegna loro la stessa codificazione 92.11 delle case di produzione cinematografica propriamente intesa. Si è invece preferito considerarle per omogeneità a parte sotto la voce “industria e servizi” (nell’ultimo paragrafo di questo capitolo) in quanto la stessa codificazione Ateco non pare seguire parametri e direzioni del tutto rigorose. Come si può rilevare procedendo a serie ripetute di verifica, a fronte delle imprese inserite nella categoria cinema, molte altre vengono catalogate in base agli oggetti sociali dichiarati nei loro statuti in categorie a codificazione diversa.

 

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