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Quarta parte - INTEGRATI E CONCENTRATI
LA FORZA DI UNA CLASSE
Capitolo 6 - Gruppi e aziende: le principali realtà
Le maggiori compagnie di distribuzione
Sotto il profilo dei canali distributivi il mercato cinematografico italiano non tradisce la sua configurazione originaria. Il repertorio Anica sull’attività nazionale registra ad esempio per il 2007 l’operatività di 52 compagnie che si sono incaricate di diffondere 108 opere: 39 a favore di un’unica pellicola e 13 per più di una. L’anno scorso il numero delle società è salito a 59 e quello dei film a 121, ma le proporzioni sono rimaste pressoché invariate: soltanto 17 imprese hanno infatti distribuito più di un titolo, contro le 42 che ne hanno preso in carico uno solo. Rispetto al totale teorico di 111 aziende che nel biennio hanno distribuito le 229 pellicole (delle 261 materialmente prodotte) in questione, risulta tuttavia che quello effettivo è di 94, perché 17 (pari al 18,0%) sono state attive in entrambi gli anni e le altre 77 (l’82,0%) hanno limitato il loro intervento a una sola stagione.
Fra le 17 che hanno distribuito almeno due film ne figurano però sette che hanno limitato il loro impegno a un’opera per anno. Le compagnie italiane che si possono considerare realmente presenti con una continuità significativa sul mercato si riducono quindi ad appena 10 (il 10,6% del totale) e a loro va ascritta la promozione e diffusione sul mercato di 129 pellicole complessive (equivalenti al 53,7% della produzione nazionale arrivata al pubblico nel biennio). Sul piano concreto insomma il comparto vede protagoniste le “filiali” delle major estere, impegnate soprattutto nell’adeguare al mercato italiano le politiche e strategie distributive predisposte a livello internazionale dalle case madri (tabella 10).



Fonte: elaborazione su dati Cerved, Infocamere-Registro delle imprese e bilanci di Borsa Italiana per le società dei gruppi quotati Rai (01 Distribution), Mediaset (Medusa) e Mondo Tv.
* Sony p. home e Sony p. releasing prevedono la chiusura a bilancio degli esercizi al 31 marzo di ogni anno; 20th Century Fox Home e Fox-Italy la contemplano invece al 31 maggio; Filmauro al 30 giugno.
** I valori indicati sono frutto di stime, in quanto la società è attiva sia nella produzione sia nella distribuzione. *** I dati riportati si riferiscono alle sole attività cinematografiche.


Va innanzitutto precisato che oltre a non essere, come detto, di facile accertamento, l’imputazione a bilancio dei proventi fra attività di produzione e distribuzione si presta a interpretazioni diverse e discutibili. Le stesse holding o imprese che operano su entrambi i fronti qualificano in modo difforme, le une dalle altre, l’origine di tali ricavi e seguono attribuzioni discordanti. Né d’altro canto riportano a consuntivo o nella relazione che lo accompagna le indicazioni delle risorse generate dalle opere prodotte o co-prodotte, distribuite in proprio o attraverso altre società (allo stesso modo omettono assai di frequente – secondo una prassi purtroppo comune a quasi tutti gli altri settori – l’informazione, peraltro dovuta, sulla consistenza e sulla composizione del personale impiegato).3
Per quanto riguarda i rendiconti del campione oggetto di analisi, sfuggono in positivo alla norma solamente 11 Marzo e Tangram di Roberto Levi, Eagle-Prima-Quinta Communications di Tarak Ben Ammar, Rodeo Drive e R.D. Home di Poccioni-Valsania e Dania di Luciano e Sergio Martino, che annota perfino l’ammontare di tutti i minimi garantiti concessi o ricevuti e dei diritti d’autore di proprietà, in concessione o di brevetto per circa 840 pellicole diverse. Si può quindi verificare (si tratta di otto rapporti annuali sul totale del campione) come nella pratica sia inferiore al 3% la quota di aziende che segnalano nei propri atti documentali i risultati effettivi conseguiti dai singoli film e secondo i loro vari canali di “sfruttamento”.4 Vi sono inoltre imprese che fra le attività svolte contano anche quella di agenti territoriali – per una o più regioni – delle maggiori compagnie di distribuzione, senza segnalarne a bilancio le relative poste (spesso considerate sotto la voce generica di “altri proventi”), anche perchè nella larghissima parte dei casi di questi accordi commerciali non viene data alcuna comunicazione. L’insediamento in sette delle 11 posizioni più importanti del ranking della distribuzione mostra il peso che le major estere rivestono sul mercato. Le risorse raccolte da Walt Disney e Warner Bros appaiono oltretutto nettamente superiori a quelle degli altri competitor, al punto che occorre sommare i proventi di altre dieci società per ottenere un monte-ricavi pari a quello da loro totalizzato.
Come riscontrato nel comparto della produzione soltanto Mediaset e Rai fra le compagnie italiane conservano una presenza di rilievo. Medusa è la prima alle spalle delle major e considerando unitamente le due imprese Medusa Film e Video si attesta a 128,9 milioni di euro di introiti, mentre O1 Distribution della Rai conserva la sua posizione anche qualora si cumuli il giro d’affari delle due società di The News Corporation di Rupert Murdoch (20th Century Fox Home e Fox-Italy), mentre le due consociate Sony Pictures, Home e Releasing, apportano complessivamente al loro gruppo 61,9 milioni di euro. Il gruppo Mediaset è inoltre attivo in Spagna con la controllata Telecinco che nel 2007 ha distribuito 11 film per un fatturato di 19 milioni di euro (le pellicole hanno fatto segnare un incasso globale di 34 milioni di euro).
D’altra parte 01 Distribution e Medusa nell’ultimo biennio hanno portato sul mercato, secondo le rilevazioni dell’Anica, rispettivamente 42 e 31 delle 229 pellicole italiane censite, che rappresentano il 31,8% di tutta la produzione nazionale. Mikado si è fermata a 10; Bim Distribuzione, Lucky Red e Warner a sei, Eagle Pictures a cinque e Filmauro a quattro.
Proprio queste due ultime aziende sono quelle che sono riuscite a inserirsi fra le major straniere e domestiche. Eagle in virtù senza dubbio di un patrimonio di esperienze e credenziali acquisite in tanti anni di attività. È stata costituita nel 1986 quando i fratelli Dammicco (già protagonisti negli anni Settanta delle scene musicali con il loro complesso Daniel Sentacruz Ensemble e per la composizione di brani dal successo internazionale quali When a Child is Born e Solendo) hanno lasciato anche la loro seconda carriera di produttori e imprenditori televisivi intrapresa nel 1980 e culminata con la creazione del network Videomusic. Ed è dopo aver consolidato il comparto home video che i fratelli Dammicco hanno cominciato dal 1995 a sviluppare l’impresa su tutte le aree della produzione e della distribuzione, con accordi in esclusiva con altri produttori nazionali, e arrivando a portare sul mercato circa 20 titoli all’anno; target riproposto ora dopo il passaggio della maggioranza del capitale a Tarak Ben Ammar. Filmauro rappresenta da parte sua la continuità della dinastia De Laurentiis nel cinema internazionale. Nel 2007 i ricavi da distribuzione della società hanno riguardato per 22,5 milioni di euro il segmento theatrical, per 6,3 milioni l’home video e per 3,9 milioni la diffusione televisiva. Altri operatori che si avvalgono di più strutture per distribuire i loro prodotti – separando generalmente il mercato televisivo da quello home video – sono Mondo Tv con oltre 49 milioni di euro di introiti (fra Mondo spa, Moviemax e Mondo Home Ent.), Film Participation con 10,3 milioni di introiti, tra Mediafilm e Mediafilm Cinema, e Iif con Italian international entertainment e la più piccola Keimos operando anche con il marchio Iif-Homevideo (il modesto ammontare di 3,3 milioni di euro riportato nel prospetto dev’essere considerato puramente indicativo, in assenza di una sicura ripartizione dei proventi che confluiscono nella capogruppo). Fulvio Lucisano è stato fra l’altro fra i primi cineasti italiani a sottoscrivere, a partire dagli anni Sessanta, accordi di collaborazione con holding internazionali, quali le allora American international pictures, Cannon, Mgm, Polygram film international, Columbia Tristar o la più recente Buena Vista (Disney).
Sono distributrici in proprio (oltre che in conto terzi) pure Lucky Red di Andrea Occhipinti, Bim di Valerio De Polis, Fandango di Domenico Procacci, Ripley’s di Angelo Salvatore Draicchio, Rodeo Drive di Marco Poccioni e Marco Valsania, Colorado di Maurizio Totti, che si avvale di una divisione interna, societariamente non autonoma, e Dania dei fratelli Martino, soci anche di Vip Media (19,9%), Surf Film (7,3%) e Movie 90 (25%).
Attive quasi esclusivamente nella distribuzione sono da parte loro Artech Video Record, Emme Cinematografica e Teodora. La prima è una società di Cologno Monzese (Milano) fondata da Luciano Porilli e concentrata nella replicazione e distribuzione di dvd e cd per il segmento home video. Emme Cinematografica di Roma, costituita da Mario Fiorito, lavora prevalentemente su contratti in appalto con Universal (comprendenti anche la gestione della sala Tibur nella capitale) e di rappresentanza per altre case di produzione italiane; così come Teodora Film di Ceare Petrillo, che ha sede anch’essa a Roma.


3 Nel tempo si sono registrati solo episodici accordi di co-produzione. Solamente Columbia dopo aver rilevato la Tri-Star dai suoi partner ha creato alcune società di piccola scala per produrre opere fuori dagli Stati Uniti, come: la Nelson Entertainment in joint venture con partner inglesi e canadesi, la Triumph Films in comproprietà con lo studio francese Gaumont e la Castle Rock Entertainment.
4 Non è raro invece trovare nelle relazioni di bilancio dettagliate informazioni su accordi di distribuzione stipulati in corso d’anno (e con effetti quindi dal bilancio successivo), prevedendo anche la natura specifica dei ricavi attesi, per testimoniare l’efficacia delle iniziative intraprese e a maggior conforto dei risultati – più o meno esaltanti – presentati nel consuntivo dell’ultimo anno.

 

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