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1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2009
Prima Parte - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO
TUTTO QUANTO FA CINEMA
Capitolo 1 - La sfida digitale
Il mercato dell’offerta
Sembra opportuno sottolineare di nuovo che la definizione del reale contesto cinematografico, al di là del suo imprescindibile e prioritario contenuto artistico che ne costituisce il portato storico, non è una questione formale, bensì un problema basilare quando si cerca di compiere una valutazione organica e tecnicamente valida della sua valenza sociale, politica ed economica. Al di là delle oggettive difficoltà – non facilmente superabili – nell’attribuirgli un codice d’identificazione certo, si può comprendere anche come determinate classificazioni possano ragionevolmente portare a riflessioni e analisi differenti, se non contrastanti o a volte riduttive.
I confronti risultano talvolta impropri o parziali, se si compara il cinema ad esempio con musei e siti archeologici o con lo sport, oppure se si separa dal tutto un comparto – come l’home video – piuttosto che un altro per via dei diversi supporti fisici sui quali “viaggiano” i film o se si scorporano determinate realtà produttive dedicate al cinema solo perché la loro attività e i loro prodotti vengono qualificati non in base al mercato di destinazione o alla tipologia di consumo del bene fabbricato ma alle caratteristiche tecniche della produzione.
Il problema è più complesso di quanto possa apparire. Come è vero che nell’ambiente cinematografico si discute molto sui contenuti e sulla qualità dei prodotti filmici di maggiore successo quali fattori determinati dalle leggi del mercato, è altrettanto certo che la scarsità di informazioni ha in genere concrete conseguenze su quella che gli economisti definiscono efficienza dei mercati e che, in sostanza, concerne il miglior uso possibile delle risorse disponibili.
In una delle opere del regista e scrittore statunitense Garson Kanin si trova un’esemplificazione tanto datata quanto tuttora pertinente: «Nella fase culminante dell’industria cinematografica, qui, producevano 750... o 800 film all’anno. Ora dicono che Hollywood è finita. Produce appena 250 o 300 film all’anno. Ma dimenticano una cosa, ignorano una cosa: il metraggio. Ecco dove sbagliano. Stiamo impressionando più metri di pellicola che in tutta la storia della cittadina e io sono sempre stato qui, sin dall’inizio. Proprio così, ora, oggi. Più metri di pellicola. D’accordo, una parte va alla televisione. Ma che differenza fa? Si tratta pur sempre di industria cinematografica, e si tratta pur sempre di film, sia che li si proietti nei cinematografi o che li si veda sugli schermi televisivi, o sotto forma di videocassette, o che li si venda nei supermarket, avvolti nel cellophane. Forse un giorno i film li venderanno a peso! Ma che differenza fa? Sono sempre film! E si tratta sempre di industria cinematografica!».4

4Garson Kanin (1912-1999), regista e scrittore americano in Il romanzo di Hollywood, Rizzoli Editore, Milano, 1984.

 

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