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Report 2009

1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2009
Prima Parte - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO
TUTTO QUANTO FA CINEMA
Capitolo 2 - L'economia di riferimento
Dal borderò ai bilanci
C’è un aspetto di carattere amministrativo che spiega per esempio alcune cose sull’andamento del mercato e dell’industria del cinema italiano più di quanto possano mai fare i borderò dei gestori per la SIAE. Fra tutte le società cinematografiche iscritte alle Camere di Commercio e attive – 9.919 – quelle di capitali che hanno l’obbligo di depositare i loro bilanci sono 1.885. Di solito l’operazione avviene fra maggio e giugno, in quanto il codice civile prescrive che le assemblee ordinarie per l’approvazione dei rendiconti annuali debbano tenersi entro 120 giorni e, in caso di necessità, non oltre 180 dalla data di chiusura dell’esercizio, che nel 99% dei casi coincide con il 31 dicembre. Nel 2009 invece la tradizione non è stata rispettata: come testimoniano i verbali d’assemblea, gran parte delle imprese hanno atteso le ultime settimane disponibili per convocare i propri azionisti e i documenti contabili sono in pratica affluiti agli enti camerali in autunno.
I verbali tuttavia omettono quasi sempre di indicare i motivi degli eventuali slittamenti. Se ne può trovare traccia soltanto sulle relazioni che le aziende (una su due, non di più, e in genere quelle di maggiori dimensioni) allegano ai propri bilanci. E procedendo nella loro lettura non si può fare a meno di rilevare come si susseguano le annotazioni sulle difficoltà sorte nel secondo semestre 2008; difficoltà a raccordare i conti con una caduta di attività sempre più accentuata e ad adottare le necessarie contromisure dal punto di vista gestionale e finanziario. Sulla scia di queste considerazioni, si sovrappongono poi da parte degli amministratori previsioni molto caute, quasi reticenti, sull’evoluzione del business nel corso del 2009. Non mancano naturalmente gli accenni alla minacciata scomparsa dei contributi pubblici attraverso il FUS-Fondo Unico per lo Spettacolo gestito dal Mibac, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

 

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