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1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
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Prima Parte - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO
TUTTO QUANTO FA CINEMA
Capitolo 2 - L'economia di riferimento
La generazione dei tanti schermi
Sotto il profilo economico l’individuazione di assetti e perimetri economici e la considerazione del mercato – quale complesso di consumi e riflesso di stili di vita, soggetto ai flussi dei redditi e dei trend finanziari – consente in effetti di valutare l’effettivo andamento del settore cinematografico nel tempo e rispetto a quello dell’economia in generale e delle congiunture nazionali, alle capacità di spesa e alle preferenze d’acquisto dei consumatori e quindi soprattutto in relazione con le tendenze espresse (in termini di concorrenza o ancor’anche di sovrapposizione) dalle altre realtà produttive. Appare di nuovo abbastanza singolare che questo avvenga in una società dai tanti schermi come quella attuale, dove i contenuti – di tutti i tipi – tendono a straripare dai loro insediamenti tradizionali, inondando con i più diversi device lo spazio di tempo dei consumatori, e pongono perciò al cinema chiare esigenze di visibilità nell’obiettivo di riaffermare la sua competitività rispetto agli altri e-contents.
In connessione con il mondo, il cinema è anche un mondo di connessioni. Vi è un fenomeno in germinazione (più o meno spontanea) che proprio sotto questo profilo si preannuncia in grado di sovvertire gli attuali equilibri. È in atto infatti una bulimia televisiva senza precedenti, con un orizzonte popolato da circa 400 canali tra pay TV e DTT (televisione digitale terrestre), mentre si intravede già nitidamente l’ulteriore ibridazione fra broadcast e broadband nella cosiddetta cath-up television, che offre la possibilità agli utenti di vedere ciò che vogliono dei cataloghi online, quando lo desiderano e soprattutto anche dove, ossia sul personal computer o su uno smartphone, piuttosto che su una console portatile o sullo stesso schermo full HD di casa.3
Il passaggio dall’etere all’Adsl – sia web TV che IPTV – non coincide solo con l’approdo dei network televisivi a una nuova piattaforma, ma sancisce piuttosto l’approccio a un’offerta di contenuti del tutto diversa, di carattere sostanzialmente multimediale e quindi autonoma dai contesti di rete e dai canali che l’hanno fin qui contraddistinta. A giudizio di gran parte degli osservatori dell’ICT e degli esperti e studiosi più autorevoli del mercato della comunicazione questa evoluzione nell’offerta TV va posta in diretto collegamento alla prepotente e preponderante presenza delle fasce più giovani fra gli utenti del web, con un consumo in termini di tempo (su questo si basano tutte le principali ricerche) nettamente superiore – nell’ordine delle ore – a quello registrato per le altre classi di età.4
Significa che con il progressivo passaggio anagrafico alla generazione successiva, quei ragazzi e quegli adolescenti nel giro di pochi anni trascineranno con ogni probabilità questa loro abituale modalità di fruizione a livelli predominanti, con inevitabili ripercussioni sull’home theater. Portando per esempio il dvd – la gallina dalle uova d’oro per il cinema dell’ultimo decennio – in una fase più che matura del suo ciclo di vita e a un’influenza sul mercato e un’incidenza sui suoi ritorni economici sempre più deboli.5
Ne discende che con la moltiplicazione delle piattaforme distributive si prospetta l’ulteriore crescita di competizione fra i circuiti di diffusione – sala, TV, home video, web – e allo stesso tempo di concorrenza tra il film e le altre forme di audiovisivo, quali videoclip, documentari, TV movies, cortometraggi.

3Mediaset e La7 hanno già avviato le loro iniziative di cath-up TV, offrendo sul web, a distanza di poche ore dall’emissione via etere, una selezione dei migliori programmi trasmessi, oltre a fornire la possibilità di accedere a una lunga serie di altre proposte in catalogo. Anche la Rai si appresta a lanciare un servizio analogo e in questa direzione si pone l’annunciato cubo-TV di Telecom, che consente l’accesso a più network. La catch-up TV, che si potrebbe definire una specie di library online, si rivolge soprattutto al pubblico giovane e più dinamico che è diventato il target commerciale imprescindibile per ogni broadcaster e che predilige personalizzare i contenuti disponibili sul web secondo un proprio, individuale palinsesto (il pubblico appare sempre più interessato ai contenuti, ponendo sempre meno attenzione ai canali che li generano, e i network TV tendono ad assecondare queste tendenze per conservare le proprie quote di mercato anche se contestualmente i loro palinsesti perdono contestualmente forza d’identificazione con i rispettivi brand, diventando molto più impersonali).
4Si può rilevare di passaggio che buona parte dei maggiori successi al box office – in Italia come nel resto del mondo – sia proprio dovuta ai blockbuster digitalizzati e in 3D destinati al pubblico più giovane.
5Le considerazioni dell’ultimo paragrafo trovano riferimento nell’intervento di Giandomenico Celata, direttore scientifico del Multimedia Lab-CATTID-Sapienza di Roma, al workshop europeo “La rivoluzione del cinema digitale in Italia” nell’ambito degli Stati Generali del Cinema Italiano (Roma, Auditorium Parco della Musica, 21 ottobre 2009): Celata è anche presidente di RomaWireless e direttore del Distretto dell’Audiovisivo e dell’ICT, sempre di Roma.

 

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