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1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2009
Seconda Parte - IL CINEMA E LE SUE RISORSE
CAPITALI E LAVORO
Capitolo 3 - Le società e l'attività d'impresa
“NON FACCIO FILM PER GUADAGNARE SOLDI.
GUADAGNO SOLDI PER FARE FILM”

Walt Disney (da The Disney Version. The Life, Times, Art and Commerce of Walt Disney
di Richard Schickel, Ivan R. Dee Publisher; Chicago 1986)

Sotto il profilo dell’iniziativa imprenditoriale il settore cinematografico ha registrato un autentico salto demografico nei primi anni del Duemila. Le società iscritte al Registro delle imprese erano poco meno di 5 mila nel 2000, mentre nel 2007 erano già 10.656. Principale motore di questo sviluppo anagrafico è stato il comparto della produzione, con un aumento del 161,3%. Si poteva tuttavia notare – come si è rilevato nella prima edizione di questo rapporto – che la dinamica d’espansione andava gradatamente affievolendosi. A fronte di una crescita del 115,3% sull’intero periodo, il settore nel suo complesso aveva infatti realizzato un incremento dell’81,5% già fra il 2001 e il 2004 e l’aumento delle imprese di produzione nello stesso arco di tempo era risultato ancora superiore raggiungendo quasi il 125%, mentre per quelle di distribuzione e di proiezione si era attestato all’82,8% e al 27,2%, (a fronte di scarti complessivi fra il 2001 e il 2007 rispettivamente del 68,4% e del 31,8%).
La linea di tendenza non è cambiata e proprio fra il 2008 e il 2009 è arrivata al segno negativo, quasi in contrappasso alla positiva stagione vissuta dal mercato della domanda nel 2008 che aveva visto, ad esempio, le presenze del pubblico in sala tornare sopra la quota di 100 milioni. Le ultime rilevazioni del database di Cerved Business In-formation certificano che la popolazione di aziende del cinema italiano si sta anagrafi-camente restringendo. La serie storica della banca dati delle Camere di Commercio è oggettivamente abbastanza ridotta (in ragione soprattutto dell’entrata in attività del si-stema informatizzato e della sua operatività nel 1996); tuttavia mostra che la svolta è avvenuta dopo quasi due decenni di saldi annuali sempre positivi.
Appare quasi ovvio che il bilancio demografico non rappresenti di per sé un indice assoluto di buona o cattiva salute del settore. Ma segnala in ogni caso quanto l’evoluzione in atto sembri avviata verso un processo di consolidamento e come al cinema italiano si possano aprire prospettive diverse da quelle delineate fino a qualche stagione fa. Perché è assodato che la cinematografia del Paese è costituita principalmente – come del resto tutto l’apparato industriale nazionale – da un corpo di piccole e medie imprese; un uni-verso di operatori di dimensioni assai ridotte che se per un verso fanno apparire, con la propria numerosità, il settore frammentato e polverizzato, dall’altro contribuiscono con la loro attività (complementare o sussidiaria a quella dei cosiddetti market maker, ma a distribuzione diffusa su tutto il territorio) a rendere davvero consistente ed esteso il mercato dell’offerta, i cui termini competitivi a livello europeo si misurano con quelli di Francia, Inghilterra, Germania e Spagna. È pressoché scontato che la riduzione del parco-aziende veda coinvolta in prima istanza proprio la base formata dai soggetti di minori dimensioni e tenda quindi a riferirsi a un’involuzione, più che a un eventuale sviluppo delle dinamiche di settore, in quanto chiama in causa elementi e valori vitali per qualsiasi attività produttiva: spirito d’iniziativa, voglia di fare impresa, libertà di mercato, capacità progettuali e realizzative della nuova imprenditoria, processi di sviluppo dei loro assetti, accesso e disponibilità agli investimenti di capitali, opportunità e convenienze economiche a operare sotto forma di società. Oltre alla loro valenza statistica, i dati sulla composizione del settore aprono in sostanza l’osservazione anche alla natura dei valori registrati e alle possibili evoluzioni dei trend segnalati.

 

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