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1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2009
Seconda Parte - IL CINEMA E LE SUE RISORSE
CAPITALI E LAVORO
Capitolo 3 - Le società e l'attività d'impresa
Anagrafe: i numeri della flessione
In rapporto alla base di riferimento, il calo delle società attive sul mercato cinematografico si è presentato relativamente contenuto e per questo potrebbe essere considerato episodico, legato cioè a specifiche contingenze congiunturali. Arriva tuttavia sulla scia di una flessione innescata tempo addietro, quale progressione di una tendenza già in fieri, come se stesse approdando alla sua fase di maturazione. Al di là di parametri dimensionali tali da non legittimare anticipazioni di giudizio, si è indotti a presumere che il fenomeno sia parte di un processo strutturale, di cui resta da verificare – più a medio, che a breve termine – la reale intensità. È questa la vera incognita, in considerazione della quale non si giustificano per ora previsioni sugli effetti che si potranno generare nel settore e sulla sua composizione, che nel corso dell’ultimo triennio ha seguito l’anda-mento riassunto, attraverso i riscontri1 del database Cerved, nella tabella 1.



Pur rispetto alle fluttuazioni più recenti, i numeri che disegnano la composizione del settore (10,6mila imprese registrate e oltre 9,9mila quelle attive) si confermano di evidente consistenza. Resta valida a questo proposito la considerazione di fondo ormai nota – e comune a tutta la base societaria delle attività economiche del paese – sul fatto che in genere a buona parte delle ragioni sociali iscritte all’anagrafe delle Camere di Commercio non corrisponde un’azienda con un’attività continuativa. Una circostanza che ben si adatta alla tipicità della produzione filmica; soprattutto a quella generata dalle società minori, come dimostra l’alternanza di opere realizzate nell’arco del tempo dalle migliaia di aziende propostesi per il finanziamento pubblico e che la documentazione FUS attesta nel loro percorso2.

1 Appare opportuno rilevare che la base di composizione del settore secondo questi ultimi dati Cerved risulta sensibilmente superiore – 10.656 aziende registrate e 9.902 attive nel 2009, contro rispettivamente le 9.987 e 9.071 rilevate l’anno prima – a quella riportata nell’edizione precedente di questo Rapporto (la base di riferimento per le rilevazioni statistiche cui si è ricorsi in fase di analisi resta tuttavia omogenea anche per gli anni immediatamente precedenti, in quanto la banca dati Cerved ha ridefinito le proprie elaborazioni secondo i nuovi parametri). Lo scarto è da attribuire alla necessità, da parte delle Camere di Commercio, di procedere al progressivo aggiornamento del Registro delle imprese in adesione alla nuova nomenclatura comunitaria NACE, con effetti a partire dal 1° gennaio 2009. Le ragioni sociali di tutte le realtà aziendali presenti sul territorio nazionale sono raggruppate in base alla loro attività in decine di macrosettori, ognuno dei quali accorpa poi vari settori relativi a diversi e più omogenei ambiti d’operatività, suddivisi a loro volta in comparti ancora più specifici. Secondo questa classificazione denominata ATECO e in vigore fino al 2008 – e perciò ancora adottata in riferimento ai dati di quell’anno, gli ultimi e più recenti a disposizione, sui quali si basa necessariamente questo capitolo del Rapporto – il macrosettore di riferimento è il numero 92.0 “Attività ricreative, culturali e sportive”, in cui sono comprese le aziende del settore ci-nematografico denominato precisamente “Produzioni e distribuzioni cinematografiche e di video” con il codice 92.1 (essendo il 92.2 dedicato alle “Attività televisive”) e disaggregato a sua volta sulla base degli scopi indicati nei rispettivi statuti sociali in: “Produzioni cinematografiche e di video” (92.11); “Distribuzioni cinematografiche e di video” (92.12); “Proiezioni cinematografiche” (92.13). È intuitivo che questa registrazione può attagliarsi soltanto in parte alla realtà della cinematografia nazionale, in virtù delle interrelazioni che si sono sviluppate col tempo – soprattutto sotto l’impulso dell’evoluzione tecnologica – con altre attività “contigue”, così come lo stesso prodotto-servizio filmico può avere utilizzi diversificati e si intreccia spesso con altre tipologie, fino a ricadere in categorie diverse. In particolare molte imprese dei servizi di pre-produzione e post-produzione non rientravano in precedenza nella classificazione del codice 92.11. Va inoltre considerata la circostanza che una parte delle aziende del settore (in particolare per quanto riguarda i prodotti video in generale) non svolge in via del tutto esclusiva un’attivi tà di produzione, edizione o distribuzione e opera anche in altri mercati collegati. D’altra parte è soprattutto per questi motivi che nella classificazione ATECO i valori totali attribuiti al settore 92.1 non corrispondono mai esattamente – per eccesso – alle somme dei numeri riferiti alle rispettive voci dei tre singoli comparti sottostanti. Le Camere di Commercio stanno aggiornando progressivamente le certificazioni e le successive rilevazioni (a far data dal 1° gennaio 2009) del Registro delle imprese e del Rea (Repertorio economico amministrativo) in conformità alla nomenclatura europea NACE, che ha creato il nuovo macrosettore 59 “Servizi di informazione e comunicazione” in cui viene fatto confluire il settore 59.1 “Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore”, cui fanno ora capo in pratica cinque diversi comparti: “Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi” (59.11); “Attività di post-produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi” (59.12); “Attività di distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi” (59.13); “Attività di proiezione cinematografica” (59.14); “Attività di registrazione sonora e di editoria musicale” (59.20). Come già segnalato, con ogni probabilità la riforma si annuncia con scarse prospettive di migliorare la trasparenza sull’effettivo core business delle società (comparto d’attività di appartenenza, natura e mercati di destinazione di quanto prodotto o dei servizi prestati), ma è evidente da tempo che una robusta fetta di imprese nate per operare nel cinema hanno trovato nel sistema televisivo un importante sbocco alternativo.
2 La suddivisione percentuale dei fondi è riferibile sia al numero delle erogazioni disposte sia al valore dei finanziamenti concessi. Le proporzioni mutano soltanto per quanto riguarda l’incidenza delle domande accolte rispetto a quelle presentate: alla voce specifica del sostegno diretto alla produzione, le richieste soddisfatte corrispondono al 40% di quelle avanzate per le società non di capitali, al 50% per le società per azioni e soltanto al 10% per le S.r.l.

 

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