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1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
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Seconda Parte - IL CINEMA E LE SUE RISORSE
CAPITALI E LAVORO
Capitolo 3 - Le società e l'attività d'impresa
Il sorpasso storico delle società di capitali
Il calo di nuove costituzioni di aziende, contestuale al sensibile incremento degli abbandoni d’attività, ha preso a modificare la morfologia del cinema italiano. La veste giuridica scelta dalle imprese che si iscrivono al Registro camerale resta ancora di gran lunga quella delle società non di capitali, in larghissima misura sotto la forma di ditte individuali e, in proporzioni assai più contenute, sotto quelle alternative, a partire dall’istituto delle società di persone4. La riduzione del numero di prime iscrizioni non fa che accentuare la preferenza per le strutture giuridiche più semplici, che aumentano di nuovo – seppure di poco – rispetto alle altre ragioni sociali delle società di capitali.






Il sistema Cerved non traccia una mappa analoga che consenta di ricostruire la natura delle ragioni sociali in uscita dal Registro delle imprese. Attraverso l’aggiornamento della suddivisione per forma giuridica delle aziende registrate allo stato attuale (i dati sono riportati nella tabella 6) è però possibile individuare per via indiretta la tipologia delle società liquidate, fallite o che chiudono volontariamente i battenti. Diventa così possibile accertare in quali aree di attività si verificano più dismissioni. Con una sorpresa.
Dallo spettro demografico delle imprese cinematografiche, che mette a confronto la distribuzione delle ragioni sociali fra il 2007 e il 2009, si denota infatti prima di tutto un sorpasso “storico”. Per la prima volta le società di capitali superano la soglia del 50% e rappresentano ora la maggioranza del settore in tutto il suo complesso. Se ribadita e corroborata nell’immediato futuro, si tratta di un’evoluzione di confortante prospettiva, in quanto sintomatica di un ulteriore – e senz’altro necessario – irrobustimento del sistema cinematografico, anche sotto il profilo patrimoniale, dal momento che presuppone un apporto di maggiori risorse e solidità finanziarie sin dai primi momenti di vita delle imprese.




La prevalenza raggiunta dalle società di capitali è valida di significato soprattutto perché conseguita in via prioritaria nel comparto della produzione, con un guadagno netto di tre punti percentuali fra il 2007 e il 2009 e di 1,9 a favore soprattutto delle S.p.A., cioè delle aziende con la forma giuridica più articolata e strutturata. Il novero delle case di produzione rappresenta la base di tutto il settore: sia perché ne è il corpo principale, essendo il più popoloso con circa il 73,5% dell’intero settore – dal momento che include in buona parte la vasta area delle aziende tecniche e di servizi impegnate nelle attività di “pre” e “post-produzione” – sia perché costituisce la fonte originaria della materia prima, con i cineasti che si dedicano alla realizzazione vera e propria dei film, ossia delle opere che alimentano l’attività e il mercato cinematografici nel loro complesso.
Alla luce di questo sorpasso si può definire, come premesso, la tipologia di soggetti in cui si è concentrata la fuoriuscita di ragioni sociali e delle connesse unità aziendali. L’emorragia relativamente più consistente appare riconducibile principalmente alle società minori, fondamentalmente non di capitali, cioè a quelle che rispondono a due delle categorie previste dal Codice Civile: società di persone e ditte individuali. Seppure in proporzione inferiore, riguarda poi anche i soggetti di un’altra delle forme giuridiche contemplate dal Codice e che appartiene al novero stesso delle società di capitali: le Srl, ossia quelle a responsabilità limitata, che sono in assoluto, fra tutte, le più rappresentate (quasi 4.500 unità) fino a sommare il 42% del totale societario globale dal momento che includono a loro volta un’elevata componente di aziende di piccole o piccolissime dimensioni.
Queste categorie – con società di persone e ditte individuali in testa, come si è visto – continuano a essere preferite da quanti si iscrivono per la prima volta al Registro, ma le nuove costituzioni non valgono a compensare i corrispondenti ritiri e messe in liquidazione, per cui nelle prime statistiche Cerved del 2009 l’area delle società di capitali ha cominciato a prevalere.

 

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