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1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
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Seconda Parte - IL CINEMA E LE SUE RISORSE
CAPITALI E LAVORO
Capitolo 4 - Le professioni e il mercato del lavoro
Quanto conta la leadership del cinema
Rilevare che nella cinematografia l’andamento dell’occupazione risponde alle accidentalità della congiuntura economica non è forse del tutto appropriato. In realtà non si limita a rispecchiarle e sarebbe probabilmente più corretto dire che ne rivela il principale marcatore. Lo conferma la serie storica dei dati (tabella qui sotto) che si ferma al 2008 per quanto riguarda le rilevazioni definitive e si spinge fino al 2009 soltanto per il numero di lavoratori a nome dei quali sono stati versati i contributi sociali di legge e che l’ENPALS – Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo e dello Sport – l’istituto mutualistico del settore, ha stimato in via provvisoria. Dalla successione delle variazioni percentuali si evince come gli indicatori del mercato del lavoro siano relativamente allineati nei periodi più favorevoli e nettamente superiori quando i trend passano al segno negativo.




Se si guarda alle esperienze del recente passato si può pure notare che la funzione del cinema quale evidenziatore viene assunta a titolo generale per tastare il polso di tutto l’universo dello spettacolo. A dispetto della presunta focalità di ruolo attribuita al sistema radiotelevisivo e pur nella sua eterogenea – e per certi aspetti disomogenea – configurazione, il cinema continua a essere il vero motore di un intero macrosettore, che dalle attività dello spettacolo viene spesso espanso verso quelle culturali e ricreative.

QUANTO PRODUCE L’INTERO SETTORE
Lo è per numero di addetti, per quantità di società attive e per monte retributivo, secondo quanto attestano le rilevazioni statistiche dell’ENPALS, che si riferiscono, come detto, alle prestazioni per le quali vengono versati i regolari contributi sociali3.
Il suo corpo produttivo costituiva il 25,3% del totale già nel 2008, in base ai dati definitivi, ed è ulteriormente cresciuto nel 2009, diventando pari al 27,9%, secondo le prime stime provvisorie; le imprese cui fa capo rappresentano il 14,6% dell’intero parco-aziende (ma va considerato che impianti sportivi e trattenimenti vari, gestiti in grande maggioranza da circoli e sodalizi d’origine associativa, pesano per il 42,9%); i redditi che genera con le prestazioni d’opera per la realizzazione dell’attività valgono il 31,0% della remunerazione globale (e sommando in questo caso quelli di radio e TV, pari al 23,5%, si arriva a coprire ben il 54,5% del monte retributivo del macrosettore oltre che di quello contributivo su cui si basa tutto il sistema previdenziale e assistenziale).




Il primato è avvalorato dall’incidenza degli addetti del cinema nelle varie categorie professionali che animano il mondo dello spettacolo. A riprova della poliedricità di specializzazioni coinvolte nella realizzazione filmica, artisti e tecnici cinematografici rappresentano la componente maggiore in dieci dei 20 gruppi della classificazione ENPALS (ma in due non sono presenti) e in sette di questi con una consistenza superiore al 50%, come riporta il prospetto successivo.
Questi raffronti sono utili per comprendere le motivazioni che stanno alla base delle apprensioni espresse da più parti (in primo luogo dagli stessi organismi di rappresentanza del settore) sull’evoluzione della produzione cinematografica e sui suoi conseguenti riflessi sulle attività dello spettacolo in generale.



3Ai regimi previdenziali e assistenziali dell’ente possono accedere anche i soci e titolari che si iscrivono a libro paga delle proprie ditte, così come finiscono sempre nelle casse dell’istituto i contributi versati dalle società per i soggetti che operano in autonomia, gestiscono direttamente le loro prestazioni (in proprio o attraverso agenti rappresentanti) e, trovandosi in una condizione affine a quella dei liberi professionisti, dei lavoratori autonomi o degli artigiani scelgono di versare i contributi previdenziali e assistenziali in ragione dei compensi per le prestazioni fornite su commessa (o per così dire a cachet).

 

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