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1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2009
Seconda Parte - IL CINEMA E LE SUE RISORSE
CAPITALI E LAVORO
Capitolo 4 - Le professioni e il mercato del lavoro
L'insostenibile leggerezza del saggio
La trasbordante rilevanza del parco-attori e l’insostenibile leggerezza del loro saggio d’utilizzazione sono elementi strutturali del sistema-cinema e perciò aspetti di massima prevalenza nel quadro che scaturisce dalle rilevazioni dell’ENPALS. L’analisi della composizione e del trattamento economico secondo le diverse qualifiche professionali ne è una fedele trascrizione.
È da sottolineare il livello di compenso medio giornaliero (il quarto in assoluto per importo) raggiunto da una platea di soggetti così ampia come quella della prima categoria degli attori, pur con la media di giornate lavorate all’anno più bassa – e non di poco – fra tutte.

PARI OPPORTUNITÀ
Questo in considerazione anche di consolidati differenziali di condizioni e trattamento economico che intercorrono fra personale maschile e femminile e che introducono un’ulteriore variabile nella costruzione dei valori medi di pertinenza.
Non si conoscono dati aggiornati per genere relativi alle sole attività di cinema. Nel prospetto si è scelto quindi di riportare soltanto le rilevazioni riferite alle categorie a più alta densità (sempre superiore al 50%) di operatori cinematografici rispetto a tutto il macrosettore dello spettacolo, dove si può cogliere la disparità ancora sensibile fra i generi.




FASCE RETRIBUTIVE
Per delineare i contenuti economici dell’interrelazione fra una base di soggetti quasi esorbitante e un’offerta di occupazione inversamente proporzionale come quella che contraddistingue il cinema nazionale, ci si può riferire alla suddivisione dei periodi d’impiego e delle classi retributive per decili.
Se si tiene presente che i valori medi per l’intero complesso di addetti corrispondono a 70,1 in merito alle giornate lavorative annue; a 194,32 relativamente al compenso medio giornaliero e a 13,6 mila euro per quanto riguarda la retribuzione annua, si riscontra come il confronto proposto dalla distribuzione per decili renda palese la capacità dell’ultimo 20% di soggetti (13.780 su oltre 68.900) di compensare – addirittura in eccesso – i livelli di remunerazione al giorno dell’altro 80% di colleghi e di riequilibrarne quasi del tutto il basso standard retributivo annuo.




REDDITI DA LAVORO
Domanda-offerta d’occupazione e range di remunerazione mostrano d’altra parte di strutturarsi in misure e forme simili in tutte le categorie creative, culturali e di intrattenimento. Il confronto fra l’andamento delle retribuzioni nel cinema e quelli negli altri settori dello spettacolo offre negli ultimi cinque anni una rappresentazione pressoché lineare.
Nonostante l’evidente scarsità di risorse occupazionali e soprattutto economiche che il mercato destina, come si è visto, al 70% circa dei loro protagonisti, le attività cinematografiche continuano di fatto a conservare la migliore media di compensi annui per addetto, alle spalle di un settore radiotelevisivo imperniato peraltro sulle più remunerative prestazioni a tempo indeterminato.
Uno strumento per valutare la congruità oggettiva di queste dimensioni di reddito è fornito dalle relazioni dell’Agenzia delle Entrate sull’evoluzione dei vari capitoli d’imposta e, nella fattispecie, dell’IRPEF (Imposta sulla ricchezza delle persone fisiche). Pur nella loro generalità, i rendiconti sui redditi dichiarati per il 2008 danno responsi in linea con i consuntivi a bilancio dell’ENPALS.






Nell’area del lavoro autonomo trovano per esempio rappresentazione sia la fascia delle categorie artistiche a più alta retribuzione (collocata negli ultimi decili) con una media di 42,5mila euro di imponibile, sia quella dei livelli a capacità remunerativa sensibilmente inferiore e che genera in pratica la media di 13,6mila euro attribuita dall’ENPALS ai propri iscritti del gruppo cinematografico. In questo caso il dato va quasi a coincidere con quello assegnato dall’Agenzia del Ministero dell’Economia e del Tesoro ai contribuenti delle attività artistiche appartenenti al complesso di lavoratori autonomi che hanno scelto di operare in regime semplificato.
Non vi è invece sostanziale coincidenza, ma nemmeno una contraddizione divaricante, fra i valori calcolati dal sistema tributario e quelli elaborati dall’ENPALS sui redditi medi percepiti nell’ambito del lavoro dipendente, a tempo indeterminato, che annovera il 21% circa (14.470 unità) del totale, secondo la ripartizione applicata dall’ente fino al 2007. Il parziale scostamento sembra in realtà da attribuire alla specificità dell’attività cinematografica rispetto al complesso di addetti considerato dal fisco, decisamente esuberante per quantità e necessariamente molto variegato nella sua composizione.






Mantenendo il campo d’osservazione ristretto ai settori dello spettacolo propriamente detto, attraverso la comparazione dei livelli dei redditi da lavoro annui per decili (tavola seguente), si rinnova il rilievo con cui le maggiori criticità del settore emergono alla base della sua corposa struttura professionale.
Attività musicali a parte (che comunque segnano un sorpasso in due delle tre fasce iniziali), il cinema sconta handicap retributivi per ben il 60% dei suoi addetti rispetto alle medie degli altri settori.
Nel volgere di un anno sono inoltre maturate due modificazioni. Nell’area cinematografica tutti i decili, a esclusione del primo, presentano valori inferiori a quelli riscontrati dodici mesi prima, con riduzioni per importo che dal basso verso l’alto si fanno gradualmente più nette: da -4,6% si arriva fino a -15,6%. Nelle altre attività invece la crescita dei tetti retributivi è generalizzata (solo il quinto decile del teatro fa eccezione, per un’inezia), con aumenti che per radio e TV superano anche il 20%.



 

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