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Report 2009

1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2009
Terza Parte - TUTTI I MERCATI DEI FILM
DALLA PRODUZIONE AL CONSUMO
Capitolo 5 - La filiera dell'offerta
Quanti Cinema Paradiso da salvare
Un’altra porzione di risorse rientra invece nell’ambito degli interventi di supporto alle iniziative di promozione e riguarda gli esercizi riconosciuti dalla Direzione Generale del Cinema del Mibac come sale d’essai, categoria in cui vengono ricomprese anche le oltre mille sale parrocchiali del circuito cattolico. Si tratta della rete di strutture che completa la disponibilità nazionale di posti nelle sale di proiezione, dal momento che il cosiddetto esercizio commerciale vi conferisce soltanto per circa il 45%: il 26% con i 582 monoschermo rimasti in attività e il 19% con 522 multisala, con una media complessiva di 670 poltrone a complesso (137 per ogni schermo).
La concessione degli aiuti – in conto capitale, ossia a fondo perduto – tende soprattutto a sostenerne l’attività in nome dell’attenzione dedicata alla diffusione del cinema di qualità e riguarda importi unitari in verità esigui. Nel 2008 il finanziamento complessivo è ammontato a 3 milioni di euro e sono state accolte 828 domande – corrispondenti a quasi la metà di tutta la platea interessata – per un importo medio unitario di 3.623 euro.
Fra le agevolazioni pubbliche rientrano pure le misure di sostegno adottate da alcune regioni per finanziare la digitalizzazione degli schermi o per salvaguardare – è il caso della Puglia – gli esercizi storici dei centri cittadini. Alla diffusione delle nuove tecnologie digitali è rivolta anche una parte degli interventi del programma comunitario Europa Cinemas, ma l’entità dei contributi (al massimo 5 mila euro per schermo, quando il solo impianto di proiezione ne costa 100 mila) non appare del tutto incentivante, alla luce soprattutto della linea di credito per 65 milioni di euro concessa nel febbraio 2010 dalla BEI a XDC, l’impresa belga leader nella digitalizzazione delle sale e partner delle cinque majors Usa nello sviluppo del cinema 3D, per garantire finanziamenti decennali a tassi agevolati ai gestori che decidono di adeguare tecnologicamente i loro impianti. In un contesto diverso si collocano invece gli altri aiuti di Europa Cinemas, finalizzati a incentivare la programmazione di film europei, attraverso contributi progressivi che vanno da 15 mila euro per i monosale a 45 mila per i multischermo e assegnati per l’80% dell’importo in base al numero di proiezioni destinate alla programmazione di film europei, ma non nazionali, e per il 20% in ragione di quelle dedicate ai film europei per ragazzi, nel quadro di una nuova iniziativa comunitaria chiamata Jeune Public che si sta gradualmente affermando.




ENTRATE DA INCASSI
Il fatturato delle società di gestione corrisponde in pratica a quello che nell’ambiente del cinema viene usualmente definito “nettissimo di borderò”, la cui elaborazione è tuttavia frutto di una serie di variabili che ne rendono incerta una stima media di riferimento per tutte le realtà. In base agli accordi e ai contratti di licenza sottoscritti di volta in volta, la somma finale retrocessa alle compagnie di distribuzione viene infatti computata in percentuale sui ricavi netti di esercizio – detratti cioè diritti autoriali e Iva sui biglietti, che è pari al 10% e in contraddizione con il corrispettivo 20% applicato sul noleggio – in funzione però delle settimane di “tenitura” (per quelle successive alla prima di programmazione si applicano percentuali a scalare in progressione), del mix di distributori coinvolti, dell’inserimento o meno dei titoli da proiettare in un “pacchetto” preconfezionato di pellicole da affittare solo in blocco e così via.
In via indicativa si può formulare un quadro di ripartizione che vede il comparto della proiezione rimandare il 40,4%-42,2% di quanto riscosso dal pubblico ai comparti della distribuzione, che a loro volta provvederanno poi a girare alla produzione la percentuale di sua pertinenza. Per quanto riguarda invece i gestori dei circuiti dell’esercizio si stima che la percentuale loro spettante sia compresa fra il 45,7% e il 47,5%, dal momento che dagli incassi lordi del botteghino devono essere portate in detrazione sia l’Iva al 10% sia i diritti d’autore SIAE (destinati agli artefici artistici dell’opera) pari al 2,10%. I proventi netti da incasso per i gestori delle sale e dei multischermo del campione Cinetel possono quindi essere mediamente calcolati nell’ordine di 290 milioni di euro.
Per quanto riguarda la redditività delle strutture entrano poi in gioco due altri fattori. Il primo ovviamente riguarda l’incidenza dei costi di struttura (le spese in energia elettrica possono arrivare per esempio anche al 10%, mentre tessere e biglietti pesano per l’1%) e manutenzione, del personale (dal 10% al 15%), di marketing, di pulizia e così via.

AREE DI BUSINESS
Il secondo è legato invece alle aree di business collaterali, come la pubblicità in sala (il valore del contatto è di 0,30-0,50 euro a spettatore, più un minimo garantito), i servizi di prenotazione telefonica o via internet (da 0,5 a 1 euro a ticket), il servizio bar o ristorante che può apportare un 25% di fatturato aggiuntivo ai proventi da incasso (la spesa media è di 1,3 euro a spettatore; il margine di profitto sulle bevande gassate è pari al 25%, quello sui popcorn dell’8%), l’affitto delle sale per eventi o convegni (aumentando il giro d’affari complessivo anche del 10%), la gestione o la locazione di eventuali aree e corner di punti vendita e così via.30
In base alle rilevazioni della SIAE, che vigila anche su queste attività in quanto considerate “parte integrante di sedi di spettacoli e rappresentazioni a pagamento”, i business paralleli appaiono in continua crescita e valgono oltre 100 milioni di euro. La vendita di servizi e prodotti al pubblico che entra in sala genera attivi per 61,95 milioni, mentre introiti pubblicitari, sponsorizzazioni e altre attività apportano altri proventi per 38,06, andando a costituire un’ulteriore quota di fatturato del 15,7%. Il valore della produzione complessivo del comparto – entrate da incassi più ricavi dei business collaterali – salirebbe così in base alle stime disponibili a 390 milioni di euro.

30La convenienza economica del business dei multicinema e dei multiplex si è espressa per gli investimenti immobiliari in rendimenti medi del 10,5%, superiore per esempio con uno spread dell’1,5% alla redditività assicurata dalla realizzazione dei centri commerciali, e in una “resa” del 15%-20% per l’operazione complessiva, con tempi di rientro peraltro limitati a 5-7 anni e ora in ulteriore avvicinamento al pay back period statunitense che è di 3-4 anni. Le strutture di nuova generazione sono complessi immobiliari da 30-40 mila metri quadrati, di cui normalmente 25 mila di parcheggio, con volumetrie da 50 mila metri cubi di costruito, un’area coperta di almeno 4.500 metri quadrati e altri 1.500 di pavimentazione. Sono inoltre dotati di bar, gelaterie e pizzerie, negozi di musica e gadget, ospitano convegni, manifestazioni e spettacoli, “sostengono” la frequentazione contemporanea di almeno 6 mila persone.

 

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