LINGUA
Report 2014
Report 2013
Report 2012
Report 2011
Report 2010
Report 2009
Report 2008
Report 2009

1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2009
Quarta Parte - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI
RAPPORTI DI FORZA E VALORI A CONFRONTO
Capitolo 6 - Gruppi e aziende: le principali realtà
Le principali case di produzione
Vi sono due dati forniti dall’ENPALS, l’Ente Previdenziale dei Lavoratori dello Spettacolo, che valgono a definire il tratto comune delle case di produzione italiane. Sono il cosiddetto grado di stabilità e il tasso di attivazione, con cui vengono calcolati numeri e quote delle imprese che di anno in anno versano i contributi sociali a favore degli artisti e dei tecnici impegnati nella realizzazione di nuove opere. È stato preso in considerazione il triennio più recente, che ha registrato una media di aziende attive – impegnate cioè a rispettare l’obbligo di versamento a favore degli addetti – di 3.408, e si è constatato che da un anno all’altro vi sono almeno mille società che sospendono i versamenti non avendo lavorazioni in corso, mentre riprendono a farlo altre mille imprese.
Se il grado di stabilità si attesta, come nel caso del cinema, sul 70% medio e il tasso di attivazione è pari a un corrispondente 30% non significa tuttavia che sette società su dieci svolgono un’attività continuativa e che altre tre lavorano a fasi alterne. Perché vuole dire che attivazioni e sostituzioni vedono coinvolte nell’arco del triennio nove aziende su dieci e soltanto un 10% di esse è costantemente all’opera e non partecipa al turnover dei soggetti contribuenti ENPALS.
Apparentemente elaborata, la rilevazione in realtà mostra semplicemente i limiti di attività che contraddistinguono la larga maggioranza delle case produttrici italiane. Il prospetto delle principali case di produzione espresso, in base ai bilanci 2008 delle società di capitali, dal campione preso in esame riproduce nelle diverse dimensioni dei fatturati societari il quadro di fondo tracciato dalle rilevazione dell’ENPALS. Nel prospetto vi sono due aspetti da sottolineare. Il primo riguarda l’attività largamente predominante, in termini di volumi d’affari, di Rai Cinema; ma a tale proposito vale quanto sottolineato in precedenza, relativamente alla varietà complessiva dei segmenti in cui opera la società. Il secondo concerne invece la presenza di alcune case di produzione di opere destinate prevalentemente ai canali televisivi come Taodue, Publispei e Lux Vide. In realtà queste compagnie hanno da tempo rivolto la loro attenzione al cinema e il loro portfolio comprende già da tempo numerosi film TV, in alternativa alle tradizionali fiction.
Rispetto al complesso dei ricavi accreditati come gruppi, i dati di alcune società quali Filmauro, Cattleya, Fandango, Eagle Pictures, Lucky Red-Key Films e Mikado possono inoltre apparire contenuti, ma al pari di quelli rilevati per altri operatori italiani del comparto sono riferiti alle sole attività di produzione e acquisizione così come indicate a bilancio.
Come noto la grande maggioranza delle imprese opera sia nella produzione sia nella distribuzione e a fronte delle difficoltà che possono incontrare nel definire una chiara distinzione del volume d’affari generato in un segmento, piuttosto che nell’altro, preferiscono fornire solo indicazioni di massima, senza particolari dettagli (nel caso di Medusa Film fanno ad esempio da riferimento le stime riportate in alcune comunicazioni societarie). Del tutto prive di indicazioni restano anche le fonti degli utili – o delle eventuali perdite – che si determinano in un mercato piuttosto che nell’altro e anche per questo motivo si è preferita mantenere l’indicazione complessiva dei risultati registrati a saldo dei rendiconti economici.
In termini di produzione diretta in Italia si è potuto poi rilevare con buona approssimazione l’apporto, per quanto ridotto, offerto dalle majors Warner Bros., Disney – talvolta ancora con il marchio Buena Vista – Sony (MGM e United Artists) e 20th Century Fox, cui si aggiunge l’impegno di Fox International Channels Italy attraverso le compartecipazioni sostenute da Sky Italia e Sky Cinema, anche se le loro convenzioni con l’ANICA, l’associazione dei produttori nazionali, non erano ancora state rinnovate dopo la loro scadenza.
Per quanto possa forse apparire superfluo, mette conto infine rilevare come buona parte delle case non sia direttamente impegnata nel corso dell’anno nella realizzazione di nuovi film, ma mantenga comunque attivo il flusso di proventi grazie alle opere prodotte in precedenza. Melampo di Roberto Benigni e Nicoletta Braschi ne è l’esempio più significativo attraverso 13 titoli usciti in stagioni precedenti (da Pinocchio con 17,5 milioni di diritti nel solo 2008, a La tigre e la neve con 7,8 milioni, Dante con 6,2 milioni, fino ai 2.694 euro portati da Johnny Stecchino).
Al polo opposto si pone viceversa DUEA dei fratelli Pupi e Antonio Avati, in grado ogni di produrre un nuovo film e di mantenere costantemente vivo, con successo, il rapporto con il pubblico prima delle sale e poi della platea televisiva.


 

Copyright © Fondazione Ente dello Spettacolo / P.Iva 09273491002 - Soluzioni software e Ideazione grafica a cura di