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1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
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Quarta Parte - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI
RAPPORTI DI FORZA E VALORI A CONFRONTO
Capitolo 7 - Le quote di mercato
L’egemonia Usa è il problema dell’Europa
Il problema è che se in Europa i servizi di video on demand vedono attivi sulle varie piattaforme complessivamente 40 operatori di differente natura (network televisivi, compagnie telefoniche, provider), negli Stati Uniti si stanno imponendo i “cartelli” fondati sulle console delle playstation che trovano tutte le grandi società di produzione legate ad Apple, Microsoft, Sony e Nintendo. In particolare Apple iTunes Stores e Microsoft’s Xbox 360 arrivano a coprire l’85% della domanda, ma la loro penetrazione anche negli altri paesi procede a ritmi straordinari, al punto che le ultime proiezioni di mercato assegnano per fine 2010 una presenza in Europa vicina al 65% (nel 2008 era ancora attestata al 16%). La stessa Sony nel suo ultimo bilancio ha indicato in 380 milioni i downloads attinti al suo PlayStation Network e la nuova PlayStation 3 è stata lanciata sul mercato già provvista di library.




Da parte sua Disney, dopo aver registrato con il secondo bilancio trimestrale del 2008 una distribuzione VOD di 5 milioni di downloads, ha posto quale obiettivo del suo nuovo piano strategico lo sviluppo di questo segmento per raggiungere nel 2013 una diffusione in modalità VOD di 25 milioni di “copie” per un fatturato di 50 milioni di dollari (al prezzo unitario di 1,99 dollari). E a dire il vero ha anche cercato di rompere – senza successo dopo roventi polemiche e nonostante fosse stata subito imitata da Sony – una delle principali regole riconosciute a livello internazionale, da tutti gli operatori, sul mercato distributivo, secondo cui la circolazione Pay-Per-View e NVOD può partire solo a 7 e 9 mesi di distanza dalla prima uscita sugli schermi.
Come registra l’osservatorio comunitario, la fonte principale dei problemi del cinema europeo resta insomma più che mai la predominante influenza delle majors e la difesa delle quote di mercato per i cineasti dei paesi cosiddetti big five (Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna), sembra reclamare sempre nuove risorse.

 

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