LINGUA
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Report 2009
Report 2008
Report 2009

1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2009
APPENDICE
L'altra mano pubblica. Regioni e Film Commission
I tanti mestieri dei nuovi investitori
Quale fenomeno in continuo movimento e quasi fuori norma rispetto agli schemi tradizionali del settore, la cinematografia delle regioni e delle loro Film Commission appare fisiologicamente conformato alle diverse realtà dei territori di riferimento. Presenta tuttavia una generale uniformità di strutture, assetti organizzativi e strumenti, in virtù di mission e visioni coincidenti, che si potrebbero riassumere nella linea guida del cinema indipendente americano tracciata da uno dei suoi primi esponenti, il regista Robert J. Flaherty (1884-1951): “I veri grandi film devono ancora venire; non saranno opera di grandi case produttrici, ma degli appassionati che vi si dedicheranno senza fini mercantili; e questi film saranno fatti d’arte e di verità”.
Sul piano pratico le Commission regionali presentano una configurazione ancora snella. La consistenza degli staff varia da un minimo di due persone a un massimo di 13 e il complesso degli addetti conta poco più di 100 unità (con le commissioni comunali e provinciali si arriva a un totale di circa 150 addetti). I budget cosiddetti di funzionamento sono contenuti nell’ordine di 180-200 mila euro per le strutture minori e di 400-500 mila euro all’anno per quelle più sviluppate, secondo coordinate che soltanto la gestione e l’erogazione diretta dei contributi ai progetti di produzione (con il loro carico di pratiche amministrative) possono alterare.
Non sono tuttavia gli aspetti gestionali a determinare in genere la valutazione della loro efficienza e dei risultati raggiunti. I parametri più utilizzati riguardano infatti il numero e la permanenza delle produzioni attratte sul territorio (quelle realmente sostenute con assistenza e servizi o sovvenzioni, se previste; mentre si registra ancora qualche caso, sporadico, di strutture che parlano genericamente di “film girati sul territorio”) e, in seconda istanza, la loro importanza: una coproduzione internazionale, con cast di prestigio, è in grado di qualificare l’attività di un intero anno e di gratificare il territorio – creando occupazione e ricadute economiche – quasi quanto la realizzazione sul posto di una lunga serie televisiva.

LA MAPPA
Interessa tuttavia delineare prima di tutto la composizione e le dimensioni del cinema regionale e ricavare un quadro complessivo dello sviluppo di cui è stato protagonista negli ultimi dieci anni.

STRUTTURE PUBBLICHE A CARATTERE REGIONALE
  • Roma e Lazio Film Commission. È stata costituita come fondazione nel 2007 dalla Regione Lazio in partecipazione con il Comune di Roma e le Province di Roma, Frosinone, Viterbo e Rieti, nell’ottica soprattutto di creare un organismo unitario rispetto a una situazione precedente che vedeva l’esistenza di due diverse entità, una legata alla Regione e l’altra al Comune della capitale (CineRomaCittà F.C., creata nel 2000 da una convenzione fra il Dipartimento Cultura del Comune romano e Cinecittà Holding). Dispone di un budget annuale di 690 mila euro, ha un fondo patrimoniale di 1,090 milioni e conta su un team di sei persone.
    Quale riferimento del polo nazionale della cinematografia, ha nel marketing territoriale uno dei suoi scopi primari, ma anche l’obiettivo di far convergere su Roma e Cinecittà e sul cinema nazionale l’interesse dei maggiori operatori internazionali per favorirne sia la partnership in progetti coprodotti sia per legare la realizzazione delle loro produzioni alle strutture e alle locations italiane. Per questo motivo è partner di CRC-Capital Regions for Cinema – network fra le Film Commission delle regioni-capitali europee con Île de France, Comunidad de Madrid e Berlin-Brandenburg – che organizza periodici incontri di coproduzione (oltre 400 i progetti finora presentati, 130 dei quali da case italiane) e partecipa con una propria rappresentanza ai principali festival internazionali.
    A partire dal 2010 Roma Lazio F.C. è stata dotata anche di un fondo a sostegno dell’accesso ai servizi di pre e post-produzione per le opere in corso di realizzazione. Pari a 250 mila euro, è il primo a disponibilità diretta. Le risorse per investire nella produzione o agire sui fattori d’incentivazione e attrazione economiche, grazie ai quali far convogliare verso il territorio romano e laziale nuove iniziative e attività, sono in effetti gestite ed erogate direttamente dal braccio finanziario della Regione Lazio, la Filas, che è membro di Cine-Regio, network europeo fra i 33 principali fondi regionali d’Europa per l’audiovisivo.
    Fra questi strumenti rientra ad esempio il fondo per il co-finanziamento in venture capital di opere cinematografiche e audiovisive il cui budget di spesa sia concentrato per almeno il 50% entro i confini regionali (con interventi fino a 500 mila euro), che a fine 2009 registrava l’ammissione di 38 produzioni per un intervento complessivo di 8,5 milioni di euro, a fronte delle 120 domande presentate comportanti impieghi economici per oltre 34 milioni. Altri fondi sono destinati invece allo sviluppo di nuovi progetti – con una dotazione di 1,29 milioni – che contemplano la valorizzazione del territorio laziale (fino al 70% dei costi di sviluppo e per un massimo di 50 mila euro); alla concessione di garanzie per agevolare l’accesso al credito, in cooperazione con Unionfidi Lazio e un plafond pari a 2,15 milioni; o ancora a finanziare il credito d’imposta, a fornire anticipazioni di contributi pubblici, a contribuire alla riduzione dell’imposta Iva, che rappresenta uno dei problemi principali per le produzioni estere o compartecipate da operatori stranieri.
    Nel suo ruolo di facilitazione e interazione la Film Commission Roma Lazio ha finora seguito più di 300 progetti cinematografici e audiovisivi, stipulando cinque contratti di coproduzione, mettendo in atto per contro una lunga serie di iniziative per quanto riguarda l’attività istituzionale di collettore e promotore di produzioni nazionali e soprattutto internazionali da far confluire sulla capitale e verso la regione, anche attraverso accordi di collaborazione e cooperazione con organismi pubblici e privati, oltre che in Europa, in India, Singapore, Argentina, Brasile con lo Stato di San Paolo e negli Stati Uniti con il New York Film Office.
  • Film Commission Torino Piemonte. Ha natura giuridica di fondazione ed è stata costituita nel 2000 dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte, che ne sono soci fondatori e finanziatori. Fin dall’inizio si è dedicata a sostenere le produzioni realizzate in Piemonte – sia in preparazione (sopralluoghi, ricerca location) sia in fase di lavorazione (agevolazioni nei permessi, altre facilities) – e ad assegnare contributi allo scopo essenziale di abbassare i costi logistici delle società che scelgono di operare a Torino e in Piemonte, con particolare attenzione ai progetti in grado di valorizzare il territorio, pur senza porre sotto questo aspetto alcun vincolo specifico. Ha alle spalle una lunga serie di interventi: dal 2000 al 2009 sono stati realizzati con il suo sostegno 113 film, più di 70 tra fiction tv e soap opera, circa 250 documentari e cortometraggi, quasi 60 fra spot e videoclip, con 2.611 settimane di lavorazione e 413 settimane di preparazione.
    F.C. Torino Piemonte non opera attraverso film fund, tuttavia dal 2007 gestisce Piemonte Doc Film Fund, fondo creato dalla Regione e dedicato specificatamente al documentario, con una disponibilità economica di 500 mila euro e che ha portato – prima esperienza in Italia a favore della produzione documentaristica – a fornire finora supporto finanziario a più di 150 lavori. Nel 2008 è stato inoltre promosso con il Museo Nazionale del Cinema anche TorinoFilmLab, nato per sostenere progetti di filmmakers emergenti di tutto il mondo alla loro prima o seconda opera con production grants da 50 mila a 200 mila euro, senza l’obbligo di investirli in Italia. Sempre grazie a fondi regionali è stato possibile costituire la società d’investimenti FIP (Film Investimenti Piemonte), pensata per attrarre produzioni cinematografiche internazionali, valorizzando le opportunità territoriali e le competenze professionali presenti sul territorio piemontese.
    L’ultima importante iniziativa in ordine di tempo riguarda la realizzazione del Cineporto di Torino, sorto dopo cinque anni di lavori e un costo di quasi 8,5 milioni di euro nel complesso industriale dell’ex cotonificio Colongo, su un’area di 9,4 mila metri quadrati, 6.400 dei quali coperti e suddivisi tra uffici (sala conferenze, sale casting e costumi) e laboratori (aree attrezzeria, falagnameria, lavanderia con corridoi accessibili ai gurdoni), più una sala di visione 35 mm e digital da 96 posti. Destinato a ospitare fino a cinque produzioni al lavoro sul territorio, non prevede teatri di posa, poiché già esistenti presso la torinese Lumiq e altre strutture della regione.
  • Afc-Apulia Film Commission. È una fondazione di partecipazione istituita con legge regionale nel 2004 ed entrata in attività nel luglio 2007. Con la Regione, che versa il capitale di dotazione, ne sono soci anche i comuni di Bari, Brindisi e Lecce, la Provincia di Lecce e altri 16 comuni non capoluoghi. Fin dalla sua istituzione è statutariamente previsto che oltre a svolgere le tre funzioni tipiche delle Film Commission – attrarre investimenti nel settore audiovisivo, promuovere il territorio regionale, veicolare arte e cultura del territorio nell’Italia e nel mondo – abbia in dotazione e gestisca un film fund, erogando quindi direttamente contributi o grant (e la provincia di Lecce ha contestualmente rinunciato al suo preesistente Salento Film Fund). Nel 2007 sono stati stanziati contributi pari a 258 mila euro; nel 2008 a 463,2 mila e nel 2009 a quasi 700 mila, per un’ottantina di film che prevedevano riprese sul territorio. Degli importi riconosciuti di volta in volta in questi interventi viene anticipato soltanto il 20%, mentre il restante 80% è saldato dopo la verifica del rispetto di ogni compatibilità. I consuntivi dettagliati dei primi due anni segnalano per gli 11 titoli del 2007 un budget complessivo di 25,9 milioni, 3,8 dei quali spesi in Puglia; e per le 30 opere del 2008 un budget globale di 13,8 milioni, 4,8 dei quali spesi nella regione.
    La dotazione 2010 del film fund è stata portata a 1,6 milioni di euro ed è suddivisa in 1 milione per le attività di sostegno alle produzioni e 600 mila per l’ospitalità (sono oltre 100 le troupes ospitate in due anni e mezzo). Le amministrazioni pubbliche socie di AFC hanno tuttavia affidato alla fondazione anche il compito di gestire risorse provenienti dal FESR (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) e che alimentano il Por- Programma operativo regionale 2009-2011 della Puglia, per un ammontare di 7,070 milioni. In convergenza con le direttive comunitarie dell’Ue è stato di conseguenza modificato anche lo statuto – che prevedeva l’eventuale partecipazione di soggetti privati – formalizzandone la totale pubblicizzazione.
    In base a questa assegnazione Apulia Film Commission ha predisposto un masterplan per la realizzazione di progetti specifici, in gran parte già avviati. È stato aperto per esempio il nuovo Cineporto di Bari, che riunisce nel padiglione 180 della Fiera del Levante la sede della stessa AFC (il cui ufficio di direzione conta su cinque persone di staff, oltre a 35 tra collaboratori e consulenti esterni e un direttore generale), una sala multimediale da 96 posti, spazi espositivi e sale riunioni, casting, costumi, attrezzerie trucchi e parruccheria, più un deposito scenografie. Un altro Cineporto è stato allestito a Lecce presso le ex Manifatture Knos di proprietà dell’ente provinciale leccese, all’interno di un padiglione di 4 mila metri quadrati e con una organizzazione degli spazi idonea a ospitare produzioni in corso d’opera. La struttura è stata aperta al pubblico lo scorso 13 maggio. È diventata operativa la formazione – attraverso un bando che ha reso disponibili 1,44 milioni di euro, oltre a 750 mila euro per la comunicazione - di un circuito di qualità di 20 fra monosale e multisala da 2 a 4 schermi in gestione diretta, a fronte di un contributo annuo unitario di 36 mila euro e la pubblicità su scala territoriale della programmazione, vincolata a una quota di almeno il 51% di film italiani ed europei. Sono stati inoltre promossi il festival Bif&St di Bari dedicato alla presentazione di anteprime ai distributori, un forum europeo di coproduzione e Apulia audiovisual workshop rivolto agli allievi di scuole di cinematografia dell’area del Mediterraneo. Ad AFC è stato assegnato anche il coordinamento del sistema regionale audiovisivo composto dalla Medioteca regionale di Bari, dalla Mediateca dell’Unesco di Specchia (Lecce), dal Centro di formazione digitale di Mola di Bari e dal Centro di cultura cinematografica Cinema Abc di Bari (seconda storica sala d’essai d’Italia, recuperata dopo quattro anni di lavori).
  • Friuli Venezia Giulia Film Commission. Fondata a Trieste nel 1999 nella veste di associazione, è riconosciuta dalla Regione per la quale svolge – in base a una convezione quinquennale e al fondo di dotazione annuale conferitole in gran parte dall’ente – “attività di servizio pubblico per il sostegno della produzione cinematografica e audiovisiva”. È la prima ad aver disposto di un Film Fund, istituito con Legge Regionale del 2003, mirato a sostenere le produzioni realizzate con il 70% delle riprese in esterni (o almeno il 50% delle riprese totali montate) sul territorio, vincolando i contributi a una spesa nei confini regionali corrispondente al 150% dell’importo concesso.
    Con la nuova Legge Regionale del 2006 sul settore audiovisivo il fondo è stato poi riformato nel 2007, alzando i limiti di stanziamento commisurati alle settimane di lavorazione (quello massimo per sette settimane di riprese è passato da 120 a 140 mila euro) e ampliando lo spettro d’intervento alla promozione delle altre opere audiovisive – d’animazione, documentari e cortometraggi – all’adeguamento tecnologico del circuito delle sale di qualità, al supporto delle quattro mediateche regionali e degli enti sia di formazione sia di cultura cinematografica, compresi i festival. L’impegno finanziario complessivo nel 2009 è stato di 4,425 milioni di euro, dei quali 0,812 destinati alle produzioni filmiche (oltre 20), 1,281 agli audiovisivi (per 102 progetti), 0,555 agli enti di cultura e 0,160 alle sale.
  • Sardegna Film Commission. Istituita con una delibera di giunta nel dicembre 2002, è stata formalmente riconosciuta con la Legge Regionale del settembre 2006 quale struttura dell’Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, gestita da un organismo associativo con le amministrazioni comunali e provinciali dell’isola (senza escludere tuttavia l’eventuale partecipazione di soggetti privati), con i quali è stato sottoscritto un protocollo inteso ad affidarle il coordinamento degli interventi nel settore. Ha il compito di promuovere e valorizzare il patrimonio artistico e ambientale, le risorse professionali e tecniche e attrarre sul territorio produzioni cinematografiche e audiovisive fornendo servizi e facilitazioni.
    La Legge Regionale prevede numerosi tipi di contributi: alla produzione (fino a 400 mila euro e 500 mila per le coproduzioni internazionali, a valere su un fondo di rotazione di 1,3 milioni di euro); alle sceneggiature (fino a 50 mila euro per quelle originali e a 80 mila se tratte da opere letterarie e prevedono l’acquisizione dei diritti d’autore); a documentari e cortometraggi; alla diffusione, distribuzione e al marketing dei film di interesse regionale fino al 50% delle spese sostenute; alle sale dell’esercizio; all’educazione al cinema per scuole e università (141 mila euro nell’ultimo anno); alla formazione professionale; alla promozione della cultura cinematografica – dei quali 114,8 mila destinati alle rassegne, 150 mila ai festival, 80 mila ai premi, 56 mila ai seminari, 67,7 mila ai convegni e 150 mila per l’organizzazione di circuiti – e ai centri di ricerche e studi (24 mila nel 2009). Considerando la creazione di due nuove strutture come la Fondazione Cineteca regionale sarda e il Centro di documentazione audiovisiva si tratta di interventi consistenti, nei confronti dei quali la Film Commission opera come sportello, in quanto gli stanziamenti sono materialmente erogati dalla Regione, dopo il vaglio di una commissione tecnico-artistica.
  • Toscana Film Commission. Dal 2000 al 2006 a portare questo nome è stato un ufficio del servizio comunicazione e pubblicità dell’Assessorato regionale alla comunicazione. Poi la Regione ha deciso di unificare le strutture dedicate al comparto cinematografico e ne ha passato le competenze alla Fondazione Mediateca regionale toscana, di cui la Film Commission è ora un dipartimento. L’attività è stata sempre molto intensa, perché la Toscana è considerata quasi un set naturale – ricco di ambientazioni e scenari – ed è scelta ogni anno da decine di produzioni italiane e internazionali (43 l’anno scorso per 530 giorni di ciak), con ricadute economiche (stimate in 14,2 milioni di euro per il 2009) che testimoniano il valore di un territorio quale asset patrimoniale. La nuova configurazione è apparsa funzionale ad arricchire il carnet di opportunità a fronte di una domanda di facilitazioni già elevata, ma anche della crescita dei finanziamenti diretti offerti in altri ambiti territoriali. Nel 2009 è stato così attivato con legge regionale il Fondo per il cinema e l’audiovisivo, con una dotazione di 9 milioni di euro per il biennio 2009-2010 e un ventaglio di contributi particolarmente esteso: nuove sceneggiature (fino a 15 mila euro); opere prime (fino al 50% del costo di produzione e per un massimo di 200 mila euro); opere seconde (fino al 10% e a 450 mila euro, in coproduzione o con il preacquisto di parte dei diritti); documentari (fino al 50% ma non oltre 50 mila euro). Il Film Fund è gestito dalla Regione, quale strumento di politica economica (ancor prima che culturale) e alla scadenza del primo bando al 31 dicembre 2009 la Direzione Generale Sviluppo Economico aveva ricevuto 135 domande. Agli esercenti è dedicato invece un altro fondo di 2 milioni di euro per l’innovazione tecnologica, con stanziamenti fino al 50% delle spese e un tetto di 80 mila euro.
  • Film Commission Regione Siciliana. È formalmente nata nel 2000, quando l’unica struttura tecnica allora attiva nell’ambito dell’ente regionale, la Filmoteca regionale siciliana, fu delegata dall’ente regionale a svolgerne le funzioni. Dal 2006 è diventata invece un servizio del Dipartimento dei Beni Culturali Ambientali e dell’educazione permanente, dell’Architettura e dell’Arte contemporanea appartenente all’Assessorato dei Beni Culturali, ambientali e della pubblica istruzione della Regione, che in un processo inverso a quello seguito in Toscana vi ha poi fatto confluire la Filmoteca stessa. Anche in questa veste continua ad avere rapporti di collaborazione con le strutture successivamente costituite da singole amministrazioni provinciali o comunali a Palermo, Catania, Taormina, Siracusa, Ragusa (sulla scia anche dell’insediamento delle locations di serie televisive pluriennali come Il commissario Montalbano e Agrodolce) e tuttora autonome. Dal 2007 gestisce il Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo istituito con la Legge Regionale di disciplina del settore, che prevede cinque fasce di contributi a nuove produzioni (fino a un massimo di 250- 150-100-50-10 mila euro) legate al numero di settimane di lavorazione sul territorio e all’assunzione di personale tecnico e artistico locale, più un’altra parte di erogazioni a favore dei festival già attivi. Nel Film Fund confluiscono anche le risorse comunitarie del FESR convogliate negli APQ e POR Sicilia, già utilizzati per il sostegno alle produzioni nell’arco di tre anni di 29 film. Al primo bando 2008 del Fondo, con uno stanziamento di 4,95 milioni di euro, dei 337 progetti presentati ne sono stati ammessi 314 e poi approvati 57 (7, 13, 13, 18 e 6 nelle rispettive fasce). Nel 2009 la dotazione è stata portata a 3 milioni, ma le procedure d’assegnazione hanno subito un certo rallentamento dopo una prima decisione del Tar Sicilia di sospendere inizialmente l’esecuzione del bando precedente, su ricorso di una società esclusa in quanto risultava costituita da meno di un anno. Il servizio di Filmoteca è anche responabile tecnico-scientifico del Dipartimento di cinema documentario di Palermo, recentemente realizzato su finanziamento della Regione quale sede decentrata della Scuola nazionale di cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia nelle ex Officine Ducrot – ora denominate Cantieri culturali della Zisa – che ospitano anche il nuovo Archivio regionale del cinema, dell’audiovisivo e delle nuove tecnologie. Un ultimo capitolo d’interesse riguarda infine lo sviluppo del centro di produzione di Termini Imerese.
  • Emilia-Romagna Film Commission. Sotto il profilo amministrativo è un settore del servizio cultura, sport e progetti giovani della Regione la cui formalizzazione risale al 1997. Ha sempre svolto attività di promozione e valorizzazione del territorio, fornendo assistenza e servizi alle produzioni. Dal 2008 gestisce gli interventi di partecipazione diretta che l’ente regionale ha istituito a favore del cinema d’animazione e documentaristico (in ambito strettamente territoriale) attraverso contributi non superiori a 20 mila euro né al 50% dei costi di budget ed erogabili solo al termine delle riprese. A fronte di 52 domande, nel primo anno ne sono state accettate 46 e finanziate 12 per un totale di 132 mila euro; nel 2009, sulle 54 richieste presentate, 35 sono state giudicate ammissibili e 10 quelle sostenute finanziariamente per un importo complessivo di 140 mila euro. ERFC convive con Film Commission Bologna, ufficio del Comune del capoluogo che opera su scala municipale e dislocato nella sede della Cineteca di Bologna, che vi gestisce il cinema d’essai a due sale Lumière e il neocostituito Centro per lo sviluppo dell’audiovisivo e l’innovazione digitale in Emilia Romagna, che in accordo con la Regione dovrebbe dar vita a un futuro Distretto della multimedialità. Sempre con il supporto dell’ente regionale, il Centro per l’audiovisivo ha promosso proprio con FCB un bando dotato di 420 mila euro a valere sul biennio 2010-2011 per il sostegno alla produzione di progetti (nella misura del 20%) od opere (il restante 80%) che prevedano riprese in ambito locale. Le risorse disponibili, vincolate a una spesa sul territorio pari al 150% dei contributi e all’assunzione di personale residente in Emilia e Romagna, non rappresentano tuttavia contributi a fondo perduto, perché ne è prefissata la restituzione nel caso in cui le opere realizzate entrino in produzione.
  • Film Commission Regione Campania. Contestualmente alla sua istituzione nel 2004 da parte della Regione Campania è andata esaurendosi l’attività dell’associazione culturale Campania Film Commission – promossa dal produttore Rino Piccolo alla fine degli anni Novanta e costituita poi formalmente nel 2001 con la partecipazione di altri soci privati e 19 fra comuni e province campane – che ne è stata in pratica il prodromo. Anche Fcrc prevedeva inizialmente l’ingresso delle province in qualità di soci aggiuntivi, ma è diventata operativa nel 2005 quale società consortile a responsabilità limitata (trasformata in fondazione di partecipazione nel 2007) interamente partecipata dalla Regione Campania e legata al settore sviluppo e promozione turismo attraverso una convenzione quadro, strumentale a dotarla annualmente della necessaria provvista finanziaria. Fin dall’inizio alla Film Commission, che ha sede a Napoli nello storico palazzo Degas a ridosso di Piazza del Gesù, è stata affidata infatti la gestione del Fondo per la partecipazione a co-produzioni cinematografiche, televisive e multimediali, con risorse complessive dal 2005 al 2009 di 8,9 milioni di euro. Nel periodo sono stati assegnati contributi – graduati in base all’investimento previsto per il periodo di permanenza sul territorio – a 100 film, 14 fiction e serie TV, 38 documentari, 29 documentari, 24 trasmissioni televisive, 14 videoclip e spot. Nell’attività istituzionale di promozione del territorio e di erogazione di servizi e assistenza alle produzioni in attività nella regione rientra anche la collaborazione a due serie televisive (“Un posto al sole” e “La squadra”) realizzate presso il Centro di produzione della Rai di Napoli, la maggiore struttura campana del settore audiovisivo, cui si sta affiancando l’imponente complesso di studi e laboratori Giffoni Multimedia Valley, in via di completamento nel comune di Giffoni Valle Piana e finanziato dalla Regione Campania e dal Ministero dello Sviluppo Economico.
  • Marche Film Commission. Il suo atto di nascita è una delibera della giunta regionale del giugno 2001, quale ufficio del servizio turismo e attività ricettiva, con sede ad Ancona. Nel giugno 2008 è stato avviato un processo di trasformazione per dotarla di una propria struttura, che si sta realizzando dopo l’approvazione della legge regionale “Sostegno del cinema e dell’audiovisivo” (marzo 2009) e nella cui prospettiva le verrebbe delegata la gestione dell’omonimo fondo regionale nell’ambito del “Piano per le attività cinematografiche” predisposto ogni anno dal servizio internazionalizzazione, cultura, turismo e commercio della Regione. Nella sua prima edizione del 2009 il piano ha dotato il neonato Film Fund di 277 mila euro: 157 mila per sostenere festival, rassegne e premi già attivi sul territorio; 20 mila di finanziamento alla Mediateca regionale istituita nel 1997; 50 mila per contributi ai progetti di pre-produzione di lungometraggi di interesse regionale; 50 mila a sostegno dell’esercizio (cui sono peraltro già riservati 800 mila euro in un capitolo di spesa a parte, destinati a investimenti per risparmio energetico).
  • Genova-Liguria Film Commission. È nata nel corso del 2006, raccogliendo l’eredità di Genovaset Film Commission, ufficio dell’assessorato comunale al turismo istituito nel 1998 e che in sette anni di attività aveva assistito più di 300 produzioni (è stata anche la prima in assoluto a organizzare un circuito di 250 abitazioni private di pregio disponibili per essere utilizzate come set). Nella nuova veste GLFC è una fondazione di partecipazione creata dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova, che hanno poi associato altre numerose realtà territoriali: province, comuni, parchi naturali e comunità montane. Suo obiettivo prinario è il marketing territoriale per attrarre investimenti produttivi e stimolare la crescita di imprese e servizi locali, creando occupazione. Dalla sua costituzione ha già assistito oltre 150 produzioni. Dal settembre 2009 opera dalla nuova sede nell’ex Villa Bombrini a Cornigliano, il quartiere del’ex complesso siderurgico Italsider e Ilva, le cui aree sono oggetto dopo la dismissione di un articolato processo di riconversione attraverso un accordo di programma fra pubbliche amministrazioni e condotto operativamente dalla Società per Cornigliano a partecipazione mista (proprietaria di Villa Bombrini dopo l’acquisto per 8,7 milioni di euro da Fintecna, società controllata al 100% dal Ministero per lo Sviluppo Economico). Proprio nella vecchia sede direzionale delle ex acciaierie è stato inaugurato nel febbraio 2010 il nuovo Cineporto di Genova (1.400 metri quadrati di uffici, laboratori e studi e 2 mila di parcheggio), dove la Film Commission gestisce il neocostituito PPAC-Polo Produzione Audiovisiva di Cornigliano destinato all’insediamento di imprese locali e all’ospitalità di produzioni in corso di realizzazione sul territorio.
  • Lombardia Film Commission. Promossa nel 1999 quale Film Commission sperimentale dall’Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia, ha assunto l’attuale veste di fondazione nel 2000, con la compartecipazione di Comune di Milano, Fondazione Fiera di Milano, Unioncamere Lombardia e Fondazione Cariplo, anche se a sostenere le spese di gestione provvede in base a convenzione annuale l’ente regionale. In questi anni ha sostanzialmente svolto attività di marketing territoriale e di sportello per servizi e assistenza a operatori e produzioni impegnate sul territorio (oltre 250 le collaborazioni prestate dal 2003 al 2009 a opere, fra lungometraggi, corti, doc, programmi e serie TV, spot e videoclip). Partner gestionale del nuovo Polo della cinematografia insediato di recente nell’ex Manifattura Tabacchi di Milano (unitamente alla Fondazione Cineteca italiana e alla sede decentrata del Centro Sperimentale di Cinematografia), nelle previsioni della Regione Lombardia dovrebbe ricevere anche l’affidamento – per quanto riguarda il comparto cinematografico – della gestione del Fondo unico per lo Spettacolo, dotato di 1 milione di euro, dopo la definizione e l’approvazione in sede consiliare del relativo bando di partecipazione. Di competenza dell’assessorato sono rimasti i contributi alla ristrutturazione e digitalizzzazione delle sale d’esercizio e il riconoscimento delle agevolazioni introdotte nel luglio 2009, per tutto il settore dello spettacolo, sotto forma di credito d’imposta e detassazione degli utili.
  • Veneto Film Commission. È formalmente nata nel 2000 su delibera della giunta regionale come unità dell’ufficio attività promozionali e progetti speciali della direzione cultura, informazione e flussi migratori fungendo soprattutto da “sportello” di servizi per gli operatori cinematografici. La sua attività appare tuttavia destinata ad amplificarsi sensibilmente dopo l’approvazione nell’ottobre 2009 della prima legge di sistema per tutto il settore audiovisivo promulgata dalla Regione. Il provvedimento prevede in particolare la definizione di un piano triennale di promozione del cinema da attuare in collaborazione con gli enti locali e attraverso piani annuali d’individuazione degli obiettivi specifici e delle relative risorse da stanziare, in quattro principali ambiti d’intervento: qualificazione dell’esercizio e dei suoi circuiti di qualità; sviluppo della Mediateca regionale costituita nel 1984; diffusione della cultura cinematografica (rassegne, festival e altri eventi); piena operatività della Film Commission regionale. In particolare viene affidata alla struttura la gestione di un fondo di sostegno ai progetti e alla promozione sul mercato di opere di “soggetti operanti in Veneto” (il primo in assoluto) e la creazione di un centro regionale per la produzione audiovisiva negli spazi dismessi di Porto Marghera. Per il primo e il terzo campo d’azione sono stati stanziati 250 mila euro sia per il 2010 sia per il 2011; alla Mediateca sono stati destinati 150 mila euro all’anno; mentre al nuovo Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo è stata assegnata una provvista di 750 mila euro per il 2010 e di 850 mila per il 2011. In vigore da poco tempo, la legge è entrata in una fisiologica fase interlocutoria, in attesa di trovare piena esecutività.
  • Umbria Film Commission. È un’agenzia regionale costituita nel 1999 su iniziativa della Regione Umbria, delle amministrazioni provinciali di Perugia e Terni, il comune di Terni e il Centro MultiMediale di Terni (controllati dalla società pubblica USI-Umbria Servizi Innovativi). Oltre a promuovere il territorio come set per produzioni cinematografiche e televisive, agisce quale sportello di assistenza alla produzione e due specifici protocolli d’intesa definiscono in questo senso la collaborazione di 43 comuni umbri e quella dell’Agenzia di promozione turistica (in particolare per quanto riguarda l’offerta di una rete di strutture ricettive con sconti compresi fra il 40% e il 60% in tutta la regione). Insieme al Centro MultiMediale ternano l’Umbria può contare con gli Studios di Papigno (che fanno capo a Cinecittà Studios) su una seconda area produttiva completamente integrata.
STRUTTURE D’INIZIATIVA PRIVATA
  • Italian Riviera–Alpi del mare Film Commission. Nata nel 1998 su iniziativa privata di Alessandra Bergero, è sostenuta dalla Fondazione De Mari (partecipata dalla Provincia di Imperia), con il supporto degli enti provinciali di Savona, Imperia e Cuneo, ossia i territori fra Riviera di Ponente e basso Piemonte cui fa riferimento. Ha collaborato con oltre 35 produzioni di film (5), documentari e corti (6), reality show e programmi TV (8), video clip musicali, spot e campagne pubblicitarie (17).
  • Abruzzo Film Commission. Si è costituita nel 2001 su progetto di Gabriele Lucci, promotore e fondatore a l’Aquila di varie iniziative (Istituto Cinematografico dell’Aquila La Lanterna Magica, Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine, Cineteca dell’Aquila, Teatro stabile d’Abruzzo e Teatro Stabile d’innovazione L’Uovo). Conta sulla partnership del Comune e della Provincia dell’Aquila, oltre che della Regione Abruzzo.
  • Calabria Film Commission. Fondazione promossa da soggetti privati e su iniziativa di Francesco Zinnato, è attiva dal 2005. Ha sede a Catanzaro e organizza il festival “Cinema, ambiente e paesaggio”.
  • Basilicata Film Commission. È in realtà un progetto in gestazione, promosso su iniziativa privata, nella forma giuridica di fondazione, con sede a Matera. Un’intesa fra Provincia, Comune e Camera di commercio di Matera ed Ente Parco della Murgia ne prevede la futura, eventuale partecipazione.
IN VIA DI COSTITUZIONE
  • Trentino Film Commission. Contemplata dalla Legge Provinciale “Disciplina delle attività culturali” (numero 15 del 3 ottobre 2007) la costituzione della Film Commission è stata avviata dalla Provincia autonoma di Trento, che nel febbraio 2010 ha affidato la realizzazione del progetto al comitato scientifico di Format, il Centro audiovisivi della stessa Provincia.
STRUTTURE D’AMBITO COMUNALE E PROVINCIALE
In Italia risultano costituite altre 32 Film Commission a livello comunale o provinciale, di natura sia pubblica sia privata, quasi tutte in regioni già dotate di una Film Commission regionale (ma sette sono praticamente inattive e operanti sulla carta).
Nel Lazio ad esempio sono presenti l’attivissima Fondazione Latina Film Commission, istituita dalla locale Provincia e convenzionata con quasi tutti i 33 Comuni pontini, e a Civitavecchia la Civita Film Commission istituita due anni fa dal Comune della città. La Commission di Latina ha anche costituito il Latina Film Fund, ma in concreto si tratta del monte premi di un concorso per soggetti documentaristici dedicati al territorio.
In Puglia, oltre alla regionale AFC, si contano anche le associazioni culturali baresi Alberobello Puglia Film Commission e Puglia Film Commission, organizzatrice della manifestazione “Cinemangiando”, Taranto Film Commission (riconosciuta nel 2008 dall’amministrazione comunale) e Trani Film Commission.
In Sicilia sono attive Commission a Palermo, Catania, Taormina, Messina, Siracusa e Ragusa: le prime quattro quali uffici dei rispettivi comuni (assessorato alla cultura) e le altre per iniziativa delle province regionali di Siracusa (fin dal 2001 sotto forma di fondazione) e di Ragusa (nel 2006).
In Lombardia operano due organismi fondati da associazioni culturali private: Mantova Film Commission e BAFC-Busto Arsizio Film Commission, promossa dallo stesso gruppo di soci cui fanno capo i Raptor Studios, centro attrezzato per le riprese in 3D. Entrambe sono organizzatrici delle rassegne locali Mantova Film Fest e B.A. FilmFestival.
In Liguria si trova Portofino Film Commission, nella veste di ufficio del Comune.
In Emilia Romagna c’è la presenza storica di Bologna Film Commission, servizio che l’amministrazione comunale del capoluogo ha istituito fin dal 1997 e che dal 2001 fa parte del settore politiche giovanili.
In Campania operano anche MediaTerre Film Commission, promossa in Irpinia da Agire (agenzia pubblica per la gestione e l’implementazione della rete), con sede ad Avellino; Caserta Film Commission, associazione di soggetti privati; Capri Film Bureau, film office costituito dalla giunta municipale nel 1997 e che fa capo all’ufficio turismo.
In Toscana fanno capo a strutture pubbliche Livorno Film Commission, Lucca Film Commission e Terre di Siena Film Commission, uffici istituiti rispettivamente dall’amministrazione comunale (nel 2000), dall’APT-Azienda di promozione turistica e dal comune senese in accordo con la Provincia.
In Calabria figurano infine iscritte al Registro delle imprese camerale anche la Film Commission Società Cooperativa di Lamezia Terme e la società in accomandita semplice Calabria Film Commission s.a.s.
In Veneto sono attive anche Venice Film Commission, struttura del comune, Padova F.C., Verona F.C. e Vicenza F.C. promossa dal consorzio Vicenza È.
Abruzzo Film Commission ha formalmente creato nella regione tre sportelli sussidiari: L’Aquila Film Commission, Adriatica Film Commission e Sulmonacinema Film Commission.

 

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