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Report 2009

1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2009
APPENDICE
L’evoluzione della Cinematografia di Stato e Cinecittà Luce SpA
2006: Il primo "commissariamento" di Cinecittà
Ma la vera commistione pubblico privato, legata anche a fenomeni nuovi come lo spoil system, avviene nel 2006 con il commissariamento della “fabbrica dei sogni”. Nel giugno del 2006 il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli interviene sulla governance di Cinecittà Holding, revocando gli amministratori in carica (tra cui Carlo Fuscagni Presidente e Massimo Condemi Amministratore Delegato) nominando un amministratore unico nella persona del Direttore Generale per il Cinema presso il Ministero, Gaetano Blandini, il quale accetta l’incarico rinunciando a qualsiasi emolumento. Il Ministro Rutelli motiva la presa d’atto come una «necessaria e documentata decisione di rinnovamento ». Infatti, si legge nell’atto di indirizzo da egli emanato, gli atti del vecchio CdA hanno seguito gli obiettivi indicati nel precedente atto di indirizzo; si è verificata una «fortissima conflittualità» interna al CdA e con le controllate, in particolare con l’Istituto Luce. Sono stati avviati, rileva il Ministro, «piani e progetti non contenuti nelle linee di indirizzo dell’azionista, né previsti dalla legge o dallo statuto di Cinecittà Holding». E ancora: le nomine nelle controllate e nelle partecipate (Cinecittà Studios, Cinecittà Entertainment, Cinefund SGR, Anteo S.p.A., Cinesud S.r.l.) sono state fatte senza informare l’azionista. Infine, alcuni amministratori in carica, a sei mesi dal loro insediamento, non avevano ancora «fatto pervenire» al Collegio dei revisori la documentazione sui «requisiti di professionalità e onorabilità». Insomma durissime accuse che infuocano sia il mondo politico che la gestione del colosso cinematografico pubblico. Al provvedimento di revoca è stato fatto ricorso amministrativo sul quale però il Tribunale si è pronunciato in favore della società e della scelta adottata dal Ministro. I giudici amministrativi sottolineano che il provvedimento di Rutelli è immune da qualsiasi vizio, respingendo quindi il ricorso presentato dall’ex Amministratore Delegato della società, Massimo Condemi.
Ma le carte bollate ministeriali non intaccano più di tanto il lavoro della Mecca del cinema italiano, dove si continua a girare pellicole diventante famose come: Commediasexi di Alessandro D’Alatri, La cena per farli conoscere di Pupi Avati, Go Go Tales di Abel Ferrara, La sconosciuta di Giuseppe Tornatore, La terza madre di Dario Argento. Al termine del breve periodo di gestione dell’Amministratore Unico (30 giorni dal 28 giugno al 28 luglio 2006), in cui sono peraltro state effettuate delle importanti ricognizioni sullo stato economico e finanziario della società, il Ministro ha nominato un nuovo organo amministrativo formato da: Alessandro Battisti (Presidente), Francesco Carducci Artenisio (Amministratore Delegato), Mario La Torre, Severino Salvemini, Wilma Labate, Giovanna Grignaffini, Gabriella Pistone, Roberta Lubich, Michele Conforti. Pietro Ietto è stato confermato nel ruolo di Direttore Operativo della società.

Cinecittà Holding e le società controllate:
Istituto Luce, Filmitalia, Mediaport e Cinecittà Multiplex, oggi in liquidazione

Nel corso dell’anno 2007 si affrontano alcune questioni relative alla necessaria riorganizzazione del gruppo Cinecittà Holding che però, come vedremo, saranno in realtà completate nel corso di un secondo “commissariamento” ovvero nel corso della nuova gestione di Gaetano Blandini come amministratore unico.

Il 2007 si è caratterizzato, da questo punto di vista, dalla sola liquidazione della Cinefund SGR che, come ricordato, era nata nel 2005 per sviluppare il primo fondo di private equity pubblico-privato operante nel settore cinematografico italiano.
Il venir meno delle risorse pubbliche necessarie per completare il closing della raccolta, ha indotto gli amministratori a cessare l’attività, registrando, però, delle perdite dovute ai costi sostenuti per lo start-up dell’iniziativa. I costi totali sostenuti, fra costi di costituzione (euro 193.464,02, di cui 124.387,73 per compensi all’amministratore delegato) e perdite accertate (euro 886.640,97, di cui 115.333 nel 2005, 762.614 nel 2006 e 8.693,97 nel 2007), ammontano ad euro 1.080.104,99.

L’Istituto Luce, che nasce nel 1924, è partecipato al 100% da Cinecittà Holding e, per statuto, si occupa di produzione, diffusione e distribuzione, in Italia ed all’estero, di prodotti audiovisivi e opere cinematografiche; detiene la gestione dell’archivio storico fotografico e cinematografico; la programmazione di sale cinematografiche e videosale; il patrocinio, l’organizzazione e la realizzazione di iniziative di carattere promozionale nel settore della cinematografia e dell’audiovisivo”. Possedeva il 20% del capitale di Cinecittà Multiplex, che oggi non esiste più.

Anche Filmitalia è partecipata al 100% da Cinecittà Holding con lo scopo di promuovere i film italiani contemporanei all’estero.
Filmitalia nasce dall’esperienza di Italia Cinema, poi tramutatasi in AIP-Audiovisual Industry Promotion (in joint venture con Fiera di Milano) e dal 2006, nonostante un’ipotesi non realizzata di fusione con Cinecittà Holding, viene acquisita al 100% da quest’ultima. Nel 2006 sono ai vertici della società, Irene Bignardi (Presidente) e Roberto Cicutto, Serafino Murri, Claudio Gubitosi e Marcello Di Tondo. Carla Cattani assume l’incarico di Direttore Operativo della società.
Filmitalia collabora con i festival cinematografici internazionali più significativi, tra i quali Cannes, Berlino, Buenos Aires, Toronto, Shanghai, Tokyo, Locarno, New York e Londra. Nel 2008 la società sarà definitivamente incorporata in Cinecittà Holding.

Mediaport nasce nel 1996 con capitale privato, e viene acquistata da Cinecittà Holding con varie operazioni tra il 2003 e il 2004, fino a raggiungere il 100% del capitale azionario. Si occupa di gestione delle sale cinematografiche. La storia di Mediaport è piuttosto controversa e complessa. Innanzitutto si trattava dell’unica controllata che, a differenza delle altre società facenti parte di Cinecittà Holding, si sostentava unicamente con risorse proprie. Ma purtroppo, sin dalla sua nascita, i suoi fatturati non entusiasmano per il fatto di operare in un settore cronicamente in perdita.
Facevano parte della capogruppo Mediaport/GlobalMedia (di cui possiede il capitale sociale direttamente per il 93,92%); Mediaport Cinema, partecipata al 76,27% da Mediaport ed al 23,73% da Cinecittà Holding ed a sua volta detentrice del 50% di Cinemax.
Sin dal 2006 Cinecittà Holding ha avviato le procedure per la dismissione, con pubblica procedura, della partecipazione che però è stata definita solo il 28 novembre del 2008, quando è stata acquisita dalla Farvem Real Estate del produttore Massimo Ferrero. «Il nuovo acquirente – si legge sul quotidiano economico-finanziario Il Sole 24 ore6 – si è fatto carico di un debito complessivo di 26,5 milioni e il pagamento di 100mila euro all’atto del trasferimento».

L’ultima controllata, in liquidazione ormai dal 2000 e che non esiste più è Cinecittà Multiplex. Nata nel ‘98 da una joint venture tra Cinecittà e la Warner Village Cinemas con lo scopo di promuovere un complesso cinematografico (multisala e parco a tema) nel comprensorio di Cinecittà. È stata definitivamente liquidata nel 2009. Era partecipata al 50% da Cinecittà Holding, al 30% da Cinecittà Studios ed al 20% da Istituto Luce.

Le partecipate di Cinecittà Holding:
Cinecittà Studios, Cinecittà Entertainment, Circuito Cinema7

Cinecittà Studios è partecipata da Cinecittà Holding al 25%. Venne costituita nel 1997, per gestire il ramo d’azienda affittato dalla Holding unitamente agli immobili (teatri di posa). Il capitale è inizialmente detenuto per il 75% da azionisti privati. A sua volta Cinecittà Studios possiede il 48% del capitale di Cinecittà Entertainment e il 30% di Cinecittà Multiplex. A metà degli anni Novanta, Cinecittà Studios subisce una profonda trasformazione istituzionale, diventando da ente pubblico una realtà privata. Oggi sono 5 i soci che la gestiscono oltre Cinecittà Holding: Aurelio De Laurentiis (Filmauro S.r.l.), Diego della Valle (Gimar S.r.l.), Vittorio Cecchi Gori (Cecchi Gori Group Fin.Ma.Vi. S.r.l.), Orium S.A, FinCine.

Cinecittà Entertainment, partecipata per il 2.47% da Cinecittà Holding si occupa di produzioni televisive. Il 48% del capitale azionario, nel quadro della scissione delle attività di Cinecittà Studios, è stato acquisito nel 2008 dalla neo costituita Italian Entertainment Group.

Circuito Cinema, 7% di Cinecittà Holding, è attiva nel settore dell’esercizio cinematografico di qualità.

Lumière S.r.l., avente ad oggetto l’esercizio di una sala a Catania, partecipata al 50% del capitale sociale.

Di seguito bilanci delle singole società controllate e partecipate:




6Sole 24 ore del 4.12.2008.. 7Alla data del 31.12.2008.

 

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