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Report 2009

1ª PARTE - L'EVOLUZIONE DI UN MONDO

2ª PARTE - IL CINEMA E LE SUE RISORSE

3ª PARTE - TUTTI I MERCATI DEL FILM

4ª PARTE - GRANDI E PICCOLI PROTAGONISTI

APPENDICE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2009
APPENDICE
L’evoluzione della Cinematografia di Stato e Cinecittà Luce SpA
2008: Il secondo "commissariamento" di Cinecittà
A metà del 2008 la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Cinecittà Holding e del gruppo pubblico è seriamente compromessa.
Schiacciata da un indebitamento complessivo che è arrivato a toccare quota 66 milioni, la società necessita di un radicale quanto celere intervento di ristrutturazione e revisione della propria mission.
Con atto d’indirizzo del 6 giugno 2008, il Ministro Bondi, - «ritenuto che la legge finanziaria 2008 prevede una necessaria riorganizzazione delle società a partecipazione pubblica, con un forte contenimento dei costi e la definizione di una nuova missione normativa anche per eliminare eventuali effetti distorsivi sul mercato ed eventuali discrasie e sovrapposizioni sull’attività già svolta da strutture della Pubblica Amministrazione », e che «per la conduzione di Cinecittà Holding S.p.A. si è manifestata l’esigenza di provvedere alla nomina di un Amministratore Unico, con profilo tecnico istituzionale, al fine di accelerare la riorganizzazione, come sopra prevista dalla legge finanziaria 2008», – ha disposto che «l’Amministratore Unico provvederà ad elaborare una proposta di riforma normativa dell’art. 5 bis della legge 23 giugno 1993, n. 202, e successive modificazioni, coerente con il disposto della legge finanziaria per il 2008 e volta a delineare il complessivo riordino e rinnovazione degli interessi e degli obiettivi strategici del gruppo».
L’Amministratore Unico nominato dal Ministro Bondi è nuovamente Gaetano Blandini il quale svolge il proprio incarico, stabilito fino all’approvazione del bilancio al 31.12.2008, a titolo gratuito.
Nel corso del suo mandato Blandini riesce a perfezionare tutte le operazioni straordinarie che si era prefissato e che, hanno consentito il risanamento della società. Tra queste si devono ricordare la valorizzazione del ramo dell’esercizio degli studi che è stato conferito in Cinecittà Studios (mantenendo la proprietà degli immobili e del marchio Cinecittà), la cessione del gruppo Mediaport, la liquidazione dopo otto anni di Cinecittà Multiplex, la cessione di tutte le partecipazioni non strategiche ed il decisivo intervento per rendere la gestione più efficiente.
Nelle valutazioni conclusive inserite nel referto pubblicato dalla Corte dei Conti8 per l’anno 2008 si legge: «L’esercizio 2008 si è concluso, per Cinecittà Holding s.p.a., con un risultato utile di euro 704.403, a fronte di un saldo dell’esercizio precedente negativo per euro 7.889.624. Il bilancio consolidato ha registrato un saldo attivo di euro 2.431.245 contro un saldo passivo per il 2007 di euro 10.593.241. La constatazione induce di per sé a esprimere un giudizio positivo sulla gestione dell’esercizio in riferimento. Giudizio che non si può che confermare alla luce delle considerazioni che seguono.
Ancora nell’esercizio 2005, il Gruppo facente capo a Cinecittà Holding s.p.a. comprendeva otto società controllate, oltre a un rilevante numero di società partecipate. Fra queste, il Gruppo Mediaport, esercente sale cinematografiche, le cui pesanti e continue perdite gestionali determinavano ogni anno il risultato negativo del bilancio consolidato. Si tendeva a privilegiare, per il perseguimento delle proprie diverse specifiche finalità, la costituzione di società apposite.
Al riguardo la Sezione controllo enti, nel Referto relativo al biennio 2004-2005, evidenziava che «la costituzione e il funzionamento di numerose società presentano dei costi non indifferenti (se non altro, per i compensi agli organi di gestione e di controllo), giustificabili soltanto a fronte della specializzazione eventualmente richiesta dalla complessità della materia da trattare, o di plausibili vantaggi nel senso della snellezza della gestione»; e constatava che «la evidenziata breve durata di troppe società e lo scioglimento di alcune di esse, seguito dalla rinnovata costituzione di altre con diverso nome ma con lo stesso oggetto, pongono l’esigenza di una riflessione sulla validità di questo modo di gestire la Holding e sulle eventuali responsabilità connesse con le perdite e con le spese inutilmente sostenute»; per concludere che «in ogni caso, ciascuna scelta va supportata da precisi piani e attraverso una attenta e severa disamina di costi e benefici», con l’accortezza di «evitare, ad ogni modo, le duplicazioni di compiti fra società diverse o fra Cinecittà Holding s.p.a. e le società controllate».
Anche per effetto di queste prese di posizione, progressivamente il numero delle società controllate si è ridotto. Sicché oggi si può guardare con soddisfazione al risultato raggiunto, con la dismissione, da un lato, di compiti direttamente commerciali come la gestione delle sale, e l’inglobamento, dall’altro lato, delle funzioni di rilevanza pubblica nella stessa capogruppo, che ha perduto ormai la sua configurazione di Holding per assumere quella di società direttamente operativa.
L’operazione che, insieme alle altre, ha consentito alla società di invertire la tendenza rispetto ai risultati economici degli ultimi esercizi è stato il perfezionamento della cessione della partecipata Mediaport S.p.A., di cui in precedenza si è fatto un rapido riassunto. Qui si vuole evidenziare che il beneficio dell’operazione per la società è andato al di là dei meri accordi contrattuali perché, di fatto, ha consentito alla stessa di ridurre di oltre la metà l’intero indebitamento consolidato del gruppo Cinecittà Holding, ed anche di generare un risparmio prospettico per gli esercizi futuri. A questo si aggiunga che l’operazione è stata conclusa positivamente dal punto di vista sociale, essendosi riusciti a salvaguardare l’intero nucleo del personale dipendente (218 unità).
Nel corso del 2009 la società ha proseguito nell’azione di risanamento e riorganizzazione, perfezionando la fusione per incorporazione con la controllata Istituto Luce S.p.A., dando vita alla nuova società Cinecittà Luce S.p.A. Con quest’ultima operazione la società ha completato il percorso finalizzato alla riorganizzazione del gruppo, che ha assunto la veste di società unica in cui tutte le attività prima gestite da singole società controllate da Cinecittà Holding sono oggi delle divisioni interne, con conseguente positivo impatto sui dati economici e gestionali della società.
La ristrutturazione, ovviamente, non può mancare di ripercuotersi sulla stessa funzione della società. Nell’atto di indirizzo del Ministro per i Beni e le Attività Culturali in data 6 giugno 2008, che ha anticipato la nomina dell’Amministratore Unico, veniva chiesto all’Organo Amministrativo di formulare una proposta di revisione dell’articolo 5 bis della L. 202/1993. L’Amministratore Unico, prima della cessazione del proprio incarico, ha provveduto a formulare all’Azionista una proposta di revisione che allo stato, però, non risulta ancora essere stata discussa né approvata.»
Con soddisfazione il Ministro Bondi afferma che «Cinecittà rischiava di crollare sotto il peso dei debiti: 65,8 milioni di euro, di cui 38,8 quelli di Mediaport. Dal 2009 il debito consolidato sarà ridotto a 8,8 milioni”.

8Cfr. Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Cinecittà Holding S.p.A., per l’esercizio 2008 disponibile sul sito www.corteconti.it.

 

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