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Prima Parte - L'ARTE DI INDUSTRIARSI
UN MONDO DI CONNESSIONI
Capitolo 1 - E' il cinema, bellezza

«IL CINEMA È UN'ARTE APPLICATA.
LEGATA ALL'INDUSTRIA»

Mario Monicelli (1915-2010), regista e sceneggiatore

In estrema sintesi, basta una frase a definire la stagione che il film nazionale attraversa: «Il consuntivo 2010 presenta segno "più" davanti a tutti gli indicatori di mercato, in particolare per il cinema italiano». È la prima riga delle note tecniche con cui Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali), l'associazione più rappresentativa del settore, ha accompagnato, nel febbraio scorso, la presentazione del suo tradizionale compendio statistico sull'andamento e sull'attività nell'anno appena messo alle spalle. La positività dei dati è stata salutata dagli addetti ai lavori e dai media come un autentico exploit, soprattutto alla luce della congiuntura economica negativa in corso ormai da quasi quattro anni, anche se l'attenzione dedicata nelle pagine degli spettacoli non ha avuto da parte degli stessi media alcun riscontro su quelle economiche, in tutte le occasioni nelle quali si sono occupati dello stato di salute del Paese e della sua struttura produttiva, analizzando in particolare la vitalità (più o meno - ma molto spesso - precaria) dei maggiori comparti che la compongono.
Perché se nel 2010 il settore dello spettacolo e dell'intrattenimento è stato uno dei pochi a muoversi in controtendenza, con indici in miglioramento su quasi tutta la linea (prestazioni di lavoro, consumi, vendite, ricavi), il cinema è stato il comparto che lo ha fatto al meglio, conseguendo in assoluto i risultati più brillanti, doppiando addirittura le performance altrui.
Con un'ulteriore peculiarità. Viste le generali condizioni esterne del quadro economico, si potrebbe pensare che i progressi registrati siano figli di contingenze occasionalmente favorevoli, invece appartengono a un processo di ricomposizione e sviluppo in atto fin dal 2007 e appaiono, quindi, frutto di un trend delineato e articolato. Rappresentano un'altra nuova tappa del percorso virtuoso che la cinematografia nazionale, pur tra numerose difficoltà e a differenza di tanti altri comparti produttivi, ha saputo costruirsi e innescare.
Come si è avuto modo di valutare attraverso le analisi delle due precedenti edizioni di questo Rapporto, gli elementi in positivo e di maggiore sostanza dell'evoluzione sono otto:

  • graduale consolidamento della popolazione imprenditoriale, attraverso una selezione naturale fra tutte le aziende potenzialmente attive, con la diminuzione quantitativa della base di imprese e la contestuale crescita di quelle a natura di società di capitali, salite numericamente per la prima volta oltre il 50% nel 2009; miglioramento del livello di investimenti, consistente nell'innalzamento del budget medio a film, sia per quelli finanziati da soli capitali privati, sia per quelli sostenuti dai contributi pubblici;
  • maggiore diversificazione delle fonti di finanziamento, con l'ampliamento della platea di investitori e l'ingresso di nuovi partner di partecipazione;
  • progressiva presenza, fra questi, soprattutto degli enti territoriali rappresentati dalle Film Commission, il cui apporto si sta attestando a standard europei, con un incremento della strumentazione d'intervento, sia di natura economica sia di servizio;
  • aumento della capacità di offerta e delle potenzialità realizzative, rappresentate da una produzione nazionale complessiva tornata stabilmente a più di 120 film all'anno;
  • allineamento in tempo reale alle esigenze di innovazione che coinvolgono tutta la filiera del ciclo produttivo sotto gli impulsi dell'adozione delle tecnologie digitali e in 3D, in particolare per quanto riguarda la ristrutturazione e l'aggiornamento delle tecniche di proiezione e delle sale dell'esercizio;
  • adeguamento delle risorse dedicate alle iniziative di marketing per la promozione e la distribuzione dei titoli in prima uscita, secondo le esigenze di un mercato sempre più competitivo;
  • superiore consapevolezza dei canali e dei margini di sfruttamento delle opere prodotte, in riferimento principalmente alle tante variegate piattaforme di diffusione e ai sistemi di connessione informatica ed elettronica1.

1Dalla prima edizione del Rapporto sulla stagione 2008: «Il trend di crescita si è poi consolidato e dopo una recente, ma temporanea flessione involutiva ha dato nuovi segnali di vitalità [...]». Dalla seconda edizione relativa all'anno 2009: «A dispetto di una situazione economica e di attività industriali e terziarie in sensibile contrazione [...] la cinematografia nazionale sembra aver fatto leva, a partire soprattutto dal 2008, sulla selezione dei soggetti in campo; assimilando tuttavia interventi che appaiono di natura essenzialmente strutturale più che di autentica reazione e di specifica contromisura alle oggettive difficoltà del contesto generale. Si tratta di vedere se questa tendenza, dopo essersi profilata, si confermerà e maturerà a breve-medio termine in un trend più consolidato. In tal caso si potrebbe dire che il processo di cui appare protagonista il cinema italiano è in effetti di crescita [...] e solo in misura relativamente minore - per quanto anch'esso necessario - di assestamento a fronte di nuove e diverse compatibilità esterne, intervenute in corso di poco tempo».

 

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