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1ª PARTE - L'INDUSTRIA E IL MERCATO

2ª PARTE - L'ATTIVITA' D'IMPRESA

TESTIMONIANZE

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2012
Prima Parte - L'INDUSTRIA E IL MERCATO
PRODOTTI CAPITALI E CONSUMI
Capitolo 1 - Il contesto economico

«IL CINEMA PIÙ COMPLETAMENTE DI OGNI ALTRO MEZZO
D'ESPRESSIONE ARTISTICA PUÒ DARCI LA VISIONE DEL PENSIERO»

Luigi Pirandello (1867-1936) in Quaderni di Serafino Gubbio operatore [1925]
(Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1974)

Nell'edizione di febbraio emerge che in un contesto economico caratterizzato da un aumento del tasso di inflazione (+2,3%) e della disoccupazione (+1,8%), da una diminuzione del Pil (-3,7%) e dell'indice di fiducia, sia quello delle imprese sia quello dei consumatori italiani, il mondo dei media ha registrato un 2012 contraddittorio». Esordisce così la prima edizione del 2013 di Watch & Buy Report, il rapporto trimestrale in cui la società di ricerca Nielsen Italia condensa insight, informazioni e tendenze sui principali mezzi di comunicazione, sul comportamento di acquisto e sul trend del largo consumo nel contesto della congiuntura economica. E migliore efficacia sintetica per delineare il quadro della situazione all'inizio del 2013, anche per quanto riguarda il cinema italiano, non si sarebbe potuta forse trovare. Soprattutto nella definizione finale del trascorso 2012: contraddittorio. In senso letterale l'aggettivo vale ad esempio a descrivere l'anno che ha contraddetto l'andamento con cui il film italiano si è sviluppato dal 2004 in poi.

Il ciclo triennale. La serie storica dei dati di base dell'esercizio mostra infatti come il sistema cinema stia vivendo cicli economici la cui linea tendenziale si sviluppa di norma nell'arco di 36 mesi. Negli ultimi otto anni si denotano tre apici: 2004, 2007 e 2010, ognuno di essi seguito da una sensibile flessione nella stagione immediatamente successiva e poi da altri dodici mesi durante i quali il trend, tornando positivo, avvia una ripresa che sfocia alla terza annata in un nuovo "picco" di attività, con risultati in grado di superare le punte massime toccate in precedenza. Il 2012 ha spezzato per la prima volta questa sequenza (tavola 1). Segno che il perdurare della crisi sta creando difficoltà sempre maggiori. Perché, se è normale che con un calo dell'indice di fiducia come quello riscontrato nel corso del 2012 si registri un rafforzamento dei comportamenti di risparmio - e i primi contenimenti di spesa si manifestano per oltre il 60% delle famiglie in meno pasti e meno intrattenimento fuori casa -, è anche vero che la recessione economica è in atto ormai dal 2008 ma non aveva impedito al comparto cinematografico di dar vita a stagioni positive.
Del resto tutta la cinematografia europea ha accusato un decremento complessivo al box office pari al 2,2% e il dato rilevato dall'Osservatorio Europeo dell'Audiovisivo potrebbe essere di una qualche consolazione, constatando che fra i "big five" del mercato continentale anche la Francia ha lasciato sul campo il 6,7% di spettatori, in compagnia della Spagna (-4,8%); mentre Germania (+4,3%) e Inghilterra (+0,5% grazie unicamente al successo di Skyfall, il 23° lavoro dedicato alla figura dell'agente segreto 007 James Bond, peraltro coprodotto con le statunitensi MGM e Columbia Pictures) hanno difeso le loro posizioni1. Tuttavia il calo d'affluenza nelle sale italiane ha sfiorato il 10%, fermandosi un gradino sotto, al 9,9%. Per la prima volta dopo anni inoltre non ha visto una propria opera inserirsi nella classifica dei 25 titoli che hanno richiamato nei vari Paesi più spettatori. L'ultima stagione in realtà non è stata avara di film milionari, però la media dei loro incassi al botteghino è tornata a uno standard di 4,92 milioni di euro toccato negli ultimi 12 anni solo tre volte, l'ultima nel 2006.

1Decline in admissions in the European Union in 2012 but European films' market share on the top, report a cura dell'European Audiovisual Observatory (Strasbourg, may 2013).

 

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