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06/09/2015

Verso un cinema italo-cinese

Margherita Bordino


Internazionalizzazione, creatività e scambio culturale. Di questo si è discusso al China Film Forum nello Spazio Fondazione Ente dello Spettacolo (Sala Tropicana 1, Hotel Excelsior – Lido di Venezia). Per il secondo logo_venezia72_281_04anno consecutivo la Giornata degli Autori – Venice Days ha promosso il panel dedicato alla Cina, con la collaborazione di Xinhua News Agency e InThinker Studio. Il tema di quest’anno è Reasons of Creativity.Il China Film Forum è una piattaforma che si prefigge il compito di mettere in comunicazione filmmaker, professionisti del settore e istituzioni, dalla Cina all’Europa. Una grande chance per questi due paesi e per il futuro del mercato audiovisivo, in continua crescita e sinergia a livello mondiale. Il forum ha fornito una seria opportunità di scambio di idee e visioni tra Cina e Italia, tra autori e artisti, e l’incontro, moderato da Maurizio Sciarra (regista), è stato aperto dalle parole di Giuseppe Tornatore, regista molto apprezzato nel sol levante. Sono intervenuti anche Giorgio Gosetti (Responsabile Venice Days), Alessandro Silvestri (Produttore), Andrea Occhipinti (Presidente della sezione distribuzione ANICA), Gino Ventriglia (Sceneggiatore), Andrea Cicini (Responsabile desk Cina di ANICA), Agnese Fontana (Presidente Doc/it), Han Yi (Produttore), Zhang Duanyang (Regista), Wu Yanyan (Presidente Wu Tianming Film Fund) e Yang Yig (Direttore Movie View International).“Il mercato cinese è in continua crescita, in particolare per quanto riguarda gli spettatori. Quello italiano invece è più stagnante”, ha affermato Andrea Occhipinti. “La situazione sta molto cambiando, mai come in questo momento c’è consumo di cinema, di immagini generali. Per questo il nostro ruolo deve essere molto importante soprattutto in mercati che sono dominanti, dalla produzione americana a quella domestica, nazionale. C’è molta curiosità da parte dell’Italia ma anche del pubblico cinese per i nostri rispettivi paesi e cinematografie”.Voglia di crescere e confrontarsi insieme, è quindi il segno di un buon inizio di collaborazione tra panorama cinematografico cinese e italiano. Sarà essenziale studiare momenti di formazione tra le due culture diverse per trovare concretamente storie comuni da raccontare. Investire quindi su storie che nascano insieme. “Una narrazione realistica come scelta estetica, che non deve escludere le altre potenzialità espressive”, ha commentato Maurizio Sciarra. E nel clima di collaborazione e scambio è intervenuta Maria Giuseppina Troccoli (Dirigente di Produzione, Distribuzione, Esercizio e Industrie Tecniche del MiBACT): “Stiamo cercando di unire tutte le forze del cinema per arrivare a risultati comuni, in particolare con gli amici cinesi. Ormai da qualche anno si è stretto questo rapporto e siamo ben contenti di tutte le iniziative che stanno prendendo luce, e accomunano Cina e Italia”. In questo contesto, relativo alle opportunità che l’Italia offre alle produzioni straniere si è parlato de La Bussola del Cinema. Stato, regioni e film commission danno una serie di incentivi e mezzi per aiutare e supportare produzioni estere nel loro lavoro sul territorio italiano.

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