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13/04/2017

Da un nuovo progetto il rilancio di TaoArte

Domenico Tempio per La Sicilia


L'attuale querelle su Taormina FilmFest per accaparrarsi la gestione, sembra il naturale destino di una manifestazione che da anni si trascina claudicante tra alterne vicissitudini. Eppure faceva presagire uno taorminaetna1_281speranzoso futuro quando fu creato il marchio di TaoArte.
Nasceva dalla vecchia e ormai obsoleta "Rassegna del cinema", siamo negli anni '50, fatta di prosperose ragazze in cerca di fama, e dove l'unica serata, definita in modo roboante delle "stelle", era quella della consegna dei David ad attori, attrici, registi del cinema mondiale.
Purtroppo quello che doveva essere il futuro si è fermato, per via di contrapposti interessi politici con in testa la Regione. Non crediamo, ora, che si debba spendere più tempo a rianimare un corpo ormai in putrefazione, dove piccoli avvoltoi cercano ancora di beccare per trarne guadagno. Così facendo si distrugge definitivamente quello che doveva essere un grande progetto.
La querelle di cui si diceva all'inizio, fa capire come questo mai ben definito Film Fest, sia arrivato al suo terminale. Come una nave in disarmo occorrerebbe smontarlo e studiare un modo per ricostruirlo cominciando dal marchio, "TaoArte", che potrebbe avere ancora il suo valore.
In un recente passato, quando il cinema era in crisi e gli investimenti si rivolgevano alle nuove produzioni che riempivano le tv di tutto il mondo, proponemmo di far diventare Taormina il centro del nuovo business, ospitando le rassegne di fiction e il relativo mercato. Dove attori e attrici stavano per diventare, come poi è avvenuto, delle vere e proprie star. Anche l'Italia, oltre all'America, cominciava a produrre. "La piovra" fu una delle prima realizzazioni di successo, e, se si vuole arrivare a oggi, c'è l'esempio del "Commissario Montalbano". Uno sceneggiato che sta avendo successo, oltre che commerciale, anche turistico.
Allora, quando proponemmo ciò, occuparsi di fiction sembrava roba da incolti. Troppo popolare e per nulla culturale. In realtà dietro c'erano interessi della lobby del cinema. Oggi "Tao Arte" deve azzerare il passato e inventare nuove formule. Potrebbe rivolgersi ai giovani e richiamare ciò che di giovane il mondo può offrire. Nel cinema, nel teatro, nella televisione, nella musica, nelle arti figurative, nella letteratura. Rinvigorire i contenuti con nuove proposte. Facendo riferimento ai maestri, i quali potrebbero mettere a disposizione esperienza, cultura, talento e, naturalmente, prestigio.
Si mettano da parte i venditori di fumo, buoni solo a sfruttare una stupenda location e un marchio che, come detto, ha bisogno solo di essere rinvigorito.

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