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13/04/2017

Verdone furioso "Parenti di Sordi quante bugie io lavoro gratis"

Il regista-attore: "Mio fratello invitato dalla Fondazione senza compenso"

Arianna Finos per la Repubblica Roma

 
Io mi occupo esclusivamente della memoria del mio amico e maestro Alberto Sordi, patrimonio di tutto il Paese. Non voglio essere tirato in una battaglia per l'eredità che non mi riguarda io non tifo né contro albertoilgrande_281né per i parenti. Ma reagirò in via legale se continueranno le affermazioni diffamatorie nei miei confronti». Carlo Verdone reagisce con forza all'esposto dei 37 nipoti contro la Fondazione Museo che lo chiama in causa come consigliere che avrebbe "favorito" suo fratello Luca affidandogli l'incarico di organizzare una manifestazione cinematografica. «Ho aperto il giornale ieri e sono trasecolato: ma quale favore? - aggiunge Verdone - Si è trattato di presentare alcuni film della rassegna che facciamo davanti alla casa di Sordi, un'attività a titolo completamente gratuito, un impegno faticoso, estivo, nel quale mi ha supportato perché dovevo girare un film e non potevo presentarli tutti io. Lui si è preparato carinamente ed è andato alle proiezioni, senza alcun cornpenso». Ricorda che c'è stata una sentenza del tribunale che ha rigettato quella istanza, respinto il sequestro del patrimonio della Fondazione. «Né io né nessun altro della Fondazione percepiamo alcun tipo di profitto. C'è una segretaria che lavora come una matta con uno stipendio da millecento euro al mese per rispondere a centinaia di lettere e alcuni studenti assunti con un regolare bando di concorso del Centro sperimentale di cinematografia, provenienti da famiglie con il reddito basso. Una volontà di Alberto Sordi, che è testimoniata da un video. Quest'anno ne mettiamo tre a lavorare all'Archivio Sordi, un comluca_carlo_verdonepenso e la possibilità di fare esperienza». Ricorda, il regista romano, come è diventato presidente della Fondazione Giovani, dieci milioni di patrimonio: «La Regione Lazio chiese a mio fratello, che mi coinvolse, un documentario su Alberto Sordi. Girammo Alberto il grande nella sua casa, intervistammo la sorella Aurelia. Poi il giudice che seguiva la vicenda del presunto raggiro mi chiese l'intero girato per capire se Aurelia in quel periodo fosse capace di intendere e volere. Il tribunale vide positivamente un mio temporaneo ruolo come presidente della Fondazione Giovani». Ha iniziato a occuparsene: «Non sono "il biografo", come dice un parente quasi per offendermi. In quel pugno di anni in cui l'ho frequentato Alberto mi ha dimostrato stima e amicizia. Ho accettato l'incarico per affetto, ma anche perché viviamo in un periodo di assenza di memoria storica. Sordi non è solo un grande attore ma anche una grande maschera romana. E cerco di fare del mio meglio, lavorando in modo serio e cristallino. Mantenendo i conti in perfetto ordine. Grazie agli interessi, pur bassi delle banche, il patrimonio è aumentato di oltre 130 mila euro. Quindi non è sparito niente e niente sparirà».

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