LINGUA
Report 2014
Report 2013
Report 2012
Report 2011
Report 2010
Report 2009
Report 2008
Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

Focus

Approfondimenti

Istituzioni

Associazioni

Produzione

Testimonianze

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» News

20/04/2017

Fininvest mette l'Odeon all'asta. Ma il prezzo non è quello giusto

Tante le criticità dell'edificio. I vincoli limitano lo sfruttamento commerciale

Elisabetta Andreis per Corriere della Sera Milano


Che questa sia la volta buona per concludere la vendita è tutto da vedere ma ieri, alla gara bandita da Fininvest per cedere i muri del cinema Odeon The Space, hanno risposto diversi investitori italiani e stranieri. Secondo fonti finanziarie entro la scadenza fissata hanno presentato manifestazioni di interesse Generali, Coima di Manfredi Catella, Prelios. E ancora Kryalos di Paolo Bottelli (che con Blackstone sta ristrutturando il palazzo delle ex Poste in Cordusio), Fortress e la stessa Starwood, il colosso alberghiero che fino all'anno scorso era in fininvest_logotrattativa esclusiva con Fininvest, poi arenatasi sul prezzo. Avrebbe invece rinunciato Hines di Mario Abbadessa, che si sta concentrando su altri edifici storici del centro.
La quotazione dell'immobile di via Santa Radegonda, tre piani su diecimila metri quadrati (ma solo 4 mila realmente sfruttabili come superficie commerciale), è uno dei nodi che l'asta competitiva dovrà sciogliere. Tre anni fa, quando il palazzo fu messo sul mercato, il gruppo che fa capo ai Berlusconi puntava ad ottenere quasi cento milioni ma i pretendenti, a quanto pare, finora non sono saliti oltre i 75. E in effetti l'edificio, che pure vanta una posizione invidiabile in pieno centro, presenta alcune criticità. Prima cosa, non ha una struttura interna molto flessibile. Inoltre, ci sono vincoli stringenti della Sovrintendenza. Per preservare i portoni, ad esempio, le vetrine dei negozi dovranno essere arretrate rispetto alla facciata (dunque meno evidenti per chi guarda da corso Vittorio Emanuele). E per un negozio, il tema della visibilità è critico: fa scuola il caso dell'ex cinema Excelsior, verso San Babila, da tempo riconvertito in chiave commerciale con risultati deludenti e un passaggio di clienti meno fortunato del previsto. Per via Santa Radegonda però, fanno notare alcuni urbanisti, si potrebbe immaginare un benefico passante che colleghi a via Agnello e all'area che in futuro si vivacizzerà con l'Apple store. Altro aspetto critico, la presenza del cinema risulta «ingombrante» per catene che puntano a vendere sulla superficie più estesa possibile e non sono interessate a formule tipo centro commerciale, dove lo shopping è trainato dall'intrattenimento.
Secondo la bozza di autorizzazioni preliminari, l'Odeon The Space finirebbe tutto sottoterra, con otto sale piccole (invece delle attuali undici). In particolare quella grande e bella, la «i», diventerebbe negozio, ma la sua caratteristica forma ovale dovrebbe essere preservata. Infine, qualcuno cita «intralci» ancora non risolti con gli affittuari (nell'immobile non c'è solo il cinema, ma anche quattro studi professionali, e i contratti hanno scadenze diverse). A fronte di queste difficoltà, il futuro affittuario retail (unico, perché lo spazio non è frazionabile) potrebbe pagare un canone annuo d'affitto superiore ai sei milioni.
Da oggi le manifestazioni d'interesse, ancora non vincolanti, verranno selezionate. Tra giugno e luglio una rosa ristretta di interlocutori presenterà quelle definitive e nei desideri di Fininvest dopo l'estate potrebbe esserci il rogito, dopo tre anni di tentativi vani. Nel tempo, sull'edificio hanno fatto un pensiero in tanti. In lizza c'è stato un fondo kazako e ad un certo punto alcuni dicevano La Rinascente (anche se la società ha sempre smentito). Di certo la trattativa più concreta, approdata anche in Comune con un preliminare di progetto, è stata quella con Starwood, la più grande catena alberghiera al mondo, che a Milano ha ceduto l'Excelsior Hotel Gallia alla Katara Hospitality dello sceicco Nawaf Al Thani e possiede anche lo Sheraton Diana Majestic. Arenatisi i colloqui privati, un mese fa è stato lanciato il bando di gara.
Intanto, sul fronte cinema, ha chiuso i battenti l'Apollo e alcuni fondi immobiliari hanno messo gli occhi sull'Arlecchino di via San Pietro all'Orto. Resistono solo, in via Torino, l'Eliseo e il Centrale. Per trovare un progetto cinematografico vigoroso bisogna spostarsi all'Anteo gestito da Lionello Cerri che si ingrandirà fino a diventare, dopo l'estate, un palazzo del cinema con undici sale su quattro piani. Possibile calamita serale per la zona verso Gae Aulenti: mentre il centro rischia di svuotarsi ancora di più.

Torna all'elenco delle News

Copyright © Fondazione Ente dello Spettacolo / P.Iva 09273491002 - Soluzioni software e Ideazione grafica a cura di