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20/04/2017

Schermi spenti e buio in sala. Quei Cinema vuoti in cerca di futuro

Giovanni Bogani per La Nazione di Firenze


Da tre anni non ci sono fondi per riaprire le sale e non c'è una normativa. Nella nuova legge sono previsti soldi a disposizione per chi le riallestirà: ma finché non ci saranno i decreti attuativi, non si sa quanti siano e con quali modalità.
Chi ha visto giocare Antognoni, chi ha visto in tv lo sbarco sulla Luna, ricorda anche tante sale cinematografiche a Firenze. Ma anche chi è più giovane, anche chi «Il ciclone» l'ha visto al cinema, se le ricorda. Le sale di Firenze. Vive, morte o soltanto svenute? Erano tante. E molte adesso, sono degli scatolonivecchio_ariston_il_museo_del_trenino_2_281 vuoti in attesa di un futuro. Sono diventate, un po', le cantine - o le soffitte - della nostra vita di spettatori cinematografici. Ciak, Manzoni, Fulgor, Colonna, Supercinema, Nazionale, Goldoni. Andiamo a memoria, in una specie di mappa di Firenze, segnando idealmente con un pallino rosso le sale che sono vuote da anni. Non soltanto l'Eolo o l'Astra 2, o l'Ariston. Lo sono anche, e ognuna ha una sua storia, ognuna una situazione differente, il Ciak di via Faenza, il Manzoni di via Mariti, il Fulgor all'angolo di via Palazzuolo, il Colonna nella zona di Firenze sud, il Supercinema e il Nazionale nel cuore di Firenze. E lo è, da anni, il Goldoni di via de' Serragli. E rinato, invece, il Teatro della Compagnia di via Cavour, che ospita adesso le proiezioni dei festival fiorentini, sotto l'ala della Regione Toscana. E invece diventato un supermercato il cinema Variety, che per molti anni ha funzionato da multisala popolare e d'essai - tante le anteprime che vi abbiamo visto. Cerchiamo di capire che cosa è successo, che cosa potrebbe succedere a queste sale.
Una di quelle con il futuro più «cinematografico» sembra il Fulgor. Cinque schermi, posizione centrale, vicino alla stazione: per molti anni il Fulgor è stata la più importante multisala di città a Firenze. Acquistata da Massimo Ferrero, il bizzarro e vulcanico presidente della Sampdoria, dovrebbe ritornare in attività. Mancano arredi e apparati di proiezione: non dovrebbe essere però un'impresa impossibile. Da anni non si sa niente di che cosa accade al Goldoni, ce un tempo ospitò anche anteprime di prestigio - Wenders con «Fino alla fine del mondo». E non si sa nulla del Supercinema in via de' Cimatori, di pro,rietà di Aurelio De Laurentüs. L'ultima volta che lo vedemmo aperto, ospitava le comparse del film «Inferno» con Tom Hanks. Era 2015; c'erano ancora tutte le poltroncine. Tutto intatto. Mistero sul destino del cinema Manzoni, enorme punto di riferimento per la zona di Rifredi, che ospitò la prima proiezione del «Ciclone» di Pieraccioni. Probabilmente è in attesa del cambio di destinazione d'uso. ll Ciak di via Faenza sembra sia finito nella sfera di influenza della scuola per stranieri «Lorenzo de' Medici», di cui potrebbe diventare un'aula supplementare. L'Aurora di Scandicci non è più cinema, ma svolge ancora attività teatrale. Per le sale che dovrebbero rinascere, tutti aspettano i decreti attuativi della nuova legge sul cinema. Da tre anni non ci sono fondi per la riapertura delle sale, e non c'è una normativa. Nella nuova legge sono previsti soldi a disposizione per chi riallestirà sale cinematografiche: ma finché non ci saranno i decreti attuativi, non si sa quanti siano, e con quali modalità. Teoricamente, si parla un piano quinquennale di 100 milioni di euro per tutta l'Italia, sotto forma di crediti d'imposta, per la riapertura e il riallestimento delle sale. E sempre in via teorica, questa dovrebbe essere una grande boccata d'ossigeno per tutte le sale. Anche per quelle di Firenze.
La mappa
Supercinema. Lo spazio di via de' Cimatori, di proprietà di Aurelio De Laurentiis, nel 2015 ha ospitato le comparse del film «Inferno» di Ron Howard con Tom Hanks.
Il Fulgor riapre. La multisala acquistata da Massimo Ferrero, presidente della Samp, dovrebbe ritornare in attività. Mancano solo arredi e apparati di proiezione.
Ciak come aula. Il Ciak di via Faenza sembra finito nella sfera di influenza della scuola per stranieri «Lorenzo de' Medici», di cui potrebbe diventare un'auta supplementare.
Il punto: Apollo.
Ci sono voluti quasi 30 anni per ridare una collocazione ali'Apolio di via Nazionale: nel 2015 è stato inaugurato il Mercure Hotel, dopa il tramonto del progetto di riqualificazione che prevedeva appartamenti. Capitol. La sala di piazza del Grano, acquistata dal gruppo Benetton dopo 10 anni di abbandono, dopo una breve stagione da Uffizi center, è passata alla Camera di commercio che l'ha messa nuovamente in vendita.
Variety. Il cinema teatro di via del Madonnone chiuso nel 2011 ha riaperto La scorsa estate come supermercato della Coop. Negli anni precedenti era stata ventilata anche un'ipotesi di lottizzazione immobiliare.
Gambrinus. Da lussuoso «prima visione» a sede dell'Hard Rock Café: chiuso nel 2007, nel 2010 fu chiusa la trattativa per riqualificare le cambiare destinazione d'usa) a uno spazio nobile del centro storico.Piazza Ottaviani. Nel vecchio Ariston il museo del trenino
Il cinema è quasi una passione per Andrea Duranti, giovane imprenditore fiorentino che sta "riaprendo" ben due cinema, anche se al posto dei film si proietteranno altri spettacoli. È sua infatti anche l'operazione sull'ex Ariston di piazza Ottaviani. E mentre l'Eolo si appresta a diventare supermercato, l'ex Ariston si trasformerà in uno straordinario museo del trenino. Dopo aver acquisito alcuni anni fa i circa 900 metri quadrati della vecchia sala cinematografica, Duranti ha ristrutturato l'immobile a due passi da piazza Santa Maria Novella. Fosizione e dimensioni del locale hanno attirato l'attenzione della famiglia del marchese Giuseppe di San Gallo, imprenditore e vedovo di Fiamma Ferragamo, che qualche tempo addietro ha acquistato lo stabile, con l'intendo di dedicarlo alla sua passione: la collezione di trenini. Così l'Ariston cambia ancora pelle. Finita la carriera da cinema, lo spazio era stato acquistato da Cecchi Gori negli anni Novanta e riconvertito in una sala bingo. Chiuso da anni, il locale sarà ora riaperto con la nuova destinazione di museo del treno, partendo proprio dall'enorme plastico ferroviario di proprietà del marchese.

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