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05/07/2017

Cinè 2017, parola d’ordine: tornare in sala

Preoccupazione per l'emorragia di pubblico e qualche idea per il futuro

Nico Parente


Si è aperto con un bilancio in negativo il convegno “Cinema italiano in sala – Come rilanciare un binomio strategico per tutta la filiera” organizzato da Box Office con la collaborazione di Anica, Anec e Anem. La nota dolente riguarda il pubblico delle sale, sempre meno numeroso.
“Non sono certamente i giovani a popolare le sale”, dichiara Gianantonio Furlan (amministratore delegato IMG Cinema),salacinematografica300x224_281_01 “bisogna ammettere che il pubblico è adulto e che molto spesso è un pubblico che mira alla qualità, che quindi andrebbe stimolato in qualche modo”.Per il vicepresidente Medusa Letta “la qualità della scrittura, della sceneggiatura quindi, è una mancanza che nel cinema di casa nostra si nota”. Per Letta la conferma “è il dato emerso e riguardante gli ultimi cinque anni, nel corso dei quali nessun altro film, eccetto il caso Perfetti sconosciuti, ha registrato buoni incassi”.Per Richard Borg (Direttore generale e amministratore delegato Universal Italy) invece “il problema del cinema italiano risiede nella promozione. Bisogna trovare il giusto modo per invogliare il pubblico a tornare in sala. Ma il pubblico, a mio avviso – prosegue Borg – viene distratto dai film in circolazione per via dei troppi Festival e dei tanti premi esistenti, che andrebbero massimizzati”.Per Rai Cinema interviene l’amministratore delegato Paolo Del Brocco: “Il solo modo per recuperare i giovani e riportarli in sala è rendere il cinema attraente, e in questo momento non lo è. Il genere di punta ormai non è più la commedia e tutti dovremmo fare degli investimenti in tal senso”.E l’invito a fare squadra per fare sì che il cinema italiano possa riprendere quota giunge anche, oltre che dal CEO Lucky Red Occhipinti e dall’amministratore delegato Vision Distribution Maccanico, dal Presidente Anica Francesco Rutelli, che definisce il 2017 “un anno di passaggio per via del nuovo decreto Franceschini. E il cinema italiano si presenta come un vero e proprio cantiere aperto: tanti i lavori in corso che abbracciano molteplici aspetti. Credo che sia il caso di creare un fronte comune in Italia e non alzare barriere di alcun tipo”.

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