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07/09/2017

Il tax credit accende il cinema

Cristina Bartelli per Italia Oggi


Erogati 162,7 min di credito di imposta per la filiera Il credito d'imposta (tax credit) si conferma la principale fonte di ispirazione dell'industria cinematografica italiana. Nel 2016, infatti, a fronte di contributi per il settore da 255,78 milioni di euro, il complesso delle voci relative ai crediti d'imposta si mibact_281attesta a 162,07 milioni di euro in aumento rispetto al 2015, quando il totale di credito di imposta erogato è stato di 160.718.233. A fare il punto sullo stato economico del settore e in particolare con riferimento all'agevolazione fiscale è il ministero dei beni culturali che, nell'ambito della 74esima Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, ha presentato il focus 2017 dei numeri del cinema italiano.
L'agevolazione si suddivide in tax credit per la produzione, tax credit per la distribuzione, tax credit per l'esercizio, per l'audiovisivo, tv e l'audiovisivo web.
Nel 2016, per la produzione, sono stati stanziati crediti di imposta pari a 89,55 mln di euro, per la distribuzione, 3,23 mln di euro, per la voce relativa all'esercizio, 31,52 mln euro. Da considerare anche il tax credit richiesto per le produzioni audiovisive tv pari a 37,72 mln di euro e per l'audiovisivo sviluppato per il web a quota 50 mila euro.
Mentre il sostegno diretto si attesta a 93,71 mln di euro, segnando un calo rispetto ai 94 min di euro stanziati nel 2015. La produzione di lungometraggi italiani è in crescita del 20% rispetto al 2015 anche se, fanno notare dal ministero dei beni culturali, sui 223 titoli approvati nel 2016 (rispetto ai 185 del 2015) solo poco più di due terzi risulta ammissibile ai benefici di legge, cioè opere che hanno concluso l'iter di riconoscimento con la presentazione della denuncia di inizio lavorazione (DIl) e il conseguente accesso agli schemi di sostegno. Una flessione di tre punti percentuali rispetto al 2015. Si è passati, infatti, dal 76% del totale al 73% del 2016.
«La realizzazione», si legge nella nota, della direzione guidata da Nicola Borrelli, che accompagna i dati, «di opere fuori dei tradizionali schemi amministrativi e di sostegno statale non è, di per sé, indice della qualità e del valore culturale delleopere stesse. E, però, un indicatore del livello di maturità industriale dei processi produttivi e amministrativi relativi alla creazione dei film».
Nella composizione dei costi, il budget finanziabile, a fronte di 275 milioni complessivi a disposizione, il credito di imposta richiesto per la produzione rappresenta il 13% della torta, mentre l'apporto di investitori esterni per il quale è stato richiesto il credito d'imposta con un 31% ha un'incidenza pari a 85 milioni di euro.
C'è poi la sottocategoria di altri fondi locali, apporti societari, prevendite diritti e investimenti emittenti che vanno a coprire il 44% del totale per 121 milioni di euro.
Passando alla disamina sul tax credit, i tecnici del ministero dei beni culturali, guidato da Dario Franceschini, articolano il tax credit in tre direzioni: l'agevolazione richiesta di produzione, quella richiesta esterna e quella richiesta per la distribuzione. I valori si mantengono pressoché costanti rispetto al 2015, anche se con un lieve incremento. Il valore assoluto delle tre voci nel 2016 è stato infatti di 79 mln di euro rispetto ai 74 min del 2015.
Le richieste sono arrivate per 134 film rispetto ai 123 del 2015.
Per quanto riguarda il tax credit investitori esterni gli interventi hanno riguardato 231 casi in 186 film per un valore complessivo di 85 milioni di euro. Il principale apporto è arrivato dalla voce attività finanziarie e assicurative (43,986 mln) seguito da attività manifatturiere (17,468 mln). Il tax credit per i film stranieri (la dicitura è mutuata dal paese in cui ha sede la società estera committente) segna un incremento: da 9 film nel 2015, la richiesta, nel 2016, ha riguardato 25 opere.
La legge di riforma del settore (legge 220/2016 «Disciplina del cinema e dell'audiovisivo») modifica i criteri per l'erogazione del tax credit cinematografico: ci sarà infatti un limite massimo annuo di risorse per ciascuna tipologia di credito di imposta, e l'agevolazione spetterà in relazione alle spese effettivamente pagate con una richiesta preventiva e definitiva con autorizzazione esplicita della direzione generale cinema.

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