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01/02/2018

Cinecittà Futura

Progetti in corso e prospettive delle nuove attività. Nel 2020 il centenario della nascita di Federi

La redazione


“Entro fine anno aprirà il nuovo MIAC – Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema negli ex Laboratori di sviluppo e stampa di Cinecittà”. Lo ha annunciato il presidente di Cinecittà, Roberto Cicutto, alla presentazione dei progetti del prossimo triennio.
Il Museo, polifunzionale, avrà una superficie di 4 mila metri quadrati, ospiterà un’esposizione permanente, spettacolare e immersiva sull’immaginario degli italiani nel XX e XXI secolo e l’evoluzione della nostra società vista con le lenti del cinema, della tv, degli audiovisivi, tra filmati e foto dai maggiori archivi e cineteche del paese, video installazioni, materiali audio, oggetti di scena, testi, macchinari. E ancora, ospiterà mostre temporanee, una biblio-videoteca e laboratori didattici. Complementari al MIAC attività in formato Erasmus con scambi e residenze internazionali in collaborazione con il Centro sperimentale di cinematografia. Spazio anche a un Laboratorio di conservazione e restauro per tutelare i capolavori del passato.Il 3 luglio 2017 gli Studi di Cinecittà, lo storico complesso di via Tuscolana 1055, la fabbrica del cinema d’Italia e cinecitta_281uno dei sinonimi del cinema nel mondo, sono tornati – nell’80mo anniversario dalla loro nascita – alla gestione pubblica, grazie all’acquisizione di ramo d’azienda da parte di Istituto Luce-Cinecittà, la più antica istituzione pubblica di cinema del mondo.Un avvenimento per il cinema italiano di portata storica, che segna la nascita di un soggetto rinnovato: una delle più grandi aziende culturali pubbliche del Paese.E un avvenimento economico, come può esserlo il ritorno in mano pubblica di un simile soggetto. Un patrimonio spaziale, fisico, e immateriale, in un perimetro dove si riuniscono il cinema e l’audiovisivo, la memoria storica dell’Istituto Luce, con l’innovazione e creatività degli Studios.L’acquisizione degli Studios da parte del Luce ha significato in primis la salvaguardia delle professionalità presenti a Cinecittà. Basti soltanto pensare alle maestranze, o ai tecnici di produzione e post-produzione di film, di competenza nota nel mondo.E ha significato l’apertura del cantiere di una vera impresa culturale. In pochi chiari numeri: oggi Istituto Luce Cinecittà conta circa 250 lavoratori; un piano di investimenti per il periodo 2018-2022 di oltre 37 milioni di euro; un ricavo di budget 2018 di 46 milioni di euro, di cui il 60% autofinanziato da attività commerciale (affitti dei Teatri di posa, eventi, servizi alle produzioni).Numeri di un piano industriale frutto di una visione generale: unire in un unico soggetto le attività di mercato di Cinecittà Studios, legate alla gestione dei Teatri e alla produzione di opere audiovisive – dai film alle serie televisive, dai programmi TV alla pubblicità, alle web series – con le attività di interesse generale storicamente affidate a Istituto Luce: dalla promozione all’estero del cinema italiano classico e contemporaneo, alla conservazione e diffusione dello straordinario Archivio Storico dell’Istituto Luce, il sostegno ai film opere prime e seconde, la produzione di documentari, l’informazione cinematografica, l’editoria, il realizzando MIAC – Museo Italiano del Cinema e dell’Audiovisivo, la gestione dei Media Desk di Europa Creativa e la gestione dei Fondi Cinema del MiBACT.La creazione in una parola, di un polo di riferimento per l’intero comparto dell’audiovisivo. E uno strumento strategico del suo sviluppo. In un unico complesso fisico, l’unione dell’intera filiera del cinema: produzione e post-produzione, distribuzione, promozione, merchandising, eventi, attività culturali, espositive ed editoriali, formazione didattica e professionale.Un luogo interamente al servizio del settore, e del suo pubblico. Della società civile.I sei mesi dall’avviamento del nuovo Piano di Sviluppo, hanno visto la partenza del ‘Cantiere Cinecittà’ con l’inizio di molte attività già nel 2018, e il varo dei progetti di maggiore respiro per il triennio 2018-2020.Clicca qui per le slides con i progetti futuri
 NUOVE PRODUZIONI  Sono attesi per il 2018 i primi ciak di nuove produzioni italiane e coproduzioni internazionali di serie tv, realizzate nei Teatri di posa. La prima di questa stagione, sul set da due settimane, è l’attesa trasposizione televisiva de Il nome della rosa, dal best-seller mondiale di Umberto Eco, per la regia di Giacomo Battiato e la fotografia di John Conroy. A vestire qui i panni del protagonista Guglielmo da Baskerville, un attore di culto come John Turturro, a fianco dell’antagonista Rupert Everett. Il nome della rosa è prodotto da 11 Marzo Film, Palomar e TMG in collaborazione con Rai Fiction.NUOVI TEATRI (E TEATRI RINNOVATI)  Sono il centro propulsivo di Cinecittà, e il suo cuore. Il piano del sito non può non mettere i 20 Teatri di Cinecittà in testa al suo progetto di sviluppo. Perciò il piano prevede un investimento di 7 milioni di euro per la manutenzione straordinaria: il cablaggio, una nuova rete elettrica, il rifacimento delle strade del Complesso, sono alcuni degli interventi per adeguare gli studi alle esigenze di tutte le produzioni italiane e internazionali. Per attirarle e comunicare con la loro qualità che se l’Italia e Roma sono il set ideale per realizzare una storia, Cinecittà ha gli strumenti più adeguati per farlo.Il prossimo triennio vedrà la costruzione di 2 nuovi grandi Teatri di posa, maggiori per dimensione del mitico Teatro 5, la ‘seconda casa’ di Federico Fellini. I nuovi spazi porteranno Cinecittà a un livello di cubatura dei set tra i più alti al mondo.Si ricostruirà anche il Teatro 7, distrutto durante la Seconda Guerra mondiale. L’interno ospiterà tra l’altro una sofisticata piscina dedicata alle riprese subacquee. Saranno poi notevolmente ammodernati i Teatri 20 e 21, e completamente ripristinata l’area backlot, lo spazio per le riprese esterne di Cinecittà, 10 ettari di spazio che già ospitano set magnifici come quelli di Rome e della Firenze rinascimentale, e una piscina già teatro delle riprese del Casanova di Fellini.NUOVI SPAZI CULTURALI, FORMATIVI, DIDATTICI
In una visione finalmente organica che riunisce tutta la filiera dell’audiovisivo, la Cinecittà del futuro punta con ambizione alla sua vocazione culturale. Gli 80 anni di Cinecittà, gli oltre 90 dell’Istituto Luce, hanno un valore storico, di memoria, di immaginario collettivo, che non è un ‘a parte’ del fare cinema, ma una sua continuazione: il legame tra il fare cinema e il pubblico. Con la conoscenza, l’intrattenimento, l’offerta di bellezza di quel patrimonio unico del nostro secolo che è l’immagine in movimento. È il cinema come bene collettivo, utilità sociale e accrescimento dei cittadini.IL MIAC – Punta di diamante di questa visione, già annunciato nei mesi scorsi, è il MIAC, il Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, fortemente voluto da Luce-Cinecittà e dal MiBACT, uno spazio polifunzionale che sarà installato negli spazi dell’ex laboratorio di Sviluppo e Stampa, in una superficie di 4.000 metri quadrati. Uno spazio che ospiterà un’esposizione permanente, spettacolare e immersiva sull’immaginario degli italiani nel XX e XXI secolo, e l’evoluzione della nostra società vista dalle lenti del cinema, della TV, degli audiovisivi, attraverso filmati e fotografie dei maggiori archivi e cineteche del Paese, videoinstallazioni, materiali audio, testi, oggetti di scena, macchinari. E ancora mostre temporanee, una biblio-videoteca, e laboratori didattici.Complementare al MIAC, una serie di attività di formazione rivolte ai giovani, declinate in formato ERASMUS con scambi e residenze internazionali, svolta in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e altre istituzioni di settore.Nell’ambito del MIAC sarà inoltre promosso un Laboratorio di Conservazione e Restauro, specializzato nel restauro analogico della pellicola. Nell’epoca segnata dal ‘passaggio al digitale’, un luogo di attenzione a un supporto, come la pellicola, unico e insostituibile, di cui è divenuta necessaria la conoscenza per tutelare la sopravvivenza dei capolavori del passato.RESTYLING DI ‘CINECITTÀ SI MOSTRA’ – Con migliaia di visitatori ogni anno e i suoi percorsi storici e didattici, Cinecittà si Mostra è divenuta nel tempo una delle attrazioni cinematografiche della Capitale, aperta a un pubblico trasversale di curiosi, turisti, scuole del territorio e non solo; un momento di intrattenimento per tutti e di alfabetizzazione all’immaginario cinematografico per i ragazzi. L’esposizione permanente, curata da Alida Cappellini e Giovanni Licheri, la ricerca scientifica di Italo Moscati, i costumi curati da Nicoletta Ercole, la sezione didattica curata da Barbara Goretti con ‘Senza titolo’ – Progetti aperti alla cultura, vedrà nel 2018 un grande riallestimento curato da due firme della scenografia mondiale: i premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.NON SOLO CINEMA E TV: CINECITTÀ COME CENTRO DI INNOVAZIONE TECNOLOGICALa storia dell’arte cinematografica lo insegna: l’evoluzione delle storie, delle narrazioni, sullo schermo è spesso passata per l’evoluzione tecnica. Dalle lenti, ai sistemi di ripresa e montaggio, agli aggiornamenti continui della post-produzione… Una di queste grandi trasformazioni del racconto per immagini ad opera della tecnologia è in atto da qualche anno, con evidenza degli operatori del settore, e del pubblico, nella sfera del videogame, un comparto che sempre più va dialogando con il cinema. Non solo sotto forma di adattamenti sullo schermo di giochi popolarissimi, ma come tecniche, linguaggio, modalità espressive. E sempre più spesso alcuni videogiochi realizzano scenari da film, da puro cinema. Il cinema italiano non può restare indietro rispetto ai partner internazionali, in un settore in via di affermazione definitiva dell’industria creativa.CINECITTÀ GAME HUB – La Casa dell’industria del Videogame – In un quadro in cui Luce-Cinecittà vuole giocare un ruolo leader nell’innovazione dei processi di trasformazione del mercato audiovisivo, l’azienda creerà nel 2018 Cinecittà Game Hub, un grande incubatore di ricerca e sviluppo delle relazioni tra videogame e audiovisivo. Un luogo fisico nel complesso di Cinecittà, di 1000 metri quadri, in cui svolgere attività a supporto della filiera videoludica: una scuola di formazione finalizzata a corsi di tecnica superiore e avviamento professionale; uno sportello di consultazione e orientamento per le imprese del settore; uno spazio di co-working per piccole-medie imprese di settore, dove affermate imprese e giovani professionisti faranno insieme ricerca e sviluppo su start-up di videogame; un’offerta formativa dedicata alle scuole.L’Hub verrà concesso a un gestore privato (singolo, o un raggruppamento di soggetti) che lo coordinerà confrontandosi costantemente con Luce-Cinecittà, attraverso un’innovativa procedura di appalto. Un ‘dialogo competitivo’ in due fasi, di cui si trova già on line il bando (www.cinecitta.com – Amministrazione trasparente) e che sarà a breve diffuso sui media.La più antica istituzione di Cinema pubblico, il Luce, apre come già in passato (si pensi al primo grande archivio filmico digitalizzato, alla condivisione del patrimonio archivistico su YouTube) alle frontiere del racconto per immagini. Con una consueta visione doppia, di ricerca e di creatività, di servizio e di mercato.Un futuro di cui possiamo già immaginare gli scambi creativi, a partire dal progetto di un videogame ambientato a Cinecittà.Inoltre, verrà creato il primo Teatro di posa 4.0 di Cinecittà. Un Teatro esclusivamente dedicato al sistema del Motion Capture, alle produzioni in Realtà Virtuale, ai videogame. Un luogo di realizzazione delle forme più avanzate di narrazione cinematografica.Infine Istituto Luce-Cinecittà co-produrrà il Primo Festival dell’Industria Videoludica ‘Romevideogamelab’, dal 4 al 6 maggio 2018. Un appuntamento per operatori, appassionati e nuovi spettatori.E se il Videogame immagina i confini futuribili delle nuove attività di Cinecittà, un grande appuntamento del prossimo futuro ci riporta alla sua più immaginifica storia.Nel 2020 si festeggiano i 100 anni di Federico Fellini. Il cineasta che più di chiunque ci ha indicato Cinecittà come l’indirizzo dove il Cinema e l’immaginario hanno la residenza ideale.
I binari paralleli della ricerca sull’innovazione e di una festa per un Maestro dell’arte cinematografica, vanno nella stessa direzione: il cinema e l’audiovisivo come la possibilità che abbiamo di sognare la nostra realtà, e progettarla più bella.L’importanza planetariamente riconosciuta del Maestro Fellini, non può essere oggetto di celebrazioni di rito. Fellini è il cinema italiano. Ma è anche Cinecittà, il direttore d’orchestra di alcuni dei più grandi attori del nostro paese, il generatore di geni a tutti i livelli dei mestieri e delle tecniche del cinema.Nella storia della cultura mondiale Fellini vale il Colosseo. È l’espressione al meglio del nostro immaginario.Non per celebrare quindi un doveroso anniversario, ma per riappropriarci di una storia e una cultura italiana nel mondo, le più importanti istituzioni cinetecarie del Paese, Istituto Luce Cinecittà, Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e Cineteca di Bologna, si uniscono per collaborare al restauro e alla ristampa, in pellicola e in formato digitale, dell’opera omnia del Maestro.Una vera ‘grande opera’, di impegno e risalto evidenti, destinata al tempo e alla platea più vasta: la retrospettiva dei film restaurati di Fellini nel 2020 viaggerà per tutto il Paese, e sarà proposta al mondo. È già prevista la sua programmazione a Los Angeles nell’anno dell’inaugurazione del Nuovo Museo dell’Academy (il Museo degli Oscar) realizzato da Renzo Piano. Nonché la presenza nei principali festival internazionali.Il lavoro sul restauro del tutto-Fellini inizia da subito, con lo scopo principale del migliore e più fedele risultato possibile, con l’aiuto dei massimi esperti del recupero del patrimonio cinematografico. Un lavoro e un progetto sull’identità nazionale, che non coinvolgerà solo le istituzioni di cinema. Lo sforzo economico per un programma che comprenda oltre ai restauri e alle stampe dei film, pubblicazioni, mostre, convegni, dovrà poter contare oltre che sulle Istituzioni pubbliche Nazionali – in primis MiBACT, il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dello Sviluppo Economico – anche sul contributo di privati e degli sponsor, che grazie all’Art Bonus hanno finalmente la possibilità, per le opere di restauro di film, di beneficiare di misure di defiscalizzazione.L’anniversario vero e proprio del 2020 e dei restauri presentati in retrospettive e proiezioni-evento, sarà preceduto da un percorso di anticipazioni, a partire dal 1 gennaio 2019, intitolato provvisoriamente “Fellini 100”. Un anno ricco cadenzato di incontri, proiezioni, masterclass, che si terranno a Cinecittà, al Centro Sperimentale, alla Cineteca di Bologna e in altri luoghi elettivi e raccontati da Fellini, affidando a testimoni viventi del lavoro del Maestro (contiamo di coinvolgere personalità quali Dante Ferretti, Maurizio Millenotti, Roberto Benigni, Nicola Piovani) e a esperti e studiosi, una serie di incontri per analizzare e diffondere il suo modo di lavorare partendo dai mestieri del cinema (scenografia, costumi, recitazione, musica, doppiaggio, scrittura, casting…).

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