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01/03/2018

Ripartire di slancio

L’inizio del 2018 è promettente. Anche per questo andrebbe rivisto il quando di certe analisi tardiv

Robert Bernocchi


Tutti si domandano come va il cinema italiano. In realtà, dovremmo tutti fare attenzione a un altro avverbio: quando. In effetti, molti aspettano i dati comunicati dall’Anica a metà gennaio e relativi all’anno precedente. Ma questo ovviamente significa commentare risultati vecchi e che avrebbero potuto essere già stati analizzati a suo tempo. locandinaquovado_281Il caso attuale è emblematico: i quotidianisti urlano al disastro (peraltro in maniera eccessiva) riferendosi al 2017, mentre intanto il cinema italiano va a gonfie vele. Non ci credete? A gennaio 2018, la quota del cinema italiano è stata superiore al 39%. Un dato ottimo, il migliore degli ultimi cinque anni (a parte il 2016, per merito dei 65 milioni ottenuti da Quo vado?). Merito di tanti film (per lo più comici, ma non solo) che hanno portato ottimi incassi nel primo mese dell’anno. In primis, gli 8 milioni ottenuti a gennaio da Carlo Verdone e il suo Benedetta follia, che ha chiuso meglio del suo predecessore L’abbiamo fatta grossa. E ovviamente gli oltre 8 milioni di Come un gatto in tangenziale (che nel primo weekend di febbraio ha superato i 9) , uscito il 28 dicembre. Sempre a fine dicembre era arrivato in sala Napoli velata, che a gennaio ha proseguito brillantemente la sua corsa con altri 4,1 milioni. Anche Ella & John di Paolo Virzì, nonostante sia su livelli più bassi di altri film di questo regista, ha portato al cinema italiano 3 milioni a gennaio. Last but not least, due artisti ‘prestati’ al cinema, Rovazzi (coadiuvato dal regista di Zalone, Gennaro Nunziante) e Ligabue, hanno ottenuto rispettivamente 2,7 milioni con Il Vegetale e 1,8 milioni con Made in Italy (entrambi chiuderanno sopra i 3 milioni). È ovvio che questa quota nazionale non potrà essere mantenuta per tutto l’anno, ma è anche scontato che il brutto risultato del 2017 (almeno per i nostri standard, per le abitudini di tedeschi e spagnoli era un dato normale) non verrà ripetuto. Insomma, forse è il caso di ‘affrettare’ le analisi che facciamo. L’alternativa rappresenta l’equivalente di commentare oggi lo scudetto vinto dalla Juventus a maggio 2017.

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