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Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

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Prima parte - La politica istituzionale
Capitolo 1 - La Presidenza Italiana del Consiglio dell'Unione europea
Il Consiglio dell'Unione europea: cos'è e come funziona

Il 1° luglio 2014 l'Italia ha assunto la Presidenza del Consiglio dell'Unione europea per il semestre che si è concluso il 31 dicembre 2014.
Si tratta della dodicesima volta in cui l'Italia ricopre il prestigioso ruolo, a partire dal 1959, quando il governo guidato da Antonio Segni assunse per la prima volta l'incarico, ad un anno dalla creazione dell'istituzione, allora chiamata Consiglio della Comunità economica europea, stabilita dai Trattati di Roma del 1957.
Il Consiglio dell'Unione europea è una delle principali istituzioni dell'Unione insieme a Parlamento europeo, Consiglio europeo, Commissione europea, Corte di giustizia dell'Unione europea, Banca centrale europea e Corte dei conti europea. Tra questi, il Consiglio è uno dei tre organi decisionali insieme a Commissione e Parlamento.
La Commissione detiene il potere di iniziativa legislativa ed è di conseguenza da questo organo che provengono le proposte di atti normativi indirizzate al Consiglio e al Parlamento. Il Consiglio, quindi, attraverso la procedura ordinaria detta della "co-decisione", insieme al Parlamento ha il potere di negoziare e approvare le proposte legislative della Commissione e il bilancio annuale dell'UE.
Nel quadro delle istituzioni europee, il Consiglio rappresenta i governi degli Stati membri, mentre il Parlamento ne rappresenta i cittadini.
Oltre all'azione legislativa e di approvazione del bilancio, il Consiglio coordina le politiche economiche dei Paesi membri, firma gli accordi tra l'UE e gli altri Paesi, elabora la politica estera e di difesa e coordina la cooperazione fra i tribunali e le forze di polizia nazionali degli Stati membri.
Un altro importante organo dell'Unione europea è il Consiglio europeo, che non detiene potere legislativo ma ha la funzione di individuare obiettivi e priorità dell'UE sulla base delle conclusioni adottate nelle riunioni. Il Consiglio europeo è costituito dai Capi di Stato o di governo degli Stati membri e si riunisce due volte l'anno. Il ruolo di Presidenza del Consiglio europeo non è collegato alla Presidenza del Consiglio dell'Unione europea, ma è assegnato dal Consiglio europeo stesso con mandato della durata di due anni e mezzo. Il Consiglio dell'Unione europea, invece, sin dalla sua istituzione, ha adottato il sistema della presidenza a turni semestrali, in modo che ogni Paese possa ricoprire l'incarico con regolarità. Per ovviare alla lunghezza dei tempi di ricorrenza dovuti all'aumento del numero dei Paesi membri dai 6 costitutori agli attuali 28, nel 2007 è stato creato il sistema del "trio" (decisione 2009/881/UE), ossia un programma strategico di presidenza concordato tra tre Paesi che si susseguono nel ruolo, in modo che il piano politico possa avere maggiore continuità ed estendersi su un periodo di un anno e mezzo. La Presidenza Italiana del semestre luglio-dicembre 2014 ha, infatti, inaugurato un nuovo trio di presidenza con i Paesi successori nel ruolo: Lettonia e Lussemburgo. Il trio avviato dall'Italia ha proposto un piano operativo comune da sviluppare sui 18 mesi, in coerenza con gli obiettivi strategici a lungo termine individuati consultando anche il trio successivo, ed elaborato in collaborazione con il Presidente del Consiglio Affari Esteri (alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza), la Commissione europea e il Presidente del Consiglio europeo. La squadra del Consiglio è composta dai Ministri dei governi degli Stati membri, tanto che spesso il Consiglio è denominato Consiglio dei Ministri europei. Sulla base delle materie da trattare nelle varie riunioni, il Consiglio cambia quindi la composizione dei Ministri, convocati di volta in volta per pertinenza rispetto al tema all'ordine del giorno. Gli Stati membri vengono pertanto rappresentati dal Ministro competente delegato in base alla materia trattata in ciascun incontro.

Il Consiglio si riunisce in dieci diverse formazioni:

  • Affariesteri
  • Affarigenerali
  • Agricolturaepesca
  • Ambiente
  • Competitività(mercatointerno,industria,ricercaespazio)
  • Economiaefinanza(compresoilbilancio),"ECOFIN"
  • Giustiziaeaffariinterni(compresalaprotezionecivile),"GAI"
  • Istruzione,gioventù,culturaesport(compresigliaudiovisivi)"EYCS"
  • Occupazione,politicasociale,saluteeconsumatori,"EPSCO"
  • Trasporti, telecomunicazioni e energia, "TTE"

Le linee politiche in materia di audiovisivo vengono pertanto discusse e stabilite all'interno della formazione Istruzione, gioventù, cultura e sport, indicata con l'acronimo "EYCS", dalla denominazione in inglese "Education, Youth, Culture and Sport". Come per le altre formazioni, le riunioni del Consiglio EYCS sono presiedute dal Ministro competente della Presidenza in carica, quindi durante il semestre di Presidenza Italiana è stato il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, a presiedere le riunioni formali e informali che avevano a oggetto la cultura.
Il ruolo del Presidente del Consiglio è quello di stabilire i temi all'ordine del giorno delle riunioni, organizzarne i lavori e coordinare i negoziati tra gli Stati membri all'interno del Consiglio. Il Presidente è responsabile anche delle relazioni tra il Consiglio e gli altri due organi decisionali, Commissione e Parlamento.
A prestare assistenza ai lavori del Consiglio ci sono degli "organi preparatori" composti da funzionari designati da tutti gli Stati membri che compongono dei gruppi di lavoro suddivisi per competenza.
L'audiovisivo è una materia trattata dal gruppo Audiovisual Working Party (AVWP), di cui sono membri rappresentanti qualificati dei ministeri competenti degli Stati membri. Per l'Italia il gruppo è rappresentato dalla Direzione Generale Cinema del MiBACT1 che ne ha presieduto i lavori durante il semestre.
L'AVWP coadiuva il Comitato dei Rappresentanti Permanenti dei governi degli Stati membri dell'Unione europea ("COREPER") con l'assistenza del Segretariato Generale del Consiglio. Il compito dell'AVWP è quello di valutare le proposte, preparando i lavori del Consiglio sulla base dell'agenda culturale europea e del piano di lavoro triennale. In questo quadro, l'AVWP prepara i lavori del Consiglio in materia di audiovisivo con riferimento sia ai media tradizionali sia a quelli digitali. Il quadro regolatorio di riferimento è quello della Direttiva sui "Servizi Media Audiovisivi" (2010/13/UE) e il gruppo sostiene le azioni legate al Sub Programma MEDIA di Europa Creativa. Il lavoro dell'AVWP copre quindi le questioni inerenti all'audiovisivo nell'Agenda Digitale europea, oltre che intervenire sui temi di libertà e pluralismo dei media, della protezione del diritto d'autore, dell'accesso e conservazione dei contenuti digitali, del progetto Europeana, del patrimonio cinematografico e della media literacy.
La presidenza di turno si impegna poi nell'organizzazione di eventi collaterali ai lavori del semestre, tra cui le conferenze internazionali che affrontano i temi di maggior rilevanza. Una delle conferenze indette dalla Presidenza Italiana è stata interamente dedicata all'audiovisivo. La DG Cinema MiBACT ha infatti organizzato la conferenza internazionale dal titolo Audiovisual Market and Regulation: an Industry at a Crossroads, che si è tenuta a Roma il 23 e 24 ottobre 2014, alla presenza dei delegati dei ministeri competenti degli Stati membri, per stimolare un confronto aperto con esperti, operatori del settore e decisori politici sui temi più spinosi dell'evoluzione del mercato audiovisivo alla luce delle trasformazioni tecnologiche.

1I componenti della squadra che ha rappresentato l'Italia sui temi dell'audiovisivo sono: Nicola Borrelli, Direttore Generale Cinema MiBACT (Presidente), Fabrizio Gentili della Rappresentanza Permanente dell'Italia presso l'Unione europea, Mario La Torre e Bruno Zambardino in qualità di esperti, Iole Maria Giannattasio e Paola Mencuccini della DG Cinema – MiBACT.

 

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