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Report 2014
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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

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Sesta parte - Il sistema produttivo
Imprenditori attività e gestione d'impresa
Capitolo 10 - L'attività d'impresa
La diffusione dell'attività sul territorio

Le rilevazioni relative all'archivio statistico Asia consentono di disegnare per la prima volta anche la geografia della cinematografia sul territorio nazionale. Fino al 2011 la distribuzione regionale delle iniziative d'impresa era rintracciabile soltanto attraverso i dati Istat sulla struttura delle aziende, che però comprendevano anche quelle attive nel comparto musicale. Allo stesso modo doveva essere considerato il quadro alternativo fornito dal Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, che insieme al comparto "produzioni cinematografiche, di video e di programmi televisivi" includeva anche quello della musica denominato "registrazioni musicali e sonore". Entrambi i prospetti (riportati nelle precedenti edizioni di questo Rapporto) fornivano in sostanza indicazioni cumulative e per questo significative, ma in misura relativa.

Più aziende al Nord. La nuova mappa dell'Istat mostra viceversa il peso specifico delle attività di cinema nelle venti Regioni, per numero sia di imprese sia di addetti (tavola 13). E segnala come in realtà le aziende di produzione, post-produzione, distribuzione ed esercizio siano più diffuse al Nord che al Centro, in virtù con ogni probabilità della maggiore presenza di società attive nei settori di prossimità, al servizio oltre che del comparto televisivo anche della produzione negli ambiti pubblicitari, promozionali e discografici.

cap10-13

Più addetti al Centro. I dati relativi alla ripartizione delle risorse professionali impiegate sembrano condurre in questa direzione. Il Lazio, fulcro con Roma della macroarea centrale, ne sospinge l'incidenza al 47,51% (a confronto della quota del 37,12% ricoperta sul parco aziende), mentre la Lombardia, epicentro produttivo delle Regioni settentrionali, con il suo contributo le conduce fino al 38,54% (quasi sette punti in meno rispetto alla percentuale di società attive nel panorama nazionale). Ad eccezione del Molise, d'altra parte, nessun altro comprensorio presenta un peso percentuale sul fronte occupazionale maggiore di quello raggiunto sul versante delle realtà imprenditoriali.

Il primato dell'industria laziale. Nella stessa direzione sembrano diretti i riscontri riferiti alle classi dimensionali, che disegnano un quadro dell'imprenditoria del comparto di puntuale rappresentatività e particolarmente significativo (tavola 14). L'industria del cinema laziale è l'unica a vantare una consistenza maggiore nella caratura di medie dimensioni (50-249 addetti) piuttosto che in quelle inferiori: 3.944 addetti in capo a sole 37 società, contro 3.362 delle 167 che contano un personale compreso fra 10 e 49 unità e 2.644 delle 1.735 piccole aziende della fascia 0-9 addetti.

cap10-14

Al Lazio sono anche accreditate le due uniche grandi imprese del comparto. Il dato sembra in contraddizione con quello – di 6 – registrato dall'Istat nell'altro set di rilevazioni nazionali riportate nel terzo paragrafo. Ma le statistiche Asia sono basate come detto sulle singole unità locali, dotate di veste giuridica propria, e non sulla titolarità delle società (un caso esemplare è costituito dal circuito dell'esercizio UCI, la cui holding di gruppo controlla sei sub-holding operative su altrettante aree territoriali).
A completare lo scenario vengono in aiuto le statistiche della Gestione ex Enpals dell'INPS sulla base delle imprese iscritte al sistema previdenziale. In capo al comparto cinematografico questo repertorio contempla – in larghissima misura – le aziende impegnate nella produzione, alle quali è imputato quasi globalmente l'impiego sia delle risorse artistiche, creative e di scena sia degli operatori delle aree tecniche, organizzative e operative che concorrono alla realizzazione del prodotto filmico3. Se ne ricava pertanto la carta geografica delle attività imprenditoriali che si avvalgono di tutte le risorse professionali che lavorano a progetto (tavola 15).

cap10-15

Aggiornate al 2013, le rilevazioni segnalano soprattutto l'incremento delle imprese attive dalle 4.205 del 2012 a 4.247 (+0,99%), in virtù soprattutto del polo industriale di Roma e Lazio che presenta un aumento di ben 82 unità (+4,38%), funzionale insieme a quello della Lombardia (+1,41% per la crescita di 13 società) a superare il complesso di arretramenti registrati in 11 delle 20 Regioni. L'area laziale e di conseguenza quella del Centro hanno così capovolto l'inversione di tendenza accusata nell'anno precedente con un brusco ripiegamento del ricorso alle prestazioni degli operatori a progetto.
A parte lo scambio di posizioni fra Piemonte ed Emilia-Romagna e tra Veneto e Sicilia, nel compendio delle prime nove Regioni non sono maturati mutamenti sostanziali. Si denotano invece alcune discordanze fra le quote d'incidenza espresse nel 2012 dal repertorio attinente al regime previdenziale (tavola 16) e quelle inerenti le statistiche dell'Istat sulle unità locali. Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, Campania, Toscana e Puglia conseguono nella suddivisione regionale della Gestione ex Enpals una rappresentanza superiore a quella denunciata nelle rilevazioni Istat e sono pertanto loro a rendere la consistenza complessiva delle prime nove Regioni, in merito alle attività con il concorso di artisti e tecnici, maggiore di quanto esprima il bilancio cumulativo in termini di dipendenti diretti. Sul versante delle unità locali, le nove Regioni sommano per numero di imprese una presenza pari all'86,36% e per capacità occupazionale l'89,90%, mentre sul fronte del prevalente ricorso a competenze professionali a progetto salgono fino al 91,84%.

cap10-16

3Il repertorio Enpals qualifica le imprese in 40 diverse tipologie. In 10 di queste categorie rientrano le aziende considerate e registrate come attive nel settore cinema: imprese di produzione cinematografica (codice 112); imprese di produzioni varie (shorts pubblicitari, fotoromanzi, eccetera – codice 113); imprese di sviluppo e stampa (114); imprese di doppiaggio (115); imprese di distribuzione e noleggio (121); stabilimenti di produzione cinematografica (111); esercizi esclusivamente cinematografici (122); esercizi cinematografici polivalenti (123); imprese organizzatrici di festival (532); imprese per la fornitura di servizi nei vari settori dello spettacolo (codice 713).

 

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