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Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

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Settima parte - Il mercato del lavoro
Artisti tecnici e aree professionali
Capitolo 12 - La comunità professionale
La diaspora di artisti e creativi

Dal momento che i sommovimenti nella pianta occupazionale sono cominciati nel 2010, quando il bacino professionale dello spettacolo aveva raggiunto la sua massima capacità, questo anno vale quale base di riferimento per osservare l'evoluzione del mercato del lavoro in relazione al progressivo contrarsi delle risorse impiegate nelle diverse attività. In tale arco di tempo in effetti il settore dello spettacolo ha maturato una perdita di contribuenti iscritti alle aree artistiche di quasi dieci volte rispetto a quella verificatasi fra le risorse delle aree tecnico-organizzativa e operativo-amministrativa: 30.602 contro 3.632. Attraverso queste diverse dinamiche, i gruppi professionali delle categorie artistiche, creative, ideative e di scena sono passati dal ricoprire il 57,59% del parco totale di addetti al 53,49%, al punto che quelli dei comprensori tecnici e operativi hanno aumentato la loro incidenza dal 42,41% al 46,51% (tavola 17). Pressoché in analogia si è comportata la bilancia all'interno del comparto cinematografico, con il peso degli artisti sceso dal 63,94% al 60,18% e quello dei tecnici e amministrativi salito dal 36,06% al 39,82%.

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Nelle scorse edizioni del Rapporto si era già rilevato come in genere le variazioni dei flussi occupazionali fra entrate e uscite nelle varie categorie professionali del cinema valgano a segnalare in anticipo fluttuazioni e fenomeni di cambiamento destinati poi ad attraversare tutto il mondo dello spettacolo, soprattutto in merito agli impieghi maggiormente interessati o coinvolti dall'evoluzione tecnologica della produzione. Dalle statistiche dell'Istituto previdenziale emerge così la conferma di alcune tendenze del mercato del lavoro cinematografico individuate e sottolineate a questo proposito anche in occasione dell'ultima pubblicazione. Come si evince per esempio dall'incidenza, nel corso del tempo, delle categorie professionali del cinema su quelle totali del settore (tavola 18), nelle occupazioni dell'area operativa e amministrativa a tempo pieno si registrano nuove contrazioni d'organico fra gli impiegati e nel gruppo "Operatori e maestranze B". In contrapposizione sono viceversa aumentati ancora i componenti del gruppo "Produzione cinematografica di audiovisivi e dello spettacolo", ossia organizzatori, direttori e ispettori di produzione, e quelli del "Gruppo tecnici", entrambi dell'area tecnica e organizzativa.

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Sotto un altro profilo, la suddivisione in quote percentuali di operatori delle diverse aree professionali nei vari comparti e le relative variazioni percentuali nel corso degli ultimi anni valgono a misurare la pressione delle evoluzioni in atto e ne tratteggiano la conformazione. Da un canto viene ribadito che le modificazioni in corso investono tutte le tipologie di risorse e che a perdere impieghi e apporti nell'industria cinematografica sono in gran misura le aree artistiche, mentre i flussi delle aree tecniche e amministrative appaiono inversamente proporzionali (sono solo gli ambiti radiotelevisivo e musicale a registrare per queste categorie qualche leggera sofferenza in termini di addetti). Dall'altro lato, viene posta in luce una singolare sintonia fra questi accentuati scostamenti e l'incidenza che il bacino professionale cinematografico riveste di anno in anno sul parco totale di addetti dello spettacolo: la quota della sfera artistica del cinema su quella globale del settore è rimasta immutata nei quattro anni, rivelandosi attestata a fine 2013 al 31,44%, mentre quella dell'ambito operativo e organizzativo ha subito soltanto una sottile limatura dal 24,09% al 23,93% (tavola 19). Pur nel generale abbassamento di livello del bacino di risorse professionali, il cinema detiene sempre la quota più alta sia di artisti sia di addetti delle aree tecniche organizzative, operative e amministrative, continuando di conseguenza a rappresentare la componente di maggiore rilevanza in tutto il macrosettore dello spettacolo (tavola 20).

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