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Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

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Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

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Settima parte - Il mercato del lavoro
Artisti tecnici e aree professionali
Capitolo 13 - La mappa delle risorse
Quali addetti nella pianta organica delle aziende

In riferimento all'attività d'impresa, l'Istat censisce con le aziende anche gli addetti, ossia tutte le risorse umane occupate, distinguendo fra indipendenti – i titolari, assieme a familiari e coadiuvanti, che prestano la loro opera nella propria società, principalmente in quelle di piccole dimensioni – e dipendenti diretti, assunti a libro paga sotto le diverse forme di rapporti contrattuali (a tempo indeterminato o determinato; a tempo pieno o parziale; a lavoro temporaneo o a termine)1.
Nel trend tracciato dalle statistiche rilevate negli ultimi undici anni (2002-2012) viene ricostruito il percorso evolutivo dell'apparato industriale del cinema (tavola 1), che ha raggiunto il suo apice nel 2008 con il massimo numero di iniziative imprenditoriali (6.386) e di persone occupate (35.560), dopo un periodo di costante crescita: +27,51% per le aziende e +39,63% per i dipendenti.

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Nel quinquennio successivo le cifre contrassegnano un percorso opposto, sempre in graduale discesa, con il parco società diluito però assai meno (-2,85%) della platea di dipendenti (-26,73%) fino a tutto il 2012, in un fenomeno destinato secondo le stime di previsione a prolungarsi anche nel 2013. Risultano soltanto parzialmente dissonanti, senza tuttavia spostare gli equilibri generali, le prestazioni di quelli che possono considerarsi operatori in proprio: il vertice di 7.148 di indipendenti è del 2009, in seguito a un incremento del 18,38% sul 2002, eroso poi da un calo nel quadriennio successivo con una variazione iterativa (se paragonata a quella dei dipendenti nel lustro 2008-2012) del 26,73%2.
Le serie dei due principali indici dell'attività d'impresa – in termini di volumi produttivi per le opere realizzate e occupazionali per gli addetti impiegati – sembrano confermare in sostanza che nel corso degli anni le curve di tendenza non si muovono in parallelo. E si è indotti a ritenere che a esercitare maggiore influenza sulla pianta organica delle aziende, soprattutto nel periodo più recente, sia stata l'azione impressa dall'evoluzione tecnologica, cui a un certo punto è andata a sovrapporsi in combinazione la riforma del mercato del lavoro.
Probabilmente il passaggio dalla celluloide ai DVD non avrebbe però di per sé provocato una revisione così profonda del sistema cinema (come si può rilevare da alcune indicazioni che fluiscono dai successivi prospetti sul turnover nei quattro segmenti del core business). La mappa delle risorse rappresentate dai titolari operanti in prima persona e dai collaboratori assunti contrattualmente a libro paga nelle loro imprese o dalle società di maggiori dimensioni mostra un'articolazione del comparto cinematografico conforme in pratica ai nuovi assetti che la struttura d'impresa ha assimilato in quasi tutte le attività industriali, complice la crisi economica degli ultimi anni, che ha imposto esigenze di ristrutturazione e politiche di spending review orientate in misura preponderante al contenimento di costi fissi e spese correnti.

1Nel glossario statistico dell'Istat allegato all'Annuario Statistico Italiano le definizioni di "addetto" e "occupato" si applicano a tutte le persone che prestano la loro opera, senza vincoli di subordinazione (titolari, soci, amministratori, cooperanti e familiari purché non iscritti a libro paga) o con vincoli di dipendenza, sotto le varie forme contrattuali, regimi orari (tempo pieno o parziale), caratteri dell'occupazione (tempo determinato o indeterminato) e tipologie di rapporti di lavoro (a termine, a domicilio, stagionale, di formazione e così via, compresi apprendisti e tirocinanti sebbene in senso tecnico non possano essere considerati né impiegati né operai).
2Nelle statistiche Istat si può notare una differenza fra il numero delle imprese e quello degli operatori indipendenti. Si tratta di aziende – in media 700-800 da un anno all'altro – che nella suddivisione degli occupati per classi di addetti (ossia in quella da 0 a 1 persone occupate) risultano nelle rilevazioni dell'Istituto di statistica – come si osserva nel capitolo L'attività d'impresa – prive di forze lavoro. Per completezza d'informazione va ricordato anche che i dati Istat registrano un numero di imprese nettamente superiore (di quasi 2mila unità nel 2012: esattamente 1.999) a quello riportato nei repertori della Gestione ex Enpals. Si tratta di una diretta conseguenza del fatto che fra le oltre 5mila aziende con al massimo 2 addetti figurano in netta preminenza imprese che, non facendo ricorso a prestazioni professionali di contenuto artistico, sono esenti dall'imposizione di dare comunicazione della propria attività all'ente previdenziale e di effettuare l'eventuale versamento dei relativi oneri contributivi.

 

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