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Report 2014
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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

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Settima parte - Il mercato del lavoro
Artisti tecnici e aree professionali
Capitolo 13 - La mappa delle risorse
Dove è all'opera la gente di cinema

Nella mappa territoriale dei contribuenti attivi della Gestione ex Enpals (tavola 5 del capitolo precedente, La comunità professionale) e in quella dei soli addetti d'impresa (tavole 6 e 9 di questo capitolo) non si possono rilevare, ponendole a confronto, sostanziali differenze in merito alla concentrazione di risorse nel duopolio produttivo Roma-Milano né particolari discordanze rispetto alla loro ripartizione nelle altre Regioni. Quando si sottrae il bacino degli organici aziendali dal primo ambito generale, il profilo dei due alvei professionali – sotto l'aspetto dei pesi distributivi – tende invece a diventare contrastante (tavola 14). Nel Lazio gli operatori a progetto sono quasi il triplo (2,95 volte) degli addetti d'impresa e in Lombardia poco più del doppio (2,27 volte), ma nel resto d'Italia l'ago della bilancia pende vistosamente dal lato della struttura d'impresa, più consistente in 16 Regioni su 18 (fanno eccezione Trentino-Alto Adige e Sardegna).

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A coferma della forza attrattiva che il magnetismo di Cinecittà esercita su artisti e tecnici legati essenzialmente alla produzione delle opere, si pone anche la ridotta consistenza delle quote di operatori a progetto di fronte alla massiccia dose delle percentuali di addetti d'impresa espressa – sull'esempio della Lombardia – da tutte le Regioni di seconda fascia (tavola 15). Dal novero delle prime nove resta fra l'altro escluso di poco il Trentino-Alto Adige, con una forza professionale pari allo 0,84% del totale nazionale e quindi a ridosso della Sicilia (0,89%). La Regione formata dalle province autonome di Trento e Bolzano raggruppa inoltre lo 0,75% degli operatori a progetto, quota che insieme a quelle di Sardegna (0,32%) e Marche (0,22%) si rivela anche in questo caso superiore a quella dell'altra Regione autonoma, la Sicilia.

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Essendo tuttavia, mediamente, la struttura d'impresa molto concentrata in tutte le latitudini del Paese al di fuori delle aree di Roma e Milano (come sottolineato nei paragrafi precedenti), affiora in primo piano l'altra coordinata che caratterizza gli assetti aziendali non romani e non milanesi: la netta prevalenza degli operatori indipendenti, ossia degli imprenditori in proprio, sui dipendenti diretti7. In quattro Regioni la loro quota d'incidenza è superiore anche a quelle di Puglia e Sicilia, che fra le prime nove denunciano le percentuali più modeste sul totale nazionale, pari rispettivamente a 1,37% e a 0,95%. Si tratta di Liguria (2,69%), Friuli (2,32%), Marche (1,92%) e Trentino-Alto Adige (1,57%).
Alla luce di questi rapporti proporzionali si ha così a livello di macroaree (tavola 16) una situazione biunivoca. Solo il Centro, in virtù dell'egemonia dimensionale del suo apparato industriale, presenta una supremazia degli operatori a progetto sugli addetti d'impresa e, fra questi ultimi, degli indipendenti sui dipendenti, mentre per Nord e Sud e Isole le posizioni si invertono.

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7Nella precedente edizione di questo Rapporto si era già avuto modo di rilevare che pure «le Regioni di seconda fila [...] contribuiscono con i loro operatori e in particolare attraverso le microimprese ad animare [...] il mercato del lavoro anche nel corso di cicli economici più contrastati e a far crescere la comunità professionale del cinema» (Cfr. Rapporto 2013. Il Mercato e l'Industria del Cinema in Italia, Edizioni Fondazione Ente dello Spettacolo, Roma 2014, p. 248).

 

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