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Prima parte - La politica istituzionale

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Settima parte - Il mercato del lavoro

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Settima parte - Il mercato del lavoro
Artisti tecnici e aree professionali
Capitolo 14 - Le coordinate economiche
La remunerazione professionale

Quote e variazioni percentuali relative al monte retributivo e ai valori in merito ai livelli medi dei compensi rappresentano la sintesi di una miriade di situazioni e sono al servizio di analisi di carattere generale. Per trarre indicazioni maggiormente dettagliate, legate a specifiche condizioni di lavoro e trattamenti economici del tutto particolari sul piano pratico, occorre fare riferimento ai rilievi statistici della Gestione ex Enpals incentrati sulle diverse qualifiche professionali. Come già sottolineato, sono due i parametri che esercitano un'influenza sostanziale: intensità d'impiego degli operatori di determinate categorie rispetto ad altre e consistenza numerica dei rispettivi gruppi. Per questo i trend della remunerazione media giornaliera delle categorie si discostano spesso da quelli generali del comparto e possono di conseguenza dare corpo a livelli di retribuzione annuale contrastanti – in misura talvolta considerevole – fra le diverse figure professionali, oltre che con quello espresso dalla media complessiva.
Nel 2013 ad esempio, nonostante il risoluto arretramento dell'indice medio (133,08 contro 141,78 del 2012), in quattro gruppi professionali si è sviluppato un trattamento economico su base giornaliera di maggior favore (tavola 9).

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Si tratta fra l'altro di posizioni di forte consistenza, con un parco addetti che raccoglie il 18,28% delle risorse totali: 10.307 operatori e maestranze di entrambi i raggruppamenti (A e B), 3.202 tecnici e 42 dipendenti delle strutture di spettacolo. Appartenendo allo stesso bacino delle aree tecniche e operative ciò che le accomuna è il profilo contrattuale, basato su rapporti di lavoro e periodi d'impiego a maggiore stabilità.
Emerge inoltre dai consuntivi del sistema previdenziale che per tredici categorie su venti l'ammontare del compenso giornaliero supera l'importo medio del comparto (133,08 euro). Insieme a tutte le nove qualifiche dell'area artistica (44.618 unità) se ne contano quattro di quelle tecniche e operative (5.276 addetti), ma nessuna di queste (forti di 49.894 persone, corrispondenti al 67,30% delle risorse totali) coincide con i quattro profili professionali che hanno visto migliorata la propria remunerazione per ogni giorno di prestazioni.
È la dimostrazione che in materia di livelli retributivi non si può mai prescindere dai flussi che segnano il turnover occupazionale e dall'alta percentuale d'incidenza riflessa dalle differenti tipologie e condizioni lavorative.
Anche sul versante dei compensi annuali (tavola 10) sono tredici le qualifiche a collocarsi sopra la media di comparto (9.728,14 euro), delle quali però soltanto cinque appartenenti all'area ideativa, creativa e di recitazione, con 5.303 contribuenti e una quota relativa pari solo all'11,88%, mentre le altre otto annoverano 21.129 lavoratori, con un'incidenza nell'area corrispondente al 71,57%. Il fatto è che in ambito tecnico e operativo gli eventuali differenziali migliorativi della retribuzione sono ancorati ai parametri contrattuali previsti, con scatti d'entità contenuta mentre, per contro, nell'emisfero degli artisti il peso del calo dei compensi subito dal rimanente 88,22% (ben 39.315) finisce per risultare schiacciante.

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Il caso emblematico degli attori. Ne sono esplicita riprova le coordinate economiche dei 37.926 attori: sebbene il loro cachet giornaliero sia il terzo per consistenza e più che doppio (2,15 volte) della media del comparto, il loro guadagno annuo unitario è di quasi quattro volte inferiore (3,91) al compenso medio del comparto e termina al penultimo posto nella scala dei valori fra le venti posizioni professionali.
La griglia dei trend dei compensi sia giornalieri sia annui (tavola 11) mostra in effetti una tendenziale compatibilità degli emolumenti riconosciuti alle categorie lavorative delle aree tecniche e amministrative, mentre evidenzia un'accentuata discontinuità fra i gruppi di quelle creative, artistiche e di scena, dove sia la quantità sia la frequenza e la durata delle prestazioni lavorative condizionano fortemente gli standard dei redditi da lavoro capitari.

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C'è un risvolto emblematico della metamorfosi che questo lento ma costante indebolimento delle qualifiche artistiche sta apportando alla struttura professionale e occupazionale del cinema. Fonte del processo è naturalmente l'evoluzione che alimenta l'attività stessa del comparto, e quindi lo scambio reciproco di posti di lavoro, impieghi e redditi da prestazioni fra le aree artistiche e quelle tecniche ne è una diretta derivazione (tavola 12).

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L'area artistica nell'occhio del ciclone. Tuttavia il mutamento morfologico in atto sembra avere quale protagonista proprio la componente artistica, il suo ruolo di elemento cardine nella costruzione e realizzazione del prodotto cinematografico e quello di "vetrina", oltre che della produzione anche della struttura stessa dell'industria cinematografica. È come se nel moto a cerchi concentrici che si sviluppa nello slittamento di valori, quote e misure d'incidenza tra posizioni di line e di staff, figure professionali above o below the line (spingendosi fino alle funzioni di progettazione e lavorazione, commercializzazione e distribuzione, promozione, diffusione e vendita), le risorse destinate alle opere siano attratte in una terribile deriva che multimedialità, digitalizzazione e comunicazioni online hanno già fatto affrontare a editoria, musica e televisione, con processi definiti appunto di ristrutturazione e riallocazione delle risorse.
Secondo quanto indicano i dati del bacino professionale non è solo questione di "pesi" retributivi. Nei raffronti dimensionali fra le aree di attività le risorse economiche sono elemento essenziale, perché, come in tutti i settori, a interagire sono sempre lavoro e capitali. Nell'arco degli ultimi quattro anni le qualifiche artistiche hanno visto il loro monte retributivo scendere più del numero di occupati e nel saldo finale il calo del 7,04% dei compensi viene fronteggiato dall'aumento del 3,76% di unità (tavola 12). Questi scostamenti possono essere frutto di una diversa politica di gestione delle risorse, tesa a contenere per esempio i costi di produzione; ma a indurre a una determinata chiave di lettura è la loro concentrazione su due categorie specifiche: attori e registi, aiuto registi e sceneggiatori. È loro il coinvolgimento maggiore sia nei flussi in & out, con una consistenza alla fine del periodo 2010-2013 inferiore del 4,40% – ma superiore alla diminuzione del 3,76% di pertinenza dell'area nel suo complesso –, sia nel taglio dei compensi, avendone lasciata sul tavolo una fetta pari al 6,0%, tale da coprire in larga misura l'intera porzione persa dall'area stessa e pari al 7,0%.
Per osmosi la corrente di riflusso è andata naturalmente ad alimentare le aree tecniche e operative e in particolare due gruppi di operatori – tecnici e impiegati – ai quali va ascritto nello stesso arco di tempo l'appannaggio di metà dell'incremento nel numero di operatori del bacino e il 63% degli aumenti retributivi totali.

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