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Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

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Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

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Settima parte - Il mercato del lavoro
Artisti tecnici e aree professionali
Capitolo 14 - Le coordinate economiche
I trattamenti economici degli addetti d'impresa

Alla forma variegata e composita del quadro professionale suddiviso per qualifiche che si evince dalle elaborazioni del sistema previdenziale fa da contraltare il profilo omogeneo della struttura d'impresa, caratterizzata da rapporti di lavoro continuativi e trattamenti economici in genere contrattualmente parametrati. Nelle aziende del comparto i livelli remunerativi si articolano in poche declinazioni e il monte retributivo va soggetto alle sole oscillazioni provocate dal turnover occupazionale. Ne fanno fede le rilevazioni – limitate fino al 2012 – dell'Istat (tavola 18) e soprattutto la conversione in valori costanti dei redditi medi da lavoro (ultima colonna della tavola).

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L'elaborazione dei dati dell'Istituto di statistica è stata effettuata solo sui valori relativi ai dipendenti diretti (retribuzioni lorde, comprensive, insieme a salari e stipendi, di oneri sociali e accessori), non essendo determinabile negli importi quantificati come costi del lavoro (a cui corrispondono in pratica i compensi accertati dalla Gestione ex Enpals) l'eventuale parte di somme riconosciute agli operatori indipendenti o ad altre persone – familiari e collaboratori di varia tipologia – censite come occupate. Non sembra comunque che da un'eventuale compatibilità in materia di trattamenti economici si ricaverebbero ulteriori indicazioni di raffronto rispetto a quanto già emerso. Anche perché le coordinate sui redditi da lavoro nelle imprese registrano in linea generale un andamento analogo a quello dei compensi di artisti e tecnici: dal 2008 al 2012 il rispettivo monte retributivo è aumentato o diminuito negli stessi anni (con l'eccezione del 2011, negativo per i dipendenti d'azienda) e le retribuzioni medie annue dei due ambiti sono variate quasi all'unisono.

L'impermeabilità delle posizioni contrattuali. A testimonianza della regolazione contrattuale che conforma prestazioni e remunerazioni d'impresa emerge semmai l'impermeabilità di salari e stipendi, se posti in rapporti di relazione con i trend più significativi nell'evoluzione di un sistema produttivo. Nel segnalare che l'organico dei dipendenti diretti si restringe ininterrottamente dal 2008, le variazioni sia a breve termine sia sul medio e lungo periodo mostrano ad esempio che queste riduzioni maturano in proporzioni in percentuale nettamente superiori a quelle che investono tutto il parco addetti d'azienda. Ma rivelano anche che per quanto scendano di conseguenza le dimensioni del monte retributivo, la curva della retribuzione media degli stessi dipendenti continua ad alzare il proprio tetto. E questo pure nel contesto di una perdurante caduta in termini di ore lavorate (tavola 39 del capitolo precedente).
A uscire più nitidi dalle rilevazioni sulla struttura delle imprese sono piuttosto contorni e consistenza degli standard di remunerazione nelle quattro aree di business del comparto. Quasi a ribadire l'assetto multiforme delle attività produttive e professionali tracciato anche dal complesso database della Gestione ex Enpals, lo spaccato offerto dal quadrante della filiera è quello di un puzzle di situazioni e livelli diversificati per natura, dimensioni ed evoluzioni nel tempo (tavola 19).

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La supremazia virtuale della produzione. Il segmento dominante è quello della produzione, che convogliando oltre il 60% delle risorse, funziona da catalizzatore e profila quindi le coordinate di tutto il comparto: è dal suo andamento che scaturisce il trend generale d'impresa. Sotto la superficie scorrono però in realtà correnti disarmoniche. Il monte retributivo per l'area della produzione è in calo dal 2008; in quello della post-produzione come della distribuzione dal 2010; nell'esercizio dal 2011. La retribuzione media è rispettivamente in ascesa dal 2009; in precipitazione dal 2010; sull'ascensore dal 2009 per entrambi gli ultimi settori. Il compenso medio continua a crescere – ma non in post-produzione – anche quando il monte degli emolumenti scende e nei casi in cui questo si presenta in espansione lo fa, comunque, in misura percentualmente maggiore.
La remunerazione annua per addetto, pur rappresentando valori medi, è andata inoltre soggetta fra il 2008 e il 2012 a oscillazioni dell'ordine di 3,7mila euro in produzione; 10,0mila in post-produzione; 2,8mila in distribuzione; ma soli 2,1mila in proiezione. Altrettanti squilibri sono riscontrabili sul campo della consistenza dei compensi. Relativamente ai dati più recenti del 2012 e prendendo a riferimento il valore più alto dell'area distributiva, si rileva ad esempio che il suo importo di 45.327 euro è 1,67 volte superiore a quello del segmento di produzione e più che doppio di quelli riconosciuti ai dipendenti delle aree di post-produzione (2,20 volte) e dell'esercizio (2,35).

Intanto cambia l'allocazione delle risorse. Nel corso dello stesso quinquennio la formazione di tante fluttuazioni, spalmatesi sull'onda dei turnover occupazionali nei diversi segmenti, ha riplasmato l'allocazione delle risorse (tavola 20). Sotto la pressione dei processi di sviluppo tecnologico e di diversificazione sia dei canali di diffusione sia delle modalità di consumo, l'evoluzione appare tuttora in fase di maturazione. Ma sembra essere già arrivata a un certo stadio di stratificazione.
Perché nell'arco del periodo 2008-2012 l'area di produzione ha perso 10 punti d'incidenza sul totale dei dipendenti e oltre 6 sul monte retributivo del comparto, che si sono dislocati all'incirca per metà fra il segmento di post-produzione e per l'altra metà in quello di proiezione. E questo spostamento di pesi, di risorse professionali ed economiche, è maturato indipendentemente dall'andamento complessivo delle attività dell'industria cinematografica, consolidandosi cioè sia durante le fasi positive del ciclo produttivo sia quando si sono presentate quelle recessive.

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