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Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

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Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

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Settima parte - Il mercato del lavoro
Artisti tecnici e aree professionali
Capitolo 15 - Le questioni di genere
Pari opportunità e parametri diversi

È su questa rete di associazioni di rappresentanza che si è riverberato ed esteso l'impatto suscitato dall'iniziativa del Sundance Film Festival 2013. Della diffusione delle ricerche del centro studi di San Diego è stato ad esempio parte molto attiva il NEW-New York Women in Film & Television, arricchendo la documentazione disponibile con alcuni propri contributi. Fra questi, uno dedicato agli Oscar, il più famoso dei riconoscimenti cinematografici, mostra come il 77% dei giurati responsabili della loro assegnazione sia di sesso maschile e come nelle 19 categorie principali le nomination (mediamente 175 a edizione) siano appannaggio di anno in anno per l'80% di uomini e solo per il 20% di donne. E sempre negli Stati Uniti l'attrice Geena Davis ha fondato il Geena Davis Institute on Gender in Media, che ha esordito le attività con un dossier in cui venivano esaminati 5.554 speaking characters (ruoli parlanti, ossia non da comparsa) in 122 tra commedie e film drammatici distribuiti fra il 2006 e il 2012, calcolando che solo il 29,2% dei ruoli è appannaggio di interpreti femminili.
Parallelamente sono fiorite in Europa nuove ricerche sulle questioni di genere promosse da Eurimages (la struttura del Consiglio d'Europa che dal 1998 gestisce i fondi di sostegno dedicati alle co-produzioni, alla distribuzione e alla digitalizzazione delle sale) nell'ambito del programma chiamato "Gender Equality" il cui obiettivo, fissato per la fine del 2015, è di valutare l'eventuale necessità di adeguare i criteri d'assegnazione dei propri contributi a supporto delle pari opportunità.

A che punto è il cinema europeo. Dopo un convegno di presentazione tenutosi nel dicembre 2013 a Vienna che coinvolgeva EWA, le organizzazioni professionali nazionali e l'EAO-Observatoire européen de l'audiovisuel/European Audiovisual Observatory, un primo squarcio sull'attività è stato aperto al Festival di Cannes 2014 con un workshop indetto dall'EAO di Bruxelles, promotore a sua volta di un rapporto sulla produzione europea dal 2003 al 2012 (8.958 titoli) incentrato sul ruolo di regia (soltanto il 16,51% a firma femminile) e sui risultati raccolti dai film diretti da uomini (7.479) o donne (1.479) sul mercato europeo in termini di incassi e spettatori (la quota femminile si ferma all'8,9%). Eurimages ha poi avviato una lunga serie di convention nei vari Paesi (a Torino, il 9 dicembre 2014, quella italiana), che si sono concluse ad aprile 2015 a Strasburgo6.
Nella loro grande, scontata eterogeneità – anche per quanto riguarda i periodi di riferimento – i lavori di screening effettuati in Europa, seguendo le orme tracciate dall'EAO, valutano le opere secondo il sesso di chi le ha dirette per confrontare poi gli esiti in sala. Soltanto Eurimages ha successivamente ampliato lo spettro d'analisi in tre diverse rilevazioni, compiute sulla base dei progetti esaminati per la concessione dei fondi comunitari. Nella prima ha considerato la consistenza dei budget di 120 tra film (99), documentari (14) e titoli d'animazione (7, tutti però di realizzazione maschile) di 36 diversi Paesi con esclusione della Gran Bretagna, 72 dei quali sono stati finanziati (rispettivamente 57, 9 e 6) nel 2013. Al di là della predominanza di registi uomini – 81,81% e 64,29% per i film e i documentari dichiarati eleggibili –, è stata misurata la differenza di risorse economiche messe a disposizione delle filmaker rispetto a quelle su cui possono contare i colleghi maschi (tavola 1).

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Nella seconda elaborazione sono stati messi a confronto invece i contenuti dei progetti e la diversità dei temi affrontati può contribuire a spiegare – seppure solo parzialmente – anche i divari che separano la consistenza finanziaria dei budget a supporto delle opere realizzate da registi uomini da quelli destinati a lungometraggi diretti da registe donne (tavola 2). Generalmente i film thriller, d'azione e d'avventura sono in effetti contraddistinti da una trama che prevede una maggiore incidenza di scene con riprese e ambientazioni più complesse rispetto ai titoli delle categorie drama e comedy, dove soggetti e sceneggiature tendono a delineare più in profondità i profili dei personaggi e lo sviluppo delle dinamiche che legano i protagonisti delle vicende narrate.

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6La ricerca Female directors in European Films: State of play and evolution between 2003 and 2012, realizzata da Julio Talavera Milla, analista dell'EAO-European Audiovisual Observatory, è stata presentata a Cannes 2014 insieme allo studio Succès de plume? Female Screenwriters and Directors of UK films 2010-2012 curato da Vivienne Avery, responsabile ricerca e statistiche del BFIBritish Film Institute. Oltre a questi, nel corso delle convention indette da Eurimages sono stati presentati altri due rapporti di carattere nazionale: Towards Gender Equality in Film Production dello Swedish Film Institute e The Culture Industry in Finland: Evolving Gender Balance in Film Making del Finland Film Institute.

 

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