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Report 2014
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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

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Settima parte - Il mercato del lavoro
Artisti tecnici e aree professionali
Capitolo 15 - Le questioni di genere
Più che di numeri è un problema di ruoli

Solo il terzo e conclusivo studio, Reflection on "Gender", è stato dedicato al mercato del lavoro, al fine di tratteggiare l'evoluzione della presenza femminile in alcuni posti chiave nei 234 progetti (sui 438 che avevano presentato richiesta di finanziamento) realizzati con il contributo dei fondi di sostegno europei fra il 2012 e il 2014. La rilevazione è frutto della collaborazione con una banca dati denominata "Grid for the gender of the project" che ha quale campo d'applicazione tutti i progetti considerati eleggibili nel triennio – 148 nel 2012, 120 nel 2013 e 170 nel 2014 – da cui è stato estratto un ulteriore ambito d'osservazione circoscritto ai soli lungometraggi ammessi effettivamente alla concessione degli aiuti Eurimages: nei tre anni rispettivamente 68 (45,95%), 72 (60,00%) e 74 (43,50%). Sulla base del campione più ampio sono state così analizzate, con il discrimine del genere, le cinque principali posizioni lavorative nella preparazione e realizzazione delle opere (tavola 3) e, limitatamente a 151 titoli prodotti nell'annata più recente, il 2014, è stata invece effettuata una comparazione relativa alla formazione dei cast artistici dei film, misurando le quote di assegnazione dei tre ruoli di primo piano previsti in copione fra interpreti maschili e femminili (tavola 4).

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In merito alle funzioni artistiche di scena, i dati indicano una crescita abbastanza confortante della partecipazione femminile nel lavoro di squadra, con un aumento di quasi tre punti percentuali fra il 2012 e il 2014, che ne porta il tasso d'attività dal 23,00% al 25,89%, andando quindi a rispecchiare anche nella realtà pratica la ripartizione formale rappresentata dalla base associativa dei 20mila membri di FERA-Federation of European Film Directors di Bruxelles (nata nel 1980, riunisce 30 organismi di filmaker e cineasti di concept di 25 nazioni) e composta per il 75% da uomini e per il 25% da donne. Sul piano della recitazione, invece, i ruoli da protagonisti assegnati alle donne sembrano rimanere allineati a quel rapporto di uno su cinque che appare essersi da tempo consolidato. Come sostiene la regista svedese María Luisa Bemberg, «Se le donne non facessero cinema sarebbe come se l'intera umanità guardasse con un occhio solo, non con due» e la fioritura di ricerche ha apportato senza dubbio nuovi elementi di conoscenza sulla questione di genere. Tuttavia le indicazioni ricavate concernono in larga misura la situazione del cinema continentale nella sua globalità, sono relative ai progetti che si candidano all'assegnazione dei fondi comunitari e hanno quali punti principali di riferimento la consistenza dei loro business plan, la presenza femminile nella direzione registica e l'eventuale riscontro al box office.

 

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