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Panorama internazionale
Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano - Il cinema italiano e il Festival del Cinema de l'Avana
Padre Arpa, “il gesuita del cinema”, e il nuovo cinema latinoamericano

Nel corso degli anni Cinquanta del secolo scorso, in diversi Paesi dell'America Latina sono comparse le prime espressioni di un cinema, realizzato con poche risorse e ai margini dell'industria, in cui si riconosce l'impronta del neorealismo italiano.
Sebbene il primo avvicinamento tra i cineasti latinoamericani sia avvenuto nel 1958 a Montevideo, in occasione del 1° Congreso Latinoamericano de Cineístas Independientes, evento al quale partecipano, tra gli altri, Fernando Birri e Nelson Pereira dos Santos, e sebbene si sia creata la Asociación Latinoamericana de Cineístas Independientes, il vero capitolo decisivo ha inizio quello stesso anno a Genova, segnando il decennio successivo in termini di relazioni culturali tra Italia e America Latina e di riconoscimento del cinema latinoamericano. Questo evento è la creazione da parte di padre Angelo Arpa dell'Istituto Culturale Columbianum, dedito a studiare le relazioni culturali tra Europa e America Latina.
Nel 1952, pochi mesi prima che Cesare Zavattini e una delegazione di cineasti italiani arrivassero a L'Avana, a Genova il padre gesuita Angelo Arpa fondava un cineforum di appartenenza cattolica: «Il cinema come specchio del mondo. Il cineforum come stimolo per formare uno spettatore desideroso di riflettere e confrontarsi». Erano tempi di intensa lotta ideologica in un'Italia che si stava riprendendo dalla guerra.
Tale era l'atmosfera che si respirava nei cineforum a cui partecipavano giovani di diverse fedi e tendenze. Padre Arpa aveva appena conosciuto il giovane intellettuale di sinistra Gianni Amico, quando gli propose di coordinare tutti i cineforum della regione Liguria. Da quel nucleo è sorto il Columbianum, fondato dal sacerdote gesuita nel luglio del 1958.
Padre Arpa trova nella cultura il veicolo ideale per un avvicinamento di Italia ed Europa con l'America Latina2. Nell'atto fondatore del Columbianum, si sottolinea lo scopo della sua istituzione: la necessità, per l'Europa, di rivedere la propria posizione in qualità di forza di ordine morale e spirituale, poiché la sua integrità culturale è minacciata dalla comparsa di due grandi blocchi, l'Est e l'Ovest, che si contendono la conquista di nuove egemonie globali. «L'Europa attraversa un momento semplice e serio: o si unisce o scompare».
Fin dall'inizio, il cinema ha meritato una speciale attenzione da parte del Columbianum. Gianni Amico e il critico Aldo Viganò hanno svolto un ruolo chiave, in merito, realizzando cinque rassegne dedicate al cinema latinoamericano: a Santa Margherita Ligure, vennero organizzate le Retrospettive del Cinema Messicano (1961) e del Cinema Argentino (1962); a Sestri Levante, quelle del Cinema Brasiliano (1963) e del Cinema Cubano (1964); a Genova, la Retrospettiva del Nuovo Cinema Brasiliano (1965) come parte del Congresso "Terzo Mondo e Comunità Mondiale".
Alla tavola rotonda della 5a rassegna, organizzata da Aldo Viganò, partecipa Glauber Rocha. Il brasiliano presenta il suo saggio "Cinéma Nôvo e Cinema Mondiale", la prima versione di uno scritto che sarà successivamente riconosciuto e divulgato nella sua versione del 1967 come Estetica della fame, destinato a diventare, nel corso degli anni, un testo tradizionale del Nuovo Cinema Latinoamericano.
Dopo questo evento esaustivo, il Columbianum inizia a essere minacciato da forze politiche interessate a evitare lo scambio culturale tra le due realtà.
Dopo qualche anno, padre Arpa dirà: «Possiamo dire che, più che a noi europei, quelle manifestazioni siano servite ai latinoamericani, in quanto li hanno inseriti in una dimensione e un messaggio di risonanza a livello mondiale, della cui verità e portata forse non si sono ancora resi conto».
È questa, l'importanza che Alfredo Guevara – all'epoca presidente dell'ancora giovane Istituto Cubano di Arte e Industria Cinematografica (ICAIC-Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos) – attribuisce nel 1963: «Dato che ci conosciamo a distanza e ci viene impedito di incontrarci sul suolo americano, Sestri Levante è per i cineasti latinoamericani un territorio di sorprese, quasi di miracoli». Più avanti sottolinea: «Il Columbianum è, per certi versi, un mistero. Si autodefinisce Società delle Relazioni Culturali con l'Estero e ha sede a Genova. La vicinanza con il cardinale Siri, fautore delle correnti più reazionarie della Chiesa Cattolica, non influisce affatto, poiché il Columbianum si ispira all'Ordine di Sant'Ignazio di Loyola e conserva una grande indipendenza. La sua guida, il suo direttore, è padre Angelo Arpa e i suoi collaboratori sono il dottor Amos Segala, che dirige il Centro Europa-America Latina del Columbianum, e Gianni Amico, direttore del settore Cinema. [...]
Non solo di fatto, ma anche ufficialmente, il Columbianum rifiuta le discriminazioni politiche e cerca, con il contatto diretto e il confronto ideologico e artistico, di collocare le manifestazioni culturali al di sopra delle contingenze politiche temporali»3.
Su padre Arpa sono rimaste molte testimonianze, tra cui quella del famoso filosofo messicano Leopoldo Zea: «Ha attirato molto la nostra attenzione il fatto che la gente, riferendosi a padre Arpa, lo chiamasse il "Padre Rosso". Perché? La sua preoccupazione era riscoprire l'America che trovò Colombo, l'America Latina e ciò che essa rappresenta per il mondo moderno. Ma anche il continente dimenticato, l'Africa, e le popolazioni di quello che iniziava a chiamarsi Terzo Mondo.
Alla rassegna di cinema latinoamericano partecipavano grandi registi italiani come Fellini e Rossellini. Era l'epoca delle grandi produzioni come La dolce vita [1960] di Fellini e Il Vangelo secondo Matteo [1964] di Pasolini. Al Festival di Sestri Levante si consegnavano premi e in quell'anno, il 1962, vinse El ángel exterminador [L'angelo sterminatore] di Luis Buñuel. I festival permettevano di parlare molto dell'America Latina e del mondo di cui essa faceva parte»4.
Senza dubbio, non è ancora sufficientemente riconosciuta l'importanza di questi incontri organizzati dal Columbianum, che riunirono per la prima volta film, registi, cineasti, critici e studiosi di America Latina ed Europa. Importanza non solo in virtù della scoperta del cinema latinoamericano in Europa, ma anche in quanto spazio privilegiato per la convergenza, l'incontro e la discussione critica di proposte estetiche dissimili, permettendo di costruire relazioni tra le diverse cinematografie latinoamericane. Il Nuovo Cinema Latinoamericano deve molto all'opera di padre Angelo Arpa e del Columbianum. Scomparsi questi incontri nel 1965, è spettato al Festival di Pesaro, diretto dai critici Lino Miccichè e Bruno Torri, raccoglierne l'eredità.

2Miguel Pereira, O Columbianum e o cinema brasileiro, in «Alceu, Revista do Departamento de Comunicação Social da PUC-Rio, Pontifícia Universidade Católica do Rio de Janeiro», vol. 8, 15, julio-diciembre 2007, pp. 127-142.
3 Cfr. Sestri Levante, IV reseña de cine latinoamericano, in «Cine Cubano», III, 12, La Habana, 1963, p. 55.
4 Cfr. Massimo D’Alema y los antecedentes del comunismo en Italia, in L. Zea, El Nuevo Mundo en los retos del nuevo milenio, http://www.ensayistas.org/filosofos/mexico/zea/milenio/3-1.htm.

 

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