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Seconda parte - Il mercato dell'offerta

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Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

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Focus
Focus sulla digitalizzazione delle sale in Italia e a livello internazionale - MEDIA Salles - Verso la digitalizzazione 2.0

Il 2015 si è aperto con quasi centotrentaduemila proiettori digitali1 installati nel mondo. L'incremento, rispetto al 2014, è stato mediamente del 19%. Tuttavia, l'analisi per continente mostra che, benché la crescita sia generalizzata, le zone che già vantavano i più elevati tassi di penetrazione, ovvero il Nord America e l'Europa, hanno visto i loro schermi digitali aumentare solamente di circa il 6% e il 10%, rispettivamente. Ben al di sopra della media crescono invece l'Asia e la Regione del Pacifico (+38% circa), l'America Latina (oltre il 42%) e, ancora di più, l'Africa e il Medio Oriente (+106%). Se, fino a dodici mesi prima, a fare la parte del leone era il Nord America, con oltre 40.000 unità, mentre a quota 30.000 circa si collocavano sia l'Europa sia l'Asia e la Regione del Pacifico, all'inizio del 2015 il Nord America e l'Asia con la Regione del Pacifico registrano più o meno la stessa quantità di schermi digitali: circa 42.000.
L'Europa, che ha guadagnato 3.000 proiettori digitali, oltrepassa d'un soffio quota 34.000. Assai distaccate continuano a restare l'America Latina, che pur arriva a superare gli 11.000 schermi, e ancor di più l'Africa e il Medio Oriente, che totalizzano circa 2.000 unità, raddoppiando la dotazione del 2014.
Se consideriamo il tasso di penetrazione, emerge che la nuova tecnologia ha toccato ormai circa il 92% degli schermi totali2. In Europa le rilevazioni di MEDIA Salles mostrano che gli schermi digitali nel corso del 2014 sono passati da 31.097 a 34.072. I nuovi proiettori installati sono stati dunque 2.975, circa la metà di quelli dell'anno precedente (6.013), cosa che si spiega col fatto che molti territori erano già completamente digitali.
All'inizio del 2015 risulta infatti digitalizzato il 91% delle sale europee, tasso di penetrazione inferiore di un soffio a quello mondiale, che arriva a circa il 92%. La differenza è più marcata, invece, rispetto al Nord America, dove gli schermi passati alle nuove tecnologie entro l'inizio del 2015 raggiungono il 98,5%.

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Dei 2.975 nuovi proiettori europei, quelli attrezzati per il 3D sono stati 975, ovvero il 33% del totale. Per il terzo anno consecutivo si conferma che il 3D riguarda un terzo delle nuove installazioni.
Come già rilevato in passato, anche nel 2014 l'installazione dei sistemi 3D è avvenuta principalmente nei Paesi caratterizzati da un tasso di penetrazione del digitale inferiore alla media. Per esempio la Slovacchia, Paese in cui gli schermi digitali sono, all'inizio del 2015, il 77% del totale, i sistemi 3D sono passati da 84 a 126, mentre in Repubblica Ceca, dove il digitale pesa per il 53%, da 238 a 280. In Serbia, dove gli schermi digitali valgono il 38% del totale, le installazioni 3D sono aumentate da 25 a 38.
Una ripresa dell'interesse per i sistemi 3D è avvenuta in Russia: nel corso del 2013 ne erano stati installati 361, meno che nel 2012; nel 2014, invece, oltre 500. Altri territori già particolarmente avanzati nel processo di digitalizzazione che hanno comunque visto aumentare significativamente le dotazioni 3D sono la Bulgaria (da 109 a 149 impianti), la Romania (da 117 a 142) e Cipro (da 16 a 20).
Complessivamente il peso degli schermi 3D rispetto all'insieme degli schermi digitali risulta diminuire nel corso del 2014, passando dal 53,5% al 52,4%.
Dei 34.000 proiettori digitali europei, circa il 72% è situato nei sei maggiori mercati, con un lieve aumento rispetto a dodici mesi prima (quando rappresentavano il 71%): i primi sei Paesi europei, che concentrano circa il 68% degli schermi totali del Continente (contando anche le sale non ancora convertite), continuano quindi a mantenere una posizione più avanzata per quanto riguarda l'adozione delle nuove tecnologie rispetto agli altri Paesi.
Per numero assoluto di unità installate si colloca al primo posto la Francia (5.720), seguita da Germania (4.544) e Regno Unito (3.944). Questi tre territori hanno visto nel 2014 le loro dotazioni digitali aumentare meno della media del Continente, rispettivamente il 3%, il 9% e il 2%. In quarta posizione viene la Russia (3.693 schermi digitali), a cui fanno seguito l'Italia (3.421) e la Spagna (3.157). Crescendo assai più della media europea, ovvero il 24%, il 20% e il 16%, questi tre Paesi hanno ridotto le distanze rispetto al gruppo di testa.
Tuttavia, anche all'interno di questi sei mercati principali, permangono differenze sensibili quanto al tasso di penetrazione della proiezione digitale.
Accanto a mercati che hanno completato il processo di conversione, come Francia e Regno Unito, o che sono ormai vicinissimi alla meta, come la Germania col 98% e la Russia col 96%, si registrano la situazione dell'Italia, che col 91% si colloca in linea con la media del Continente, e quella della Spagna, tuttora al di sotto della media, con l'88%. Per la Spagna, anche nel 2014 l'incremento del tasso di penetrazione, passato dal 70% all'88%, è legato sia all'aumento delle installazioni digitali sia a un sensibile decremento del numero totale degli schermi, segno della sofferenza di un mercato che negli ultimi anni ha registrato sia un record positivo di quasi 144 milioni di spettatori (nel 2004) sia uno negativo di soli 79 milioni circa di biglietti venduti nel 2013.
La disparità che si registra all'interno dei principali mercati è visibile anche nei territori di minore entità. Accanto a territori dove la pellicola 35mm è praticamente scomparsa – sia nell'esercizio sia nella distribuzione – (è il caso di Scandinavia, Benelux, Austria, Svizzera, per citarne alcuni) rimangono Paesi in cui la diffusione della nuova tecnologia si mantiene decisamente al di sotto della media del Continente.
Tra di essi appaiono, seppur con sensibili differenze, le già citate Serbia, Slovacchia e Repubblica Ceca come anche le Repubbliche Baltiche. Tra queste la Lettonia è comunque cresciuta di 14 punti portandosi al 69%. Analogamente la Slovenia, pur restando sotto la media del Continente, ha visto una crescita assai rilevante, rispetto a dodici mesi prima, passando dal 45% al 79%.
In conclusione, al 1° gennaio 2015, dei 36 Paesi rilevati da MEDIA Salles, sono 13 quelli in cui gli schermi digitali non arrivano al 90% del totale.
Dal momento che le analisi condotte da MEDIA Salles su queste sale mostrano che esse spesso sono da ascrivere al cosiddetto esercizio tradizionale ovvero monoschermi appartenenti ad esercenti indipendenti, sovente collocati in centri medio-piccoli, è necessario mantenere alta l'attenzione su questa situazione: non è infatti da escludere che la difficoltà ad affrontare il passaggio alle nuove tecnologie si traduca nella cessazione dell'attività.

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DIGITALIZZAZIONE E PROGRAMMAZIONE

L'impatto della digitalizzazione sulla programmazione della sala è uno degli aspetti più interessanti di questa innovazione che sarebbe assai riduttivo considerare solo come un'evoluzione tecnica. Per sviluppare gli argomenti di cui si era parlato l'anno scorso in queste stesse pagine può essere utile concentrarsi su uno dei temi più attuali e dibattuti nel settore cinematografico, in Italia e all'estero: i contenuti aggiuntivi.

LA CRESCITA DEI CONTENUTI AGGIUNTIVI NELLE SALE EUROPEE

Il peso dei contenuti aggiuntivi nell'ambito del box office cinematografico sta crescendo a livello mondiale e si stima che raggiunga i 750 milioni di dollari USA nel 2016.
Sta aumentando anche l'interesse verso una quantificazione maggiormente puntuale del fenomeno, tuttavia attualmente una misurazione a livello europeo dei risultati dei contenuti aggiuntivi risulta ancora difficile, in quanto solo alcuni Paesi hanno adottato un sistema di rilevazione e hanno reso noti i risultati. Peraltro, anche quando la rilevazione viene condotta, si riscontrano divergenze nel tipo di contenuti considerati come "aggiuntivi" rispetto all'offerta filmica tradizionale. Le differenze maggiori riguardano le riedizioni, le edizioni restaurate e quelle speciali, che alcuni Paesi come l'Italia considerano contenuti aggiuntivi, in quanto la loro diffusione si è sviluppata proprio in seguito al passaggio al digitale.

LA RILEVANZA DEI CONTENUTI AGGIUNTIVI NEL PANORAMA CINEMATOGRAFICO EUROPEO

Secondo i dati raccolti da MEDIA Salles al 31 dicembre 2014, i contenuti aggiuntivi realizzano ancora una percentuale di incassi lordi sul totale abbastanza limitata, che varia dallo 0,2% della Russia e della Repubblica Ceca all'1,3% dell'Irlanda e all'1,7% dell'Italia.
Nel 2013 i contenuti aggiuntivi hanno rappresentato l'1,7% degli incassi totali nel Regno Unito, dove hanno raggiunto i 18,7 milioni di sterline contro i 12,5 milioni di sterline del 2012 (1,1% degli incassi totali), e circa l'1% in Germania, per la quale uno studio recente3 indica un totale di incassi pari a circa 10 milioni di euro.

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Appare evidente come i contenuti aggiuntivi, nonostante il peso ancora ridotto, stiano differenziando l'offerta in termini di prezzo. Il biglietto per questo tipo di contenuti risulta mediamente più costoso rispetto a quello dei film. Per esempio, nel 2014 il prezzo medio dei contenuti aggiuntivi in Russia è stato pari a 4,1 euro (295,9 rubli) contro un valore medio riferito alle altre tipologie di offerta pari a 3,4 euro (246,7 rubli). In Italia ha raggiunto gli 8 euro, contro i circa 6 euro medi complessivi e in Repubblica Ceca gli 8,4 euro (232,3 corone ceche) contro un prezzo medio complessivo di 4,6 euro (126,5 corone ceche); in Portogallo si registra una differenza ancora maggiore: 10,6 euro contro 5,2. In Irlanda per alcune tipologie di contenuti il prezzo ha raggiunto anche i 30 euro.
La possibilità di creare segmenti di offerta a prezzi più elevati risulta particolarmente importante in un momento in cui, a causa della crisi economica, il prezzo medio del biglietto decresce in termini reali nell'Area Euro così come in Giappone, in Nord America (Stati Uniti e Canada) e in Cina: infatti, il prezzo del biglietto cinematografico nell'Area Euro, che nel 2011 era equivalente a quello di 1,91 Big Mac, nel 2014 è risultato equivalere a 1,83 Big Mac ed essere quindi inferiore a quello registrato in Giappone, Cina e Russia, ma più elevato di quello del Nord America.
In particolare, l'analisi condotta da MEDIA Salles sui cinque principali mercati dell'Europa Occidentale mostra come nel 2014 il prezzo medio del biglietto cinematografico sia diminuito in valori nominali rispetto al 2013 soprattutto in Spagna (-8,5%), dove si registra una flessione molto superiore a quella dell'Area Euro (-1,5%); il prezzo è diminuito anche in Francia (-1,3%) e in Italia (circa -1%), mentre è aumentato in Germania (+2%) e nel Regno Unito (+2,7%).
In termini reali, ossia al netto del tasso di inflazione, solo in Germania e nel Regno Unito il prezzo medio del biglietto ha continuato a crescere negli ultimi tre anni, mentre in Francia, Italia e Spagna, così come nell'Area Euro complessivamente intesa, ha subito una diminuzione ininterrotta dal 2011.
Infine, è interessante rilevare come nell'Area Euro il prezzo del biglietto cinematografico, dopo l'impennata degli anni 2009 e 2010 dovuta al successo del film in 3D Avatar (2009; Id.)4, abbia subito una decrescita molto superiore a quella dei prezzi degli altri servizi ricreativi e culturali.

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LO SVILUPPO DEI CONTENUTI AGGIUNTIVI IN ITALIA

Per quanto riguarda l'Italia, MEDIA Salles ha analizzato i dati Cinetel relativi ai contenuti aggiuntivi (che includono le riedizioni di film) degli ultimi tre anni rilevando un deciso incremento degli incassi, passati dai 2,8 milioni di euro del 2012 (0,5% degli incassi totali) ai 9,7 milioni di euro del 2014 (1,7%).
Rispetto al numero di contenuti distribuiti in Italia, il 2014, con 75 eventi in totale, ha registrato una diminuzione complessiva del 44,4% rispetto al 2013. Il 25,3% degli eventi è costituito da documentari/film (5,2% nel 2013), il 21,3% da riedizioni (17%) e il 16% da produzioni legate al mondo della televisione e dei fumetti (5,9%). Quest'ultima tipologia di contenuti risulta essere quella che ha ottenuto la percentuale di incassi lordi maggiore (ben il 41,1% degli incassi complessivamente realizzati dai contenuti aggiuntivi), registrando una significativa crescita rispetto al 2013, quando rappresentava il 32% degli incassi complessivi. Il successo dei contenuti legati al mondo dei fumetti è dovuto in particolare a Peppa Vacanze al sole e altre storie (2014) che ha ottenuto il miglior risultato tra i contenuti aggiuntivi, totalizzando 2,7 milioni di euro di incassi e oltre 422mila biglietti venduti.
La tipologia di contenuto che ha realizzato la seconda migliore performance in termini di incassi lordi è costituita dai concerti di musica leggera/musical che concentrano il 15,8 % degli incassi totali ottenuti dai contenuti aggiuntivi (il 22,2% nel 2013): da segnalare in particolare il successo del film-concerto degli One Direction (One Direction: Where We Are The Concert Film, 2014; One Direction: Where We Are Il Film concerto) proiettato in oltre 220 sale italiane, che ha totalizzato 1,18 milioni di euro di incassi.
I documentari hanno realizzato il terzo migliore risultato ottenendo il 12,8% degli incassi complessivi dei contenuti aggiuntivi (0,7% nel 2013). Nel 2014 non si è replicato il successo riscosso nel 2013 dalle edizioni speciali che avevano realizzato ben il 22,7% degli incassi totali e che invece nell'ultimo anno hanno ottenuto una quota pari soltanto al 5,9%.
Meno rilevante appare la proiezione di altri contenuti quali opera/balletto/musica lirica, che concentrano il 9,3% degli eventi, e di spettacoli teatrali (8%). Queste tipologie di contenuti appaiono essere invece più popolari in altri Paesi europei: infatti, secondo gli ultimi dati sul numero di contenuti aggiuntivi per tipologia disponibili a livello europeo5, nel 2012 l'opera costituiva la prima tipologia di contenuto aggiuntivo per numero di eventi distribuiti in Russia, Francia, Germania/Austria, Irlanda, Svezia e Paesi Bassi, seguita dal balletto e dai concerti di musica leggera. Nel Regno Unito i dati riferiti al 2013 mostrano l'opera come la prima tipologia di contenuto aggiuntivo per numero di eventi (il 39,6% del totale) e il teatro come quella con la maggiore percentuale di incassi (38,3%). L'opera rappresenta il 25,7% degli incassi totali ottenuti dai contenuti aggiuntivi, i documentari/film l'11,7% e il balletto l'11,3%. È interessante rilevare la presenza tra i contenuti aggiuntivi di Gomorra La serie (2014): infatti le serie televisive, nonostante il modesto risultato ottenuto in Italia nel 2014 (0,8% degli incassi ottenuti dai contenuti aggiuntivi), rappresentano una nuova modalità di interazione tra televisione e cinema che sta riscuotendo grande successo nel Regno Unito e anche nei Paesi Bassi, dove un terzo degli eventi è costituito dalla riproposta di contenuti televisivi6, e che presenta ampie possibilità di crescita.

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L'analisi della distribuzione temporale degli incassi ottenuti dai contenuti aggiuntivi in Italia mostra una concentrazione nei mesi di gennaio (28,7% del totale degli incassi dei contenuti aggiuntivi) e di ottobre (27,6%). È interessante rilevare come nel mese di ottobre gli incassi dei contenuti aggiuntivi abbiano rappresentato ben il 6% di quelli totali contribuendo significativamente a incrementare i risultati del botteghino in un mese non particolarmente attrattivo per l'offerta filmica tradizionale. La possibilità offerta dai contenuti aggiuntivi di ampliare la fruizione della sala durante l'anno, colmando i vuoti lasciati dall'offerta filmica, viene sottolineata anche in altri paesi europei; a questo proposito, per esempio, BFI nella pubblicazione The Box Office 2014 sottolinea come il calo di presenze del 13,8% registrato a settembre 2014 rispetto allo stesso mese del 2013 sia stato attenuato dal successo ottenuto da Billy Elliot the Musical Live (2014; Id.) che, con un box office di 1,9 milioni di sterline e la proiezione in 553 sale, ha superato il record di incassi detenuto dalla proiezione The Day of the Doctor (Id.), che nel 2013 aveva totalizzato 1,8 milioni di sterline in 440 sale.
Il prezzo medio dei contenuti aggiuntivi, che nel 2014 risulta maggiore di circa il 33% rispetto a quello calcolato sul totale delle proiezioni a livello italiano, presenta notevoli differenze in base al tipo di contenuto: il valore maggiore viene raggiunto dai concerti di musica leggera (11,2 euro) e da opere/balletti/musica lirica (10,8 euro), mentre le riedizioni presentano lo stesso prezzo medio riscontrato sul totale delle proiezioni (6,0 euro).
Con riguardo alla distribuzione, appare chiara la concentrazione degli incassi dei contenuti aggiuntivi presso i primi tre distributori, che hanno totalizzato il 74% degli incassi nel 2014 e l'83,1% nel 2013. Tra i primi tre distributori compaiono sia nel 2014 sia nel 2013 Nexo Digital, con una quota di incassi pari al 39,7% nel 2014 e al 31,4% nel 2013, e Microcinema con una quota di incassi del 6,3% nel 2014 e al 15,6% nel 2013.
Nell'ambito dei primi tre distributori è inoltre rientrato nel 2014 Warner Bros. Italia (28% del totale degli incassi dei contenuti aggiuntivi), mentre nel 2013 era stata Walt Disney Company Italia a detenere la quota di incassi maggiore (36,1%).
Considerando la nazionalità di origine dei contenuti, nel 2014 quelli di origine europea hanno ottenuto quasi la metà degli incassi lordi (47,4%), seguiti da quelli statunitensi (26,6%). Le produzioni italiane realizzano il 13,3% dei incassi complessivi, con un andamento che tuttavia appare in decrescita rispetto agli altri anni: infatti nel 2013 avevano totalizzato il 16,4% degli incassi e nel 2012 il 22,4%.
Gli incassi realizzati dalle produzioni italiane nel 2014 sono da attribuire per il 49% al distributore Nexo Digital (53,3% nel 2013), per il 27,4% a Walt Disney Company Italia (nessun contenuto italiano distribuito nel 2013) e per il 21,8% alla Cineteca di Bologna Distribuzione (6,8% nel 2013).
Gli incassi delle produzioni europee sono riferibili a Warner Bros. Italia per il 76,3% (grazie alla distribuzione della produzione inglese Peppa Pig), a Nexo Digital per il 27,5% e al circuito Microcinema per 5,0%.

LE PUBBLICAZIONI DI MEDIA SALLES SULLA DIGITALIZZAZIONE

MEDIA Salles European Audiovisual Observatory, The European Digital Cinema Report Understanding digital cinema roll-out (2011).

Disponibili sul sito web www.mediasalles.it:

European Cinema Yearbook;
DiGiTalk. Ideas, Experiences and Figures on Digital Cinema from DigiTraining Plus; DGT online informer.

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1 Proiettori che utilizzano la tecnologia DLP CinemaTM o SXRDTM.
2 MEDIA Salles stima che all'inizio del 2015 fossero oltre 142.000 gli schermi commerciali mondiali, con un incremento di circa il 6% rispetto all'anno prima.
3Cfr. O. Castendyk, Zusammenfassung: Kinobetriebsstudie Daten zur Kinowirtschaft in Deutschland, 26.05.2015.
4Occorre infatti rilevare che in Europa negli ultimi anni il peso del 3D appare in diminuzione in termini sia del numero di schermi dotati di tale tecnologia rispetto al totale degli schermi digitali sia di incassi realizzati dai film in 3D. In Italia, per esempio, secondo i dati Cinetel, gli incassi dei film 3D, che rappresentavano il 23,9% degli incassi totali nel 2010, sono passati a rappresentare una quota pari al 17,3% nel 2011, al 10% nel 2013 e al 6,7% nel 2014.
5Cfr. D. Hancock, Event Cinema in European cinemas, IHS Screen Digest, April 2013.
6Cfr. Europa Cinémas, Report, 18th Europa Cinémas Conference, Athens 21-24 November 2013

 

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