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Report 2014
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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

Focus

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Seconda parte - Il mercato dell'offerta
Prodotti strutture e reti
Capitolo 2 - L'offerta di prodotto
La produzione integrata

Al grande sviluppo della realizzazione di nuove opere va riconosciuta una lettura positiva sulla quantità di risorse che abitano l'officina creativa e ideativa del cinema, impegnato a sfornare titoli in rotazione perenne, progettando e fabbricando a ciclo continuo prodotti il più possibile originali. Oltre ai core business dell'attività di produzione e post-produzione, nel cartellone dei film prodotti e co-prodotti ogni anno si trova infatti anche la centrale di alimentazione del comparto nel suo insieme, in termini di vitalità economica e artistica.

Mai così tanti progetti. Analizzando la comunità delle nuove leve e le loro proposte, che costituiscono il presupposto per la crescita complessiva della filiera e la polizza per la sua continuità, si può trarre un'indicazione dell'andamento delle istanze presentate alla Direzione Generale Cinema del MiBACT per accedere ai contributi d'incentivazione del FUS, il Fondo Unico per lo Spettacolo, a supporto delle opere prime e seconde, dei cortometraggi e dello sviluppo di sceneggiature originali (tavola 9). In dieci anni le domande di accesso alle sovvenzioni pubbliche sono salite come un'alta marea del 64,18%.
Una testimonianza diretta l'ha fornita anche Antonio Marano, Vice Direttore Generale della Rai delegato al coordinamento dell'offerta, che nel corso dei lavori della conferenza internazionale sull'audiovisivo – promossa dal Consiglio dell'Unione europea durante il semestre di Presidenza Italiana – ha sottolineato come Rai Cinema riceva ogni anno da 800 a 1.000 proposte di progetto, in pratica da quattro a cinque ogni giorno lavorativo4.
Non si tratta solo di film, ma il numero resta eloquente sulla progettazione di nuove opere, la maggioranza delle quali riguarda la produzione di documentari, che a fronte di un'offerta da anni ricca e copiosa rimane – tranne pochi casi isolati – per diffusione e risultati in sala sotto la linea di galleggiamento. Soltanto poco più del 6% delle opere realizzate risulta infatti avere una distribuzione organica e circa l'1% arriva al pubblico in sala, in larga misura attraverso il programma Schermi di Qualita5.

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DOCUMENTARI

Sul mercato distributivo italiano come su quello europeo, sia pure con qualche relativa differenza, i lungometraggi lasciano sempre meno spazio (tavola 10) e i documentari migrano in prevalenza sui canali televisivi e nella rete di diffusione home video dedicata ai ragazzi e alle strutture scolastiche.
D'altra parte il genere documentaristico non promette ritorni economici vistosi, nonostante abbia un ciclo di vita molto più lungo dei film e di conseguenza una curva di probabilità del rapporto costo-ricavi e degli indici di redditività molto più ampia di quelle attribuite a tutti gli altri generi. È questo il fattore principale che spinge da un lato centinaia di società e operatori del settore ad alimentarne la produzione nazionale e dall'altro sostiene l'impegno con cui le film commission regionali finanziano fondi di sostegno dedicati al genere doc., "cinema del territorio" per elezione, date le sue attitudini del tutto specifiche a valorizzare luoghi, eventi e persone.

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ANIMAZIONE

Ancora più solida e stabile è considerata in genere nel sistema audiovisivo l'animazione, che conta su personaggi e vicende che si sviluppano in serie e quindi su prodotti che possono fare affidamento su un ciclo di vita precluso al resto delle opere video-cinematografiche: praticamente non si consumano nel tempo, se non su un orizzonte ultradecennale, e consentono uno sfruttamento in termini di diritti dieci volte superiore.
A questo segmento l'European Audiovisual Observatory ha dedicato il suo ultimo e recente studio, incentrato sulla distribuzione dell'animazione nelle sale e sul circuito televisivo, di dominio incontrastato del cartoon americano. Sotto questo profilo, la produzione italiana, come quella di tanti altri Paesi europei (tavola 11), appare limitata: solo tre opere proiettate sul grande schermo (Winx Club Il mistero degli abissi, Cuccioli Il Codice Marco Polo e Cuccioli Il paese del vento) con 427,09mila spettatori6.
Ma al di là del circuito theatrical, l'animazione italiana vanta sul mercato del consumo casalingo una penetrazione di rilievo, superando nell'area home video il 24% dell'offerta e in quella televisiva, sul totale dei canali satellitari e DTT, il 20%. Conta su un gruppo di distribuzione, Mondo TV, quotato in borsa al pari delle sue due controllate Mondo TV France e Mondo TV Suisse, su due fra i principali licenziatari d'Europa (Rainbow e Gruppo Giochi Preziosi) e su due case a produzione diretta di prima fascia come la stessa Rainbow e Atlantyca.

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CORTOMETRAGGI

Virtualmente estranei ai circuiti commerciali, i cortometraggi finiscono in realtà a inserirsi in quasi tutti i canali di diffusione, a partire da quelli televisivi, e ad arricchire il palinsesto di una miriade (quasi 200) di rassegne e festival. In termini di visibilità i corti hanno conosciuto una nuova stagione negli ultimi quattro anni, da quando cioè brand ad alto contenuto d'immagine, come i gruppi leader di moda, cosmesi, oreficeria e orologeria, che sono anche grandi investitori in pubblicità, hanno colto le potenzialità e le opportunità di promozione offerte dalla diffusione di video autoriali e hanno così affiancato – in un'ampia varietà di modulazioni – alla loro più tradizionale attività di partnership e sponsorship quella di produttori in proprio di cortometraggi a tema.
Incentivato da rinnovate risorse, il cortometraggio vede impegnate, insieme con alcune decine di operatori che vi si dedicano in maniera esclusiva, numerose case fra le più attive nel canale primario del comparto, comprese quelle d'emanazione televisiva come Rai e Fox e network quali Sky Italia e MTV. Dato l'elevato numero di corti girati ogni anno dalle fonti più disparate (nel probabile totale di 350-400) risulta molto difficile valutare quantità e valore complessivi della produzione.
Sfugge per lo stesso motivo a ogni approccio di quantificazione il novero di progetti che lo short movie vanta ormai nella serie di format in cui continua ad articolarsi, fra corticomedy, storytelling, video instagram, blog movie e stop motion.

VIDEOGAMES

Nell'ambito del settore audiovisivo, l'industria dei videogiochi è considerata ormai parte della produzione cinematografica. Con un largo utilizzo di effetti speciali, innovazioni tecnologiche e soluzioni digitali, e soprattutto una crescente ricerca di contenuti narrativi più strutturati, il grado di separazione fra film e videogames continua a ridursi e registi, sceneggiatori e scenografi del grande schermo vengono chiamati sempre più spesso a dare il loro contributo alla creazione delle storie e delle ambientazioni che fanno da tessuto e intreccio alle sfide ormai non più solo da console, essendo approdate sulle smart TV, su smartphone e tablet.
In Italia il panorama produttivo è formato da circa 80 factory di piccola dimensione, anche se può vantare la presenza di Riccardo Zacconi, l'azionista di riferimento – con una quota pari al 10% – della King Digital Entertainment, leader dei socialgames e quotata a Wall Street, la borsa di New York, uno dei due co-fondatori della società che ha inventato Candy Crush Saga e Bubble Witch Saga. Ma quello italiano rappresenta il terzo mercato in Europa e il nono al mondo per numero di giocatori: 21 milioni su una potenziale platea di 37, ossia degli italiani con meno di 50 anni di età. Si stima che nel 2014 abbia generato un volume d'affari di 959 milioni di euro e sia tra i più attivi in assoluto su tablet iPad, iPhone e smartphone Android7.

4Intervento di Antonio Marano, Vice Direttore Generale al coordinamento dell'offerta del gruppo Rai alla conferenza internazionale Audiovisual Market and Regulation: an Industry at a Crossroads (sessione "Focus: la prospettiva italiana", Roma, 23-24 ottobre 2014).
5La circolazione del documentario in sala: analisi dei dati, casi studio e strategie di programmazione, ricerca a cura di Bruno Zambardino con la collaborazione di Daniele Carelli per IEM-Istituto di Economia dei Media della Fondazione Rosselli di Roma.
6Focus on Animation a cura dell'European Audiovisual Observatory (Strasburgo, giugno 2015).
7Global Games Market Report, a cura della società di ricerca e analisi del settore videogames Newzoo di Amsterdam (febbraio 2015).

 

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