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Cinema & Video International - Film Commission e Fondi Regionali: i network europei*

Nel 2005 a Berlino, durante il Festival, una pattuglia di film commissioner europei siglarono il documento costitutivo di European Film Commission Network. Nello stesso anno venne istituito un altro organismo europeo, Cine-Regio: realtà, come vedremo, complementare, nelle differenti funzioni, a quella delle film commission.
Un profilo di questi due organismi, a dieci anni di distanza, può fornire un utile contesto al percorso delle film commission italiane.

La vita di European Film Commission Network (EUFCN) inizia nel 2007, quando, a seguito della costituzione ufficiale a Bruxelles, si riunirono a Praga, in assemblea generale, i rappresentanti di 55 film commission provenienti da 18 Paesi europei. Gran parte dei film commissioner partecipanti erano (e alcuni lo sono tuttora) associati all'AFCI (Association of Film Commissioners International): l'autorevole, e la prima, associazione internazionale delle film commission, fondata nel 1975 negli Stati Uniti.
Il distacco dall'AFCI, con la creazione di una nuova associazione, derivava dalla consapevolezza di dover intraprendere percorsi diversi, più aderenti alle condizioni politiche e culturali del vecchio continente; che sono, sostanzialmente, la centralità del confronto con le istituzioni pubbliche, la particolare natura delle location in gran parte costituite da siti storici e monumentali, e soprattutto il nodo della "diversità culturale" che è il pilastro di tutta la politica europea sull'audiovisivo.
Tuttavia l'EUFCN, che da un paio d'anni ha dato maggiore visibilità alla propria mission facendo precedere l'acronimo da "Filming Europe", mutua dall'AFCI le caratteristiche basilari. Come l'AFCI, infatti, è un'associazione non profit, e ripresi dall'AFCI sono i criteri base di ammissione: il legame con l'ente territoriale pubblico, la gratuità dei servizi offerti, l'assenza d'interessi dei film commissioner nell'attività produttiva.
Scopo dell'EUFCN è creare un network delle «più attive film commission europee»; promuovere lo scambio di informazioni tra i membri; sostenere lo sviluppo di nuove opportunità di location; creare momenti di aggiornamento professionale; rappresentare le film commission presso gli organismi istituzionali, le organizzazioni del turismo, la Comunità europea e l'industria dell'audiovisivo; supportare e incoraggiare la nascita di nuove film commission; organizzare la presenza degli associati in mercati e festival internazionali; elaborare indirizzi strategici; acquisire e implementare progetti dell'Unione europea per analizzare l'analisi dei bisogni dei produttori di cinema e televisione.
I primi anni del secondo millennio, vale la pena ricordarlo, sono stati quelli dello slancio europeista, e i più entusiasti sostenitori di un'associazione europea furono i film commissioner di Germania, Spagna, Francia e Italia (tra i quattro componenti del primo consiglio direttivo c'erano ben due rappresentanti delle film commission italiane).
La vita dell'EUFCN è scandita da due incontri annuali degli associati in occasione dei maggiori festival internazionali (Berlino e Cannes), e da un'assemblea che ogni anno si tiene in una diversa località europea e che, a cadenza biennale, procede al rinnovo del consiglio direttivo.
Le azioni su cui si è concentrata negli anni l'attività associativa si orientano sostanzialmente su tre fronti: condividere buone pratiche ed esperienze, incrementare l'attività di promozione e fare lobbying.
Il primo fronte comporta, di fatto, un lavoro sulla omogeneizzazione dei servizi e, di conseguenza, sulla definizione degli standard qualitativi. È un progetto ambizioso e di non facile attuazione, che deve misurarsi con legislazioni e diversi ordinamenti dei 29 Paesi europei da cui provengono le film commission associate. Bisogna considerare, del resto, che spesso all'interno degli stessi Paesi, è il caso dell'Italia, definire gli standard qualitativi è impresa ardua.
Altro capitolo importante è l'attività di promozione cui i vertici associativi stanno dando impulso, con l'obiettivo di dare maggiore visibilità all'associazione, ma soprattutto all'Europa come destinazione di produzioni cinematografiche e televisive: è in cantiere il progetto di creazione di un premio dedicato ai film che meglio valorizzano location europee.
Ad oggi Filming Europe EUFCN conta 85 soci provenienti da 29 Paesi europei. L'assemblea annuale si terrà nell'autunno di quest'anno a Londra, e sarà in concomitanza con "Focus", la prima edizione di una fiera internazionale delle location organizzata in territorio europeo. La precisazione è d'obbligo, perché entra in una scena finora monopolio di Locations Show, l'analoga manifestazione organizzata annualmente dall'AFCI. Questa iniziativa non sembra tuttavia tradire una accresciuta competizione: AFCI e EUFCN anche quest'anno (è la seconda volta) hanno infatti organizzato assieme, al Festival di Cannes, il tradizionale party delle film commission.
L'azione di lobbying, su cui l'impegno dell'associazione sta crescendo, si rivolge prevalentemente alle istituzioni pubbliche europee.
Da segnalare, in proposito, un documento diffuso in seguito all'assemblea annuale del 2012 tenutasi a Malaga, dove si esprimeva inquietudine per il progetto di Comunicazione della Commissione europea sui sostegni pubblici, in particolare per quanto concerneva il suggerimento di adozione di un parametro 1:1 tra l'entità dell'aiuto concesso e l'obbligo di spesa sul territorio erogante. Le nuove regole suggerite dalla Comunicazione, secondo l'associazione, avrebbero rappresentato «una minaccia diretta alla maggior parte dei sistemi d'incentivi che gli Stati membri e le regioni hanno pazientemente costruito negli ultimi anni, e che costituiscono un sostegno alla produzione europea di cinema e televisione».

I sistemi d'incentivi rimandano ai Fondi Regionali e all'organizzazione europea che li rappresenta.
Si parla ora di Cine-Regio, il network dei film fund regionali europei, cui aderiscono 43 film fund regionali provenienti da 14 Paesi europei (12 membri UE più Norvegia e Svizzera), che rappresentano due terzi dei Fondi Regionali europei, e il cui peso economico è di circa 165 milioni di euro all'anno di investimento e supporto all'audiovisivo.
La mission: agire come piattaforma di conoscenza e think tank per i membri e rappresentare i loro interessi nei confronti delle istituzioni europee. E ancora, caratteristica identitaria, rafforzare e stimolare co-produzioni e collaborazioni fra le Regioni europee. I Fondi Regionali hanno un peso rilevante nell'audiovisivo europeo. Secondo i dati dell'European Audiovisual Observatory (EAO), tutti i Fondi Regionali e Subnazionali europei rappresentano il 24% degli investimenti pubblici (il 67% è costituito dai nazionali e il 9% da quelli europei; sono, ovviamente, esclusi gli incentivi fiscali).
È opportuno precisare che nel resto d'Europa i Fondi Regionali non sono gestiti dalle film commission, come accade nella maggior parte dei casi italiani, ma sono autonomi e spesso sono essi stessi a controllare le film commission. Anche questo aiuta a valutare il peso di Cine-Regio e, come vedremo, il suo dinamismo nell'attività di lobbying.
Le dimensioni dei Fondi e del budget a disposizione sono varie: fa parte di Cine-Regio l'Ile-de-France Film & Audiovisual Fund con un budget di 14 milioni di euro l'anno, ma anche Krakow Regional Film Fund con 500mila euro.
Tuttavia, indipendentemente dalle dimensioni, qualificante è la disposizione a collaborare. Per molti progetti anche un sostegno modesto può fare la differenza. La fa per la maggioranza dei film europei (prevalentemente nel Nord Europa), che per essere realizzati devono trovare finanziamenti multi-nazionali o multi-regionali. Ma non è solo una questione finanziaria: le co-produzioni favoriscono lo scambio di talenti e di professionalità tecniche, e offrono maggiori possibilità distributive.
Pesa l'assenza di film fund regionali nei nuovi Stati membri dell'UE (prevalentemente a Est), lasciando, in tale contesto, un potenziale scoperto.
I film fund regionali hanno infatti un impatto decisivo sui film europei. Una conferma viene da Cannes: nelle ultime cinque edizioni del festival sono stati presentati, tra concorso e sezioni collaterali, ben 125 film supportati da Fondi Regionali.
Tutti i film fund sostengono la produzione, alcuni anche lo sviluppo e la distribuzione. Varia anche la forma del sostegno: dall'intervento a fondo perduto, all'investimento (dove il film fund agisce come co-produttore).
La vita associativa di Cine-Regio è intensa, favorita dalla continuità dei vertici operativi: l'attuale segretaria generale, Charlotte Appelgren, è in carica ininterrottamente dal 2006. La formazione interna è garantita da meeting annuali e dalla costituzione di sottogruppi di lavoro su specifici settori e tematiche che danno luogo alla pubblicazione di altrettanti "Rapporti". Questi si rivelano anche utili strumenti di informazione e promozione all'esterno, verso il mondo dell'audiovisivo e delle istituzioni politiche.
L'attività di lobbying è tesa a dimostrare ai governi dei Paesi dell'Unione europea che i Fondi sono un ottimo strumento per creare nuovi posti di lavoro in un settore che produce professionalità altamente qualificate.
I temi affrontati dai "Rapporti" disegnano progressivamente l'identità di Cine-Regio, sempre aderente alle grandi questioni culturali e politiche che attraversano l'Europa dell'audiovisivo. Così, se nel 2014 il focus del "Rapporto" è stato costituito dalla sostenibilità ambientale delle produzioni audiovisive, con conseguente esplorazione delle migliori pratiche da adottare, quest'anno, a Cannes, Cine-Regio ha presentato il "Rapporto Europeo sulle Strategie e le Politiche per la Diversità" che ha rilanciato il principio della diversità culturale come valore non negoziabile, essenziale per la vita e l'identità dell'audiovisivo europeo.
Infatti, allo slogan "Divided We Are United We Stand", che negli anni ha accompagnato Cine-Regio, quest'anno se ne è aggiunto un altro: "Cine-Regio the European Umbrella for Cultural Diversity since 2005".
Il prossimo meeting annuale di Cine-Regio si terrà ad Amburgo dal 30 settembre al 2 ottobre 2015: una piattaforma di due giorni in cui condividere e scambiare esperienze e informazioni.

Da segnalare, in conclusione, che, con 5 film fund regionali e 11 film commission, la presenza degli italiani nelle rispettive associazioni europee è tra le più numerose. Questa finestra sull'Europa, relativamente nuova, è un presidio utile per tutto l'audiovisivo italiano: non solo perché aumenta le opportunità di attrazione di produzioni internazionali sul nostro territorio, ma anche e soprattutto perché incentiva i progetti di co-produzione, corsia privilegiata per l'internazionalizzazione del nostro audiovisivo.

*l testo è stato redatto sulla scorta di documenti ufficiali e interviste con Charlotte Appelgren, segretaria generale di Cine-Regio, e Andrea Rocco, membro del Consiglio direttivo di EUFCN.

 

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