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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

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Istituzioni
Centro Sperimentale di Cinematografia

Il Centro Sperimentale di Cinematografia è la più antica istituzione italiana di formazione e ricerca che lavora specificamente sull'ambito culturale cinematografico. È articolato, sostanzialmente, in due settori principali: la Scuola Nazionale di Cinema e la Cineteca Nazionale.

La Scuola Nazionale di Cinema

La Scuola Nazionale di Cinema, la più antica al mondo nel suo genere, quest'anno ha festeggiato un compleanno importante, gli ottanta anni. Fondata il 13 aprile 1935, la Scuola vanta una antica e nobile tradizione: intere generazioni di cineasti italiani si sono formate qui. Tra i suoi studenti possono infatti essere annoverati alcuni fra i massimi esponenti del cinema italiano – fra i tanti, Pietro Germi, Michelangelo Antonioni, Alida Valli e Arnoldo Foà – ma anche personalità di spicco della scena politica, culturale e musicale italiana come Pietro Ingrao, Domenico Modugno, Susanna Tamaro o Raffaella Carrà. Una menzione particolare tra gli studenti la merita Gabriel García Márquez, il Premio Nobel per la letteratura scomparso nel 2014 che, dopo aver studiato regia a Roma nel 1955, esportò il modello del Centro Sperimentale di Cinematografia fondando insieme al cineasta argentino Fernando Birri la Scuola di Cinema e Televisione di Cuba, tutt'oggi la più importante istituzione culturale del suo genere in tutta l'America Latina. La Scuola Nazionale di Cinema, struttura prestigiosa quanto rigorosa, ha la fisionomia di un istituto pubblico cui si accede tramite concorso. I corsi principali, nove in totale – Costume, Fotografia, Montaggio, Produzione, Recitazione, Regia, Sceneggiatura, Scenografia, Suono –, tutti a numero chiuso, si tengono per la maggior parte nella storica sede di Roma. Dal 2001 però la Scuola di Cinema ha promosso la regionalizzazione di alcune delle attività didattiche aprendo delle sedi distaccate. La prima è stata, a Chieri (TO) e successivamente a Torino, in Piemonte, la Scuola di Alta Specializzazione nelle Arti e nei Mestieri dell'Animazione, fondata nel 2001. Nel 2004 sono iniziate le attività di ricerca e formazione d'eccellenza della sede distaccata di Milano, in Lombardia, specializzata nei campi della fiction televisiva e della cinematografia d'impresa. Nel 2008 il Centro Sperimentale di Cinematografia ha aperto una sede a Palermo, in Sicilia, specializzata nella formazione e l'alta specializzazione nei mestieri del cinema documentario e della docufiction con orientamento storico-artistico. Infine, nel 2011, è stata la volta di una nuova sede distaccata a L'Aquila, in Abruzzo, focalizzata sul campo del reportage audiovisivo. Nella creazione delle sedi distaccate è stato fondamentale il contributo delle Regioni ospitanti. La "delocalizzazione" dell'offerta formativa consente di raggiungere un duplice scopo: la diversificazione degli insegnamenti, non proponendo nelle altre sedi gli stessi corsi tenuti a Roma, e l'assunzione di un ruolo propriamente nazionale per un'istituzione che vuole essere un modello di eccellenza del settore in tutto il Paese. La diversificazione dell'offerta non nasce per caso: ad esempio, l'insegnamento del documentario a Palermo deriva dalla vocazione della Sicilia a scrigno prezioso dell'attività documentaristica, dal momento che l'isola, nella storia del nostro cinema e in particolare di quel genere cinematografico, si è presentata come un balcone affacciato sul Mediterraneo e aperto alla convergenza di una moltitudine di esperienze internazionali. Il principio economico che regola le attività delle sedi regionali si basa su una completa autonomia finanziaria: gli enti che sovrintendono queste strutture si fanno completamente carico di tutti i costi, sia di quelli relativi alla gestione amministrativa, logistica e del personale, sia alle attività didattiche. Pertanto, il bilancio delle sedi distaccate è totalmente autonomo rispetto alla sede centrale.

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I corsi della Scuola Nazionale di Cinema hanno una durata triennale e ognuno di essi ha un proprio direttore didattico: a Roma Franco Bernini per quello di sceneggiatura, Stefano Campus per suono, Francesco Frigeri per scenografia, Giuseppe Lanci per fotografia, Daniele Luchetti per regia, Giancarlo Giannini per recitazione, Domenico Maselli per produzione, Maurizio Millenotti per costume e Roberto Perpignani per montaggio. I docenti non sono dipendenti del Centro Sperimentale, ma consulenti: questo permette non solo di poter ingaggiare professionisti di alto profilo del mondo del cinema, ma anche di effettuare una rotazione e un ricambio di personalità, idee e modelli didattici attingendo spesso anche all'estero. Per quanto riguarda le sedi distaccate, i responsabili sono a Milano Maurizio Nichetti, a Palermo Roberto Andò, a L'Aquila Daniele Segre e a Torino Chiara Magri.

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I giovani allievi della Scuola Nazionale di Cinema hanno l'obbligo di frequenza ai corsi e durante il terzo anno cominciano a entrare nel mondo del cinema partecipando in veste di stagisti ai set di varie produzioni. L'obiettivo della Scuola è infatti proprio quello di preparare gli studenti all'ingresso nel mondo del lavoro con una adeguata preparazione tecnica e culturale, ma anche pratica.
Per rafforzare il percorso formativo degli studenti, nel 2006 è stata creata la CSC Production, uno strumento societario commerciale, una S.r.l., interamente controllata e partecipata dal Centro Sperimentale di Cinematografia, che ha come obiettivo realizzare i saggi di diploma degli studenti giunti al terzo e conclusivo anno della propria formazione nella Scuola, supportare le esercitazioni dei giovani del secondo anno, e fornire un aiuto concreto ai neo-diplomati nel momento in cui si trovano ad affrontare il mondo del lavoro. Laddove esistano progetti che abbiano potenzialità di sviluppo, la CSC Production aiuta gli allievi, partecipando alla realizzazione come produzione esecutiva. Tra gli esempi più noti: Ma che ci faccio qui! (2006) di Francesco Amato, Dieci inverni (2009) di Valerio Mieli, Il terzo tempo (2013) di Enrico Maria Artale, Leoni (2015) di Pietro Parolin. Il Centro Sperimentale dunque aiuta i giovani, oltre che nel proprio saggio di diploma, solitamente un cortometraggio, genere alla cui grammatica sono dunque ben abituati, anche nella loro opera prima, un lungometraggio.
Il saggio finale sotto forma di cortometraggio realizzato degli allievi del terzo anno vede unirsi in un'unica squadra l'intera filiera del processo di lavoro cinematografico: dal produttore al direttore della fotografia, dallo scenografo al regista, dal montatore agli attori. Questa sinergia tra gli allievi di diversi corsi della Scuola fa sì che si cementino rapporti professionali destinati a perdurare nel tempo ben oltre la conclusione del percorso di studi.
In un momento di particolare crisi economica come quello che stiamo vivendo, nemmeno la provenienza da un istituto di eccellenza come la Scuola Nazionale di Cinema permette ai suoi diplomati un ingresso immediato nel mondo del lavoro. Come in tutti i settori culturali, esistono dei mestieri, perlopiù di natura tecnica, con una forte domanda sul mercato del lavoro. Purtroppo, invece, specie per i registi e gli attori, le occasioni possono non arrivare subito. In alcuni casi però, alcuni degli allievi possono decidere di abbandonare gli studi per dedicarsi a importanti offerte di lavoro, come è accaduto, ad esempio, a Riccardo Scamarcio, che ha lasciato la Scuola al terzo anno per non perdere l'occasione che lo ha poi reso famoso.
In ogni caso la Scuola resta, secondo tutti i parametri, una straordinaria opportunità formativa. Non a caso è frequentata anche da studenti stranieri, non solo europei ma anche extracomunitari: proprio per facilitarne l'ingresso, nei bandi per le richieste di ammissione viene sempre riservata un quota per gli studenti provenienti da Paesi extraeuropei.
Nel 2014 gli studenti iscritti alla Scuola Nazionale di Cinema – tra la sede centrale di Roma e le varie sedi regionali – sono stati 352, ben 42 in più dei 310 dell'anno precedente. Nello stesso 2014 la Scuola ha prodotto 103 filmati di esercitazione, 29 saggi di diploma e 47 progetti di diversa natura.
La Scuola Nazionale di Cinema è riconosciuta a livello mondiale, infatti è tuttora un autorevole membro del CILECT (Centre International de Liaison des Ecoles de Cinéma et de Télévision), organizzazione internazionale che riunisce scuole di cinema e televisione, di cui ha ricoperto la presidenza per molti anni.
Lo scorso anno inoltre la Direzione della Scuola ha dato vita a un nuovo progetto didattico e formativo: il CSC LAB, un "contenitore" che propone nuovi corsi di alta specializzazione e sperimentazione della durata da una a ventiquattro settimane. Sono stati attivati 24 laboratori che hanno visto impegnati 273 allievi. L'introito complessivamente incamerato attraverso le quote versate ammonta a 114.800,00 € e al netto di tutte le spese, la Scuola Nazionale di Cinema ha conseguito un utile di circa 80.000,00 €.

Sotto la prestigiosa e autorevole guida del Maestro Piero Tosi e l'importante collaborazione del docente Luca Costigliolo, la Scuola ha dato forma a un complesso laboratorio di costume e scenografia anche grazie a un accordo istituzionale stipulato dalla Fondazione con la casa di moda Luis Vuitton, che si è fatta interamente carico dei costi di realizzazione. Il risultato è stato la creazione di una serie di abiti d'epoca del 1680.
L'accordo con Luis Vuitton prevede inoltre l'elargizione annuale di due borse di studio del valore di 5.000 € l'una destinate a studenti particolarmente meritevoli ma privi di mezzi economici.
Nel 2014 la Scuola Nazionale di Cinema ha rinnovato la collaborazione con il Festival Quartieri dell'Arte, che si svolge a Viterbo, Caprarola, Tuscania e Roma, partecipandone alla diciottesima edizione con tre co-produzioni che hanno visto coinvolti gli allievi di recitazione del secondo e terzo anno.
La Scuola è stata anche impegnata nell'organizzazione di una serie di laboratori in collaborazione con Enti e partner esterni: un progetto con il Conservatorio di Musica Santa Cecilia; uno, "Films of City Frames", con Giorgio Armani e Rai Cinema che, a seguito della presentazione di una serie di proposte da parte degli allievi e della selezione dell'idea migliore da parte del committente, ha visto la realizzazione di un filmato pubblicitario concretizzato in tutte le fasi produttive dagli allievi della Scuola; un altro in collaborazione con il Ministero della Salute che ha previsto la realizzazione da parte degli studenti di una serie di filmati all'interno della campagna di sensibilizzazione sulla terapia del dolore; infine una collaborazione con Expo 2015 che ha visto, nel corso dell'anno, la realizzazione di una serie di videoclip sulle tematiche legate alla nutrizione, alla sostenibilità e alla cooperazione.
Nello specifico, la sede romana della Scuola ha seguito la realizzazione del progetto "Expo 2015" che ha visto la partecipazione anche delle sedi di Milano e Torino alla realizzazione delle iniziative affidate da Expo all'Associazione temporanea di scopo "CSC/Fondazione Cinema per Roma", nell'ambito di uno specifico accordo commerciale.

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Accanto alla sede di Roma, anche la Scuola di Cinema di Milano si è ormai confermata come una realtà consolidata non solo nell'ambito territoriale lombardo; frequentata da allievi provenienti da tutta Italia, annovera docenti qualificati scelti in ogni parte del mondo.
Il corso di Cinema d'Impresa, presentato e introdotto da Maurizio Nichetti, Direttore didattico della Sede, consta di un modulo di 150 ore dedicato esclusivamente alla scrittura, seguito da un altro modulo di 65 ore in cui vengono presentate le problematiche organizzative e produttive. Per dare ai ragazzi la possibilità di approfondire la teoria partendo da committenze pratiche, la Scuola di Milano ha avviato anche collaborazioni con associazioni operanti nel sociale come Vittime del Dovere, ALT-Associazione per la Lotta alla Trombosi e SmallFamilies.
Grazie all'accordo di collaborazione siglato con Expo 2015 sono state avviate collaborazioni anche con altre Scuole aderenti al CILECT: in questo ambito il progetto che si propone di raccontare le attività di Expo 2015, nato dalla sinergia tra Fondazione CSC, Expo 2015 e CILECT, che è stato presentato a Los Angeles nel mese di ottobre 2014.
Il Centro Sperimentale di Cinematografia Sede Lombardia ha realizzato lo spot per il concorso Short Food Movie Feed your Mind, Film your Planet, contribuisce fattivamente con il supporto di studenti e diplomati alla realizzazione del film documentario Racconto Collettivo di Ermanno Olmi – una narrazione corale con contributi provenienti da tutto il mondo sul tema del pane e dell'acqua – e durante la scorsa edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia ha svolto una serie di interviste della lunghezza di sessanta secondi a una trentina di importanti personalità sul tema generale di Expo e sul loro personale punto di vista su cibo e alimentazione, nell'ambito della logica del "Fuori Expo 2015".

La sede di Torino è un affermato istituto di fama internazionale nel campo dell'animazione. Inserito all'interno di ETNA (European Training Network for Animation), la rete degli enti di formazione europei sostenuti dal programma MEDIA, collabora con istituzioni, imprese e aziende, ed è supportato da Turner Communication che ogni anno offre agli studenti migliori borse di studio semestrali e stage nella sua sede londinese.
Nel 2014 sono stati realizzati all'interno della Scuola spot per: Regione Piemonte (Le Residenze Reali); ENI (6 esercizi sul Cane a sei zampe); Camera di Commercio di Torino (I vini e i formaggi della Provincia di Torino); "Se non ora quando?"/Amnesty International (Violenti anonimi, contro la violenza sulle donne); Istituto Luce-Cinecittà (Sonata per baionette, tre progetti per un film sulla Grande Guerra); Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo DG Cinema (spot cinematografico Schermi di qualità); Machiavelli Music Publishing (The Perfect Videomaker); Sotto18 Film Festival (le quattro sigle del festival); SBAM/Piemonte Movie (Filastrok); LVIA (Acqua è vita).

L'obiettivo più importante della Scuola di Cinema di Palermo è quello di selezionare giovani talenti e fornire loro una elevata specializzazione come filmaker e produttori nel campo del documentario storico-artistico e della docufiction. Nel corso del 2014 l'istituzione ha destato profonda attenzione da parte di studenti ed esperti del settore, sviluppando ulteriormente le proprie attività. Una delle caratteristiche più importanti della Sede siciliana è rappresentata dall'incessante opera di promozione culturale del territorio e di apertura, attraverso l'ospitalità a produzioni, registi, maestranze del cinema, che ormai la connotano stabilmente come punto di riferimento per le tante iniziative che si realizzano a Palermo.

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Il 2014 è stato un anno particolarmente significativo anche per la Scuola Nazionale di Cinema dell'Aquila. Istituita a settembre 2011 (in seguito alla sottoscrizione della Convenzione tra la Regione Abruzzo, la Provincia dell'Aquila, il Comune dell'Aquila, il MiBACT DG Cinema e il Centro Sperimentale di Cinematografia), l'anno scorso ha visto concludersi il suo primo ciclo didattico triennale. La formazione offerta dalla Sede abruzzese ha come punto di riferimento professionale la figura del filmaker, puntando a fornire ai suoi studenti le competenze teoriche, pratiche e tecniche utili alla realizzazione di reportage cinematografici e prodotti audiovisivi. Il 2014 si è concluso con un evento didattico che ha destato attenzione e raccolto adesioni sia sul territorio abruzzese sia nazionale: l'inaugurazione dell'installazione L'Aquila, frammenti di memoria, un percorso multimediale contenente testi, fotografie, registrazioni sonore e video, realizzato dagli allievi della sede Abruzzo.

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La Cineteca Nazionale

L'altro settore fondamentale in cui si articola il Centro Sperimentale di Cinematografia, altrettanto importante della Scuola Nazionale di Cinema per fini e obiettivi, è la Cineteca Nazionale. Si tratta di una struttura di rilievo statuita nell'ordinamento giuridico dello Stato: venne infatti istituzionalizzata nel 1949 con una legge che impone tutt'oggi a ogni produttore cinematografico italiano di depositare una copia di ogni film realizzato presso l'archivio della Cineteca, per raggiungere le finalità legislative di promozione e conservazione della cultura cinematografica nel Paese. Svolge pertanto un ruolo analogo a quello della Biblioteca Nazionale, dove vengono registrati e catalogati tutti i libri pubblicati sul territorio italiano. Ad oggi la Cineteca conserva circa 150mila film tra depositi legali (ossia quelli obbligatori per legge), ma anche volontari, lasciti, fondi di grandi famiglie del mondo del cinema o addirittura rinvenimenti alle dogane, testimonianza di un passato, prima del Trattato di Schengen, in cui l'Europa non era aperta al traffico di cittadini e merci e le opere cinematografiche bloccate ai confini territoriali venivano immagazzinate e catalogate.
La finalità principale della Cineteca è dunque quella della conservazione: una sfida che pone diverse problematiche tecniche legate alla preservazione e alla salvaguardia fisica delle pellicole. Dal 2014, lo switch off ha favorito la produzione della maggior parte dei film in digitale, risolvendo in parte le difficoltà della conservazione fisica, ma la pellicola è rimasta il supporto che finora ha attestato la maggiore longevità dal momento che, come sostengono i nostalgici del "film", «empiricamente non è ancora dimostrata l'effettiva resistenza del supporto digitale». Negli archivi sono conservate pellicole di oltre un secolo fa, e la Cineteca Nazionale custodisce e preserva, con interventi mirati di restauro, uno straordinario patrimonio di cultura cinematografica. Nel 2014 il laboratorio della Cineteca Nazionale ha investito 734.406 € per restauri e preservazioni e 11.462 € per ristampe copie, stanziando complessivamente 745.868 €. I film restaurati o interessati da lavorazione digitale al fine della loro preservazione sono stati complessivamente 31, fra cui grandi capolavori della storia del cinema italiano e film minori ma degni di attenzione e cura: La carne e l'anima (1945) di Vladimir Striževskij, I miserabili (1948) di Riccardo Freda, il corto della Titanus La Madonna di Pompei a Napoli (1948), Partire è un po' morire (1951) di Giacinto Mondaini con Peppino De Filippo, un cortometraggio nato per promuovere l'idea di Europa unita, Umberto D. (1952) di Vittorio De Sica, Festa dei morti in Sicilia (1953) di Francesco Maselli, La paura (1954) di Roberto Rossellini, 81?2 (1963) di Federico Fellini, Terrore nello spazio (1965) e Operazione paura (1966) di Mario Bava, Quien sabe? (1966) di Damiano Damiani, Profondo rosso (1975) di Dario Argento, Una giornata particolare (1977) di Ettore Scola – il cui restauro digitale ha permesso alla Cineteca Nazionale di vincere il Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato alla 71esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia – e Ricomincio da tre (1981) di Massimo Troisi.
Nel 2005 il Centro Sperimentale di Cinematografia – mediante una convenzione con la Regione Piemonte, il Comune di Ivrea e Telecom Italia SpA – ha affiancato alla Cineteca Nazionale di Roma l'Archivio Nazionale Cinema d'Impresa a Ivrea, che raccoglie e cataloga i documenti visivi delle aziende storiche italiane, dalla FIAT alla Olivetti, enti di ricerca e case di produzione pubblicitaria. Ad oggi l'Archivio possiede una raccolta di oltre 60mila film industriali.
La Cineteca Nazionale del CSC è un punto di riferimento imprescindibile per chiunque voglia realizzare una rassegna di cinema italiano. Possiede inoltre un'invidiabile fototeca e manifestoteca, in cui sono conservati oltre un milione e mezzo di documenti fotografici e più di 50mila documenti a carattere grafico (manifesti, locandine, fotobuste, pressbook), di cui il Centro Sperimentale detiene i diritti anche di sfruttamento commerciale per la realizzazione di cataloghi, mostre, rassegne iconografiche e attività editoriali.
A partire dal 2003, a corredo del lavoro della Cineteca Nazionale, il Centro Sperimentale di Cinematografia ha la possibilità di usufruire di una sala cinematografica storica situata nel centro di Roma, il Cinema Trevi, presso cui svolge una programmazione costante di retrospettive, omaggi, incontri con gli autori.

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Attraverso la realizzazione di rassegne e retrospettive, la partecipazione a festival ed eventi in Italia e all'estero, il servizio di prestito culturale e la programmazione continuativa presso la sala cinematografica che gestisce, anche nel 2014 la Cineteca Nazionale ha assicurato il perseguimento degli scopi fondamentali della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia: promuovere la cultura cinematografica, favorire e incentivare la conoscenza del patrimonio filmico italiano, formare e introdurre al linguaggio cinematografico nuove generazioni di spettatori.
In questa prospettiva, durante lo scorso anno sono state realizzate numerose iniziative, in tutta Italia e all'estero.
"Eduardo e le forme Atto primo" (dal 3 al 7 febbraio 2014) – realizzato all'interno del progetto I giorni e le notti. L'Arte di Eduardo – ha celebrato, in collaborazione con l'Università della Calabria, il trentennale della morte di Eduardo De Filippo. Al Festival del Cinema Ritrovato della Cineteca di Bologna, invece, la Cineteca Nazionale ha presentato una retrospettiva dedicata a Riccardo Freda curata dal Conservatore Emiliano Morreale, il restauro di due film muti del 1914 all'interno della rassegna Cento anni fa. Intorno al 1914, e ha messo a disposizione numerose copie del proprio archivio per la sezione L'Italia in corto.
La Cineteca è anche stata partner principale del Bif&st Bari International Film Festival (5-12 aprile 2014), collaborando per i tributi a Gian Maria Volonté, con la proiezione del suo La tenda in piazza, a Luis Enríquez Bacalov, Cristina Comencini, Ugo Gregoretti e Michael Radford; ma anche del Festival del Cinema Europeo di Lecce (28 aprile 3 maggio) per le retrospettive dedicate a Marco Bellocchio e Claudia Cardinale. Ha collaborato anche con l'Associazione Culturale Ennio Flaiano di Pescara in occasione della rassegna dedicata a Pietro Germi nel centenario della sua nascita e con il Festival shorTS Maremetraggio di Trieste per un tributo a Francesca Neri. Ha inoltre dato un fecondo contributo all'Istituto Luce-Cinecittà per la realizzazione delle retrospettive programmate nell'ambito dell'evento Luce L'immaginario italiano, in occasione del 90esimo anniversario dell'Istituto.

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Nel 2014 la Cineteca ha anche realizzato diverse iniziative a Roma in collaborazione con la Casa del Cinema e il Palazzo delle Esposizioni. Durante la 71esima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, ha presentato cinque classici restaurati in digitale: il già citato Una giornata particolare di Ettore Scola, omaggio in occasione dell'ottantesimo compleanno di Sophia Loren; Senza pietà (1948) di Alberto Lattuada, per celebrare il centenario della nascita del regista, Arlecchino (1983) di Giuliano Montaldo, Umberto D., in collaborazione con RTI-Mediaset e Cineteca di Bologna, e L'avventura di un soldato, episodio di L'amore difficile (1962), esordio registico di Nino Manfredi, restaurato nell'ambito delle manifestazioni per il decennale della scomparsa dell'attore. Alla nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, la Cineteca Nazionale ha curato la rassegna Danze macabre. Il cinema gotico italiano, un omaggio al cinema di genere e a una delle sue brevi stagioni, con uno sguardo particolare rivolto a Mario Bava proprio nel centenario della sua nascita: all'interno della retrospettiva è stato proiettato il restauro digitale di Operazione paura. Al Festival di Torino, ha invece proposto una rassegna dedicata al regista Giulio Questi, scomparso nel dicembre 2014, e organizzato la proiezione di Profondo rosso di Dario Argento, restaurato in digitale sotto la supervisione di Luciano Tovoli.
La Cineteca Nazionale è stata anche attiva all'estero con importanti iniziative e collaborazioni: al Festival di Cannes 2014, dove ha presentato il restauro di La paura di Roberto Rossellini, al Nitrate International Film Festival di Belgrado con quello di Camicie rosse (1952) di Goffredo Alessandrini, e al Internationales Experimentalfilm & Video Festival di Zurigo per il quale, insieme all'Archivio Nazionale Cinema d'Impresa, ha curato una rassegna di cinema sperimentale italiano. Per il Festival di Locarno, ha realizzato, in collaborazione con Cineteca di Bologna, Istituto Luce-Cinecittà, Cinémathéque Suisse e Titanus, la retrospettiva curata da Sergio M. Germani e Roberto Turigliatto Titanus: cronaca familiare del cinema italiano, dedicata alla grande casa di produzione italiana. La Cineteca Nazionale ha poi collaborato con il Festival Curtas di Vila do Conde in Portogallo, che ha dedicato una rassegna ai cortometraggi realizzati da Michelangelo Antonioni; con l'États généraux du film documentaire di Lussas in Francia; con l'IIC di San Paolo in Brasile, per cui ha ultimato una ricerca dedicata a Marco Ferreri; con il Festival L'Âge d'or della Cinémathèque di Bruxelles, durante il quale è stata proposta una rassegna sul cinema sperimentale italiano; e con il Doclisboa International Film Festival di Lisbona, dedicato ai corti d'autore.
Numerose sono inoltre state durante l'anno le collaborazioni con importanti istituzioni internazionali aderenti all'associazione internazionale di categoria FIAF (Fédération Internationale des Archives du Film): il MoMA di New York, il Deutsches Filminstitut di Francoforte, il Filmarchiv di Vienna, il National Audiovisual Institute (KAVI) di Helsinki, la National Gallery of Art di Washington e la Slovenian Cinematheque di Lubiana.

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Il Centro Sperimentale ha anche una propria divisione editoriale di antica e ricca tradizione, confluita nelle attività della Cineteca Nazionale.
Anche nel corso dello scorso anno sono state numerose le prestigiose uscite editoriali della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, sia con riguardo al quadrimestrale «Bianco e Nero» – la più antica e longeva rivista di studi cinematografici nata in Italia – sia per quanto concerne le produzioni di "collana" e quelle dell'impresa enciclopedica Storia del Cinema Italiano, realizzata in collaborazione con la casa editrice Marsilio. Nel 2014 sono usciti i numeri 578 e 579 e 580 di «Bianco e Nero». Il primo, I magnifici set, è quasi esclusivamente dedicato al lavoro delle film commission e alla nuova geografia produttiva e narrativa che grazie ad esse si sta imponendo nel cinema e nella televisione del nostro Paese. Il numero successivo, dal titolo Gli alieni, i cavalier, l'arme gli orrori, affronta invece l'interessante questione della debolezza del cinema di genere fantastico, fantascientifico e horror nella tradizione italiana, a dispetto di una letteratura che, da Dante a Tasso, da Ariosto a Boiardo, ha forgiato l'immaginario collettivo mondiale sul tema del viaggio nell'aldilà e dell'avventura cavalleresca. L'ultimo realizzato nel 2014, il 580, si incentra sull'addio alla pellicola e sulle sacche di resistenza che – con in prima linea Ken Loach e Quentin Tarantino – si sono formate chiedendosi se l'affermazione del digitale debba realmente comportare la scomparsa della pellicola.
I volumi della Storia del cinema italiano, coordinati da un Comitato Scientifico composto da eminenti studiosi quali Adriano Aprà, Mino Argentieri, Francesco Casetti, Antonio Costa, Lorenzo Cuccu, Gianni Rondolino, Giorgio Tinazzi, Bruno Torri e, inizialmente, anche dal prezioso critico e docente Alberto Farassino, vanno a comporre una monumentale opera storiografica che, attraverso una dettagliata e originale scansione, traccia il profilo di tendenze, movimenti, omogeneità o discontinuità del nostro cinema. Curato da Leonardo Quaresima, il quarto volume della prestigiosa collana, edito nel 2014, si concentra sugli anni che vanno dal 1924 al 1933, focalizzandosi sul cambiamento epocale costituito dall'avvento del sonoro e dal declino del cinema muto.
Tra le pubblicazioni edite dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia nel 2014: La parabola del neorealismo nelle "Cronache di poveri amanti" di Carlo Lizzani di Eligio Imarisio; Giulietta Masina. Attrice e sposa di Federico Fellini di Gianfranco Angelucci; Titanus. Cronaca familiare del cinema italiano/Family Diary of Italian Cinema a cura di Sergio M. Germani, Simone Starace e Roberto Turigliatto; Gotico italiano. Il cinema orrorifico 1956-1979 di Steve Della Casa e Marco Giusti; Morality and Beauty/Morale e bellezza. Marco Bellocchio, a cura di Sergio Toffetti; Asia Argento: la strega rossa, di Stefano Iachetti e Horror italiano di Simone Venturini.

Il bilancio

Nel 2014 alle attività e alle produzioni relative alla Scuola Nazionale di Cinema è stato assegnato un budget di 1.820.857,00 €, incrementato di 169.481,00 € rispetto a quello del 2013 (1.651.376,00 €). Alla Cineteca Nazionale sono invece stati assegnati 1.919.909,00 €, con un incremento di 719.909,00 € rispetto all'anno precedente. La retta pagata dagli studenti si aggira intorno ai 2.000-2.500 €, comprensiva anche della mensa e di tutti i servizi offerti dal Centro Sperimentale di Cinematografia. Negli ultimi anni è stato aumentato il numero di borse di studio destinate agli studenti più capaci e meritevoli.
In generale, nel 2014 il valore della produzione del Centro Sperimentale di Cinematografia è stato pari a 16.519.327,00 €, con una diminuzione rispetto all'anno precedente del 10,20% (18.396.606,00 €). Si è evidenziato un aumento del contributo ordinario annuale da parte del MiBACT (il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), passato da 11.100.000,00 € del 2013 agli 11.500.000,00 € del 2014, nonché la variazione dei contributi erogati dalle Regioni per il funzionamento delle sedi distaccate, passati da complessivi 1.995.000,00 € a 2.030.000,00 € con un aumento pari ad 35.000,00 €, dovuto al maggior contributo riconosciuto alla sede di Palermo, mentre per le altre sedi l'ammontare delle somme stanziate è rimasto invariato rispetto all'esercizio precedente. Coerentemente con la diminuzione del valore della produzione, anche il suo costo ha registrato una diminuzione, pari al 8,96%, rispetto a quello dell'anno precedente (16.361.793,00 € nel 2014, rispetto a 17.971.121,00 € del 2013).

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