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Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

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Istituzioni
Istituto Luce-Cinecittà

La denominazione della società Istituto Luce-Cinecittà nasce – nella sua attuale forma giuridica – nel 2011, in seguito a un lungo processo di riforma che ha visto l'incorporazione da parte di Cinecittà Holding di Istituto Luce e di Filmitalia, agenzia per la promozione del cinema italiano contemporaneo all'estero.
Si è trattato di un lungo percorso di razionalizzazione delle competenze e di ottimizzazione delle risorse che, malgrado la drastica riduzione dei contributi del FUS-Fondo Unico dello Spettacolo, ha portato a mantenere in attività l'Istituto con poco più della metà del personale che lavorava nelle tre società incorporate.
Attualmente l'Istituto Luce-Cinecittà investe quasi l'80% delle proprie risorse nelle attività stabilite dall'atto di indirizzo del MiBACT-Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che sovrintende all'operato dell'Istituto, e solo il 20% nei costi di gestione. Un risultato importante raggiunto grazie alla tenacia dei dipendenti, alla loro partecipazione totale al progetto e alla capacità di imporsi di alcuni settori fondamentali dell'Istituto quali l'archivio storico, la promozione del cinema classico e contemporaneo, la valorizzazione dei nuovi talenti in Italia e all'estero, la capacità di dialogo e di condivisione di obiettivi con l'industria dell'audiovisivo e le altre istituzioni del comparto.
La novità principale – introdotta per garantire una maggiore efficienza nel lavoro dell'Istituto – riguarda lo sviluppo dell'industria audiovisiva nel mondo. Infatti, per fornire servizi migliori, finalizzati alla crescita della quota del cinema italiano nel mercato interno ed estero è fondamentale osservare l'evoluzione dei meccanismi di business globale.
Grazie a questa mission condivisa da lungo tempo con ANICA-Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali e più recentemente con produttori televisivi e di documentari, l'impegno dell'Istituto può avvalersi di un congruo sostegno da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha inserito l'audiovisivo nei suoi piani di internazionalizzazione e rilancio del Paese. In questo modo l'audiovisivo non è più considerato soltanto come strumento di promozione del Made in Italy nel mondo, ma diviene anche parte integrante di un intero sistema industriale e produttivo. Tutto ciò si è tradotto in linee di azione precise a sostegno della distribuzione cinematografica italiana all'estero, tese a supportare distributori italiani e stranieri nel lancio dei nostri prodotti nei principali mercati. Inoltre, Istituto Luce-Cinecittà supporta il candidato italiano al Premio Oscar come Miglior Film Straniero attraverso un'apposita iniziativa organizzata in collaborazione con American Cinematheque, AFI-American Film Institute, Consolato Generale d'Italia e ITA-Italian Trade Commission, che si svolge annualmente a Los Angeles nel mese di novembre.
Nonostante l'Istituto Luce-Cinecittà sia impegnato in tutte queste attività, non trascura uno dei suoi compiti principali, la valorizzazione e diffusione del grande cinema italiano del passato, stanziando importanti investimenti nel restauro e nella digitalizzazione di molti titoli provenienti dalle maggiori libraries del nostro cinema.
Nel 2015 l'Istituto Luce-Cinecittà, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, inizierà la gestione di un nuovo ambizioso strumento di divulgazione culturale. Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha infatti approvato il piano per la realizzazione del MIAC-Museo Italiano dell'Audiovisivo e del Cinema, che sarà allestito all'interno del comprensorio di Cinecittà. Un luogo dedicato alla memoria audiovisiva e cinematografica, allo sviluppo della conoscenza e alla diffusione, anche professionale, dei mestieri del cinema. Al suo interno saranno ideati percorsi espositivi e formativi che, partendo dall'illustrazione delle tecniche di oltre un secolo fa, mostreranno lo sviluppo del cinema fino all'era digitale. Vi troverà spazio un laboratorio di eccellenza per il restauro, la conservazione e la produzione di immagini su pellicola, che sarà supportato dai migliori professionisti del settore e sarà aperto a quanti desiderano continuare a realizzare film sul supporto più "classico" e ancora più affascinante. Infine, un programma di scambi internazionali con istituzioni, scuole e corsi di formazione curato dal Centro Sperimentale di Cinematografia costituirà un primo passo per l'avvio di una sorta di "Erasmus dei mestieri del cinema". Il progetto è infatti quello di trasformare una parte degli Studios di Cinecittà in un vero e proprio campus universitario dedicato al settore.
La Rai con le sue Teche, strumento indispensabile per la creazione di un archivio audiovisivo della storia, della cultura e dello sviluppo economico del nostro Paese, fornirà un prezioso aiuto all'organizzazione e alla realizzazione del progetto. Inoltre l'Istituto LuceCinecittà, insieme alla Rai e alla Direzione Generale Cinema del MiBACT, sta predisponendo un sistema per la valorizzazione della produzione di documentari e per il sostegno a opere prime e seconde e film con difficoltà di inserimento sul mercato. A compimento di questo piano di sviluppo sarà avviata una stretta collaborazione con le sale cinematografiche e le nuove piattaforme on demand di diffusione dei prodotti audiovisivi.
In questa sede non bisogna dimenticare un settore che sta riprendendo vigore dopo anni di alterne fortune, quello degli storici studi cinematografici di Cinecittà, che nell'ultimo periodo si stanno aprendo a nuove produzioni.

La promozione all'estero

Il successo internazionale di Vergine giurata, film d'esordio di Laura Bispuri distribuito in Italia da Istituto Luce-Cinecittà, in concorso al 65. Festival Internazionale del Cinema di Berlino e vincitore del premio Nora Ephron al Tribeca Film Festival di New York, rappresenta un caso fortunato che conferma l'importante impegno dell'Istituto a sostegno del cinema italiano all'estero nella sua interezza. L'Istituto Luce-Cinecittà, insieme ad altre agenzie continentali di promozione cinematografica (come UniFrance per la Francia), fa parte di EFP-European Film Promotion, un network europeo di 26 Paesi. Ogni agenzia, area o società opera con specifiche modalità per la promozione della rispettiva cinematografia nazionale, e tramite EFP organizza alcuni importanti progetti annuali per supportare la crescita delle nuove generazioni di cineasti: Shooting Stars Award alla Berlinale, Producers on the Move al Festival di Cannes e altri eventi similari. L'attività internazionale dell'Istituto Luce-Cinecittà per la promozione della cinematografia contemporanea italiana può essere sintetizzata in cinque modalità di intervento:

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  • Appuntamenti dettati dalle tre maggiori rassegne internazionali (Festival di Cannes, Berlino e Toronto) nelle quali la presentazione dei film genera automaticamente nuove opportunità sia di comunicazione sia di mercato. Si tratta di festival globali, dove l'offerta dell'audiovisivo raggiunge tutti gli operatori e i professionisti del settore.
  • Attività mirate a Festival e Mercati che interessano macroaree e si sono confermati fondamentale punto di riferimento per i world sales e i buyers che vedono ridursi sia i costi di partecipazione sia la competitività di offerta e acquisto. Si tratta di mercati continentali, presenti in appuntamenti come i festival di Shanghai, Busan, Karlovy Vary e Buenos Aires. È evidente che l'interesse si concentra nelle aree dei mercati emergenti come l'Asia, e che le formule di organizzazione rispettano le specificità dei Paesi ospitanti, senza ombra di dubbio un'importante novità nel panorama dei mercati internazionali che fino a dieci anni fa offrivano un limitato numero di occasioni di incontro.
  • Partecipazione a festival radicati nei rispettivi Paesi di appartenenza e con molte edizioni alle spalle (come i festival di Londra, Tokyo e altri mercati nazionali), che si svolgono in territori strategici e offrono concrete opportunità di distribuzione ai film italiani. Questi eventi convogliano opportunità di comunicazione e di mercato in aree precise: ne è un esempio il Festival di Londra dove in un decennio la presenza italiana è passata da due a una media di dieci film all'anno, creando un vero e proprio caso commerciale. Alla fine degli anni Novanta nel Regno Unito la distribuzione dei film italiani era praticamente inesistente, mentre oggi il nostro cinema ha raggiunto il secondo posto nel box office britannico (escludendo i film in lingua inglese) surclassato soltanto da quello francese. La maggior parte dei titoli vengono acquistati dai distributori inglesi proprio durante il Festival di Londra.
  • Eventi creati ad hoc: in quei Paesi in cui per diversi fattori ci sono minori possibilità di penetrazione, le agenzie di promozione italiane hanno sviluppato una specifica politica di intervento per garantire maggiore visibilità ai film nazionali. Si tratta ovviamente di territori significativi sia dal punto di vista commerciale sia culturale, come Stati Uniti e Giappone, dove nel 2015 è stato ospitato il 15. Festival del Cinema Italiano di Tokyo.
  • Progetti speciali: si tratta di eventi unici, legati a circostanze particolari che spesso coinvolgono diverse istituzioni italiane. L'ultimo esempio in ordine di tempo è costituito dalla partecipazione italiana in veste di Paese ospite d'onore all'ultima edizione del Festival Internazionale di Guadalajara in Messico, dove sono stati programmati 40 film italiani prodotti tra il 2012 e il 2015 ed è stata invitata una delegazione di 20 ospiti tra registi, autori, attori e operatori del settore.

La promozione nei festival

Le attività di promozione che si sviluppano intorno alla presenza italiana a un festival internazionale sono diverse e mirate a seconda della manifestazione e della situazione specifica (la presenza o meno di film in concorso, di giurati italiani o di masterclass). Durante festival come Cannes o Berlino, Istituto Luce-Cinecittà segue alcune linee guida:

  • Selezioni in sede: è fondamentale riuscire a proporre ai direttori artistici dei festival la nostra offerta cinematografica direttamente in Italia, evitando così che il film di un autore venga inserito in un contesto casuale.
  • Programmazione: a selezione conclusa si definiscono, in accordo con le società di produzione, le migliori condizioni di presentazione dei film scelti (sezione del concorso, data di programmazione, ecc.).
  • Definizione giurato: spesso vengono richiesti all'Istituto suggerimenti riguardo un eventuale giurato e di condurre le trattative per verificare la sua effettiva disponibilità.
  • Stampa e sottotitolaggio copie: in alcuni casi si richiede la disponibilità a stampare(o acquisire) una copia in 35mm dei film selezionati per poi sottotitolarla in inglese, francese o spagnolo.
  • Comunicazione: predisposizione di pagine pubblicitarie ad esempio su trades, cataloghi, flyer di programmazione, banner, quick screen, dal momento che la comunicazione varia in base alla tipologia e al target della manifestazione;
  • Eventi collaterali: panel, workshop, reception, press conference, masterclass. Gli interventi cambiano a seconda del festival, del budget e dell'eventuale contributo di partner e sponsor.
  • Stand, pavillion: alcuni festival offrono la possibilità di uno spazio per la promozione all'interno delle sedi di mercato. Sono occasioni molto diverse tra loro, come Cannes, Toronto o Shanghai, ma tutte prevedono un progetto di comunicazione, un allestimento e una gestione per l'intera durata del mercato.
  • Coordinamento delle delegazioni artistiche: oltre i festival di Cannes e Berlino, dove le produzioni seguono le proprie delegazioni, per le altre manifestazioni cinematografiche e per le rassegne di mercato, la presenza di autori, attori e produttori è organizzata e coordinata direttamente dalle agenzie di promozione. I grandi festival chiedono un unico riferimento per ogni cinematografia nazionale in grado di garantire sia l'organizzazione tecnica sia la partecipazione artistica.

Le nuove piattaforme

Le nuove tecnologie sono un'opportunità e un'occasione importante di divulgazione e distribuzione capillare sul territorio, soprattutto per alcuni prodotti che generalmente non hanno spazio nei palinsesti TV e trovano ostacoli nel mercato cineaudiovisivo, come costi troppo alti e difficoltà a raggiungere gli utenti a causa della conformazione del territorio. L'Istituto Luce-Cinecittà ha quindi investito importanti risorse al fine di poter essere presente in tutti gli store virtuali, ultima frontiera della distribuzione del prodotto audiovisivo. La prima piattaforma VoD (video on demand), in cui è stato coinvolto l'Istituto Luce-Cinecittà, è Cubovision, in una partnership sia in sede free che pay. Grazie a Telecom Italia è stata possibile la realizzazione di due canali brandizzati dell'Istituto, uno dedicato ai film e uno ai documentari. Istituto Luce-Cinecittà è stata la prima organizzazione a distribuire documentari su Apple-iTunes, la maggiore e più famosa piattaforma internazionale online del settore. La società Apple Inc. ha inoltre creato una "room" dedicata all'Istituto in cui convogliare i contenuti del cinema italiano.
Istituto Luce-Cinecittà figura anche tra i primi partner di Google Play in una nuova offerta VoD a pagamento e insieme a MYmovies ha realizzato una programmazione mensile dedicata alla distribuzione di cinema italiano targata Istituto Luce-Cinecittà.
Tra i principali obiettivi di questa strategia c'è sicuramente quello di collaborare con tutte le nuove piattaforme italiane, come ANICAONDEMAND, Chili e Own Air, dove peraltro l'Istituto è già presente con molti titoli.

La distribuzione

Uno dei compiti affidati a Istituto Luce-Cinecittà dall'atto di indirizzo del MiBACT è la valorizzazione di nuovi talenti. I lungometraggi, i cortometraggi e i documentari che l'Istituto intende far arrivare sul grande schermo hanno lo scopo di diffondere cultura e dare visibilità agli artisti emergenti che desiderano affacciarsi al mercato cinematografico italiano.
L'Istituto dunque si impegna in un ambito in cui altre società, per motivi economici e commerciali, non possono investire.
Le opere prime e seconde, come i documentari, i film low budget e quelli privi di un cast tecnico artistico di spicco, incontrano difficoltà distributive e mancano di forza attrattiva in sala; per tali ragioni la loro promozione deve ricadere su un'istituzione solida di utilità pubblica come Istituto Luce-Cinecittà.
La distribuzione di Istituto Luce-Cinecittà viene stabilita considerando la possibilità di accompagnare film e documentari in uscita con la presenza in sala dell'autore e del cast, generando dibattiti e confronti con il pubblico, organizzando serate evento e trasformando così la visione dell'opera cinematografica in un'occasione di scambio culturale, permettendo allo spettatore di cogliere le intenzioni e il messaggio del cineasta. A questo scopo l'Istituto dialoga attivamente con gli esercenti e crea collaborazioni con vari soggetti culturali che operano sul territorio come associazioni, scuole e università. L'Istituto Luce-Cinecittà rappresenta una delle principali realtà del settore cinematografico, con una varietà di impegni e attività che si traducono nella più ampia missione di sostegno alla cinematografia italiana. Per questo motivo propone un cinema di qualità, sperimentale, aprendosi anche al documentario. L'Istituto è infatti un punto di riferimento sia per il supporto ad autori emergenti e la ricerca di nuove narrazioni, sia per la creazione di percorsi integrativi ai canali ordinari di produzione e distribuzione.
L'Istituto Luce-Cinecittà rivolge, come già accennato, particolare attenzione alla distribuzione di opere prime e seconde finanziate dal MiBACT e si prodiga in un impegno fondamentale per l'intero comparto: promuovere i giovani talenti del cinema italiano nei principali festival internazionali e nelle sale; produrre e distribuire film documentari (il listino per l'ultima stagione è composto di circa 40 titoli); proporre nuovi format sperimentali (come i recenti Fango e Gloria, Patria, entrambi del 2014, e Cinecittario Quando l'Italia mangiava in bianco e nero, 2015), che si servono dello straordinario materiale cinematografico e fotografico dell'Archivio Storico Luce. Il dinamismo dell'Istituto fa sì che l'azienda sia un punto di incontro, confronto e scambio tra i professionisti del settore: produttori, registi, ricercatori, autori, buyers, selezionatori di festival e molti altri. L'ambiente giusto dove può nascere creatività e competitività. Un servizio che solo una società pubblica rivolta allo sviluppo dell'industria audiovisiva può fornire.
L'Istituto Luce-Cinecittà ha raggiunto così, grazie alla sua poliedricità, una grande visibilità sul mercato, e il suo brand è riconosciuto in Italia e nel mondo.

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I documentari

Dal 1924 a oggi l'Istituto Luce-Cinecittà ha prodotto e acquisito un patrimonio filmico costituito non solo da cinegiornali e film, ma anche da documentari.
Sin dagli anni Venti l'Istituto ha intuito l'importanza del documentario come mezzo di diffusione culturale e di conoscenza (oltre che di propaganda durante gli anni del regime) e ha arricchito il proprio Archivio acquistando filmati di attualità riguardanti la storia del nostro Paese, a partire dalle preziose immagini che ricostruiscono gli avvenimenti italiani della Prima Guerra Mondiale.
Da questo punto di vista, l'attività dell'Istituto Luce-Cinecittà è stata negli anni così ricca e variegata da diventare proverbiale: il marchio oggi conta una library composta da centinaia di titoli documentaristici sui più svariati argomenti. Contiene, inoltre, alcuni filmati dei più grandi autori del nostro cinema, tra cui i cortometraggi firmati da Antonioni, Maselli, Rossellini, Visconti, Zurlini e tanti altri.
Negli ultimi cinque anni, l'Istituto LuceCinecittà ha incrementato notevolmente la produzione di documentari che utilizzano materiale d'archivio. La novità rispetto a prodotti del passato quali I 600 giorni di Salò (1991) e La Storia d'Italia del XX secolo (2000) è quella di permettere ai cineasti di trasformare la semplice consultazione dei filmati d'archivio in un'occasione ricca di potenzialità creative.
Da questa opportunità è nata una linea di ricerca autoriale che ha ricevuto una risposta appassionata da parte del cinema italiano e il riconoscimento da parte della stampa. Basti citare i riconoscimenti ottenuti degli ultimi due anni – dal David di Donatello per il miglior documentario ad Anija La Nave (2012) di Roland Sejko ai due Nastri d'Argento a Costanza Quatriglio per Terramatta (2012) e Triangle (2014); dal Nastro d'Argento per il miglior documentario sul cinema a Gian Luigi Rondi vita cinema passione (2014) di Giorgio Treves al caso di Le cose belle (2013) di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno, che ha raccolto venti premi tra festival italiani e internazionali.

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Molti cineasti italiani hanno mostrato da subito la propria adesione al progetto dell'Istituto: maestri come Ettore Scola, Gianni Amelio, Ermanno Olmi, Marco Bechis e Folco Quilici, registi ormai affermati nel circuito dei festival come Claudio Giovannesi, Alina Marazzi, Gianfranco Pannone, Costanza Quatriglio, Alessandro Rossetto, Roland Sejko e nuovi talenti come Elisa Amoruso e Marco Bonfanti.
Un titolo come 9x10 Novanta, realizzato nel 2014 per i novant'anni di Istituto Luce-Cinecittà, è stato importante dal punto di vista sperimentale per l'incontro tra Archivio e fiction. Registi diversi (Marco Bonfanti, Sara Fgaier, Claudio Giovannesi, Alina Marazzi, Pietro Marcello, Giovanni Piperno, Costanza Quatriglio, Paola Randi, Alice Rohrwacher e Roland Sejko) hanno realizzato un film di memoria collettiva unico nel suo genere. Un'opera singolare che testimonia l'abbattimento della barriera tra documentario e fiction e che mette la produzione dell'Istituto alla pari delle proposte innovative del cinema internazionale contemporaneo.
Una vasta produzione che vanta nel suo portfolio opere di successo è dunque il biglietto da visita di Istituto Luce-Cinecittà: con una parte realizzata internamente e l'altra in associazione con produttori privati sensibili e attenti al settore in espansione. Si tratta di una produzione accolta con favore dal pubblico in sala, che fa auspicare una maggiore sinergia con l'esercizio cinematografico e la programmazione dei palinsesti televisivi. Il documentario è infatti destinato a essere un prodotto sempre più richiesto dal pubblico del futuro.

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Gli studi cinematografici di Cinecittà

L''Istituto Luce-Cinecittà possiede una quota di azioni degli storici studi cinematografici di Cinecittà, inaugurati il 28 aprile del 1937 e situati a Roma, in via Tuscolana. Inizialmente privati, gli studi erano di proprietà dell'ingegner Carlo Roncoroni che aveva precedentemente acquistato la Cines, distrutta da un incendio. Alla sua morte, avvenuta nel settembre 1938, la struttura divenne pubblica per volontà di Luigi Freddi, allora Direttore della Direzione Generale per il Cinema sotto il Sottosegretariato per la Stampa e la Propaganda, che divenne Presidente di Cinecittà nel 1940.
Dal 1997 è stato avviato il processo di privatizzazione degli Studios. All'epoca era stato stabilito che la gestione dei teatri di posa e delle industrie tecniche avrebbe dovuto essere effettuata con un'ottica di tipo commerciale da soggetti privati che potessero concorrere con gli altri operatori del mercato. La privatizzazione, se da un lato è stata un'esigenza finalizzata a favorire la competitività e la concorrenza del mercato, dall'altro ha stimolato gli investimenti del settore privato, soprattutto nei comparti di laboratorio digitale e post-produzione, accrescendo i ricavi e la redditività degli Studios nei primi anni. Purtroppo il cambiamento di scenario avvenuto negli anni Duemila, con la perdita di redditività del comparto e la forte innovazione tecnologica, hanno ridotto notevolmente i margini di profittabilità.
Il valore e la tradizione degli studi di Cinecittà, strettamente legati alla tradizione e alla cultura audiovisiva del nostro Paese, si riscontrano nella professionalità dei suoi lavoratori e dei tecnici, che costituiscono il vero e proprio patrimonio aziendale. A partire dal 2003 si è assistito a un decremento graduale della presenza produttiva del cinema internazionale negli studi di Cinecittà, sia per la sfavorevole perdita di economicità, generata dal rafforzamento del tasso di cambio dell'euro sul dollaro, sia per la comparsa di teatri di posa e centri di produzione situati nell'area balcanica e nel nord Africa, che hanno adottato politiche commerciali molto aggressive e competitive. La politica degli Studios è stata per qualche anno quella di compensare la perdita di occupazione con le produzioni delle televisioni generaliste, sia di Rai che di Mediaset, ma a partire dal 2008 anche i due principali broadcaster nazionali hanno trasferito le produzioni, per motivi di maggior economicità, in propri centri di produzione.
Il ritorno del cinema internazionale è avvenuto negli ultimi anni soprattutto grazie alla attrattiva politica fiscale adottata dal Governo italiano, che ha ampliato il tax credit alle produzioni esecutive, rendendo gli studi di via Tuscolana nuovamente concorrenziali anche per le produzioni ad alto budget. A partire dal 2015, i teatri di posa hanno ospitato sia produzioni italiane sia internazionali, quali Zoolander 2 di Ben Stiller e Ben-Hur di Timur Bekmambetov. Per quanto riguarda invece la quota produttiva destinata alle televisioni, dovrebbe ulteriormente arricchirsi grazie al ritorno della Rai, che sta trasferendo la produzione delle principali trasmissioni negli studi di Cinecittà. Dopo essere stati per anni una sorta di Hollywood sul Tevere, gli Studios hanno attraversato periodi non esaltanti a causa della loro perdita di capacità attrattiva che si è protratta sino allo scorso anno. Il ritorno delle produzioni straniere che negli ultimi tempi hanno dimostrato nuovo interesse verso Roma e Cinecittà è stato seguito da una migliore offerta di servizi ai produttori, anche grazie al lavoro delle film commission regionali.
Gli studi di Cinecittà sono in grado oggi di offrire la completa gestione della produzione cinematografica e audiovisiva, dal service di produzione esecutiva fino alle pratiche per l'ottenimento del tax credit, dalla realizzazione di riprese nei teatri di posa e nei backlot alla fornitura di mezzi tecnici, dal laboratorio per la post-produzione e gli effetti speciali sino alla consegna finale dei supporti alla distribuzione. La qualità dei tecnici di Cinecittà (scenografi, operatori e maestranze) rappresenta un valore aggiunto tramandato nel corso degli anni e che viene tuttora apprezzato dalle produzioni internazionali. I teatri di posa inoltre sono interessati da diversi anni da un processo di ammodernamento che ne ha concretamente incrementato la competitività.
Infine l'apertura di Cinecittà al pubblico, con l'iniziativa "Cinecittà si Mostra", ha avuto un notevole successo: nel 2014 sono stati registrati 85mila visitatori paganti, e i dati del 2015 indicano che si tratta di una tendenza in aumento, anche grazie all'avvio di mostre temporanee monotematiche, come quella dedicata al fotoreporter statunitense Steve McCurry. Con queste iniziative è stata inaugurata una nuova linea di attività, che ha coinvolto una parte degli Studios in maniera continuativa con mostre espositive, organizzazione di eventi e convegni, senza penalizzare le produzioni dell'audiovisivo. Di fondamentale importanza sarà poi l'apertura del MIAC-Museo Italiano dell'Audiovisivo e del Cinema, che a partire dal 2016 amplierà l'offerta culturale e di intrattenimento degli studi, facendo di Cinecittà un importante polo espositivo e didattico per la città di Roma e per l'intero Paese.

 

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