LINGUA
Report 2014
Report 2013
Report 2012
Report 2011
Report 2010
Report 2009
Report 2008
Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

Focus

Approfondimenti

Istituzioni

Associazioni

Produzione

Testimonianze

fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
cinematografo.it
» Report 2014
Produzione
Rai Cinema - Un anno di conferme e nuovi traguardi per Rai Cinema e il cinema italiano

Il 2014 è stato per Rai Cinema un anno di crescita e di conferme in termini di obiettivi e risultati raggiunti. La società ha portato avanti la propria linea editoriale con la quale raggiungere diverse tipologie di pubblico, raccontando il Paese e la realtà attuale, nel rispetto dei diversi punti di vista e delle opinioni degli autori. Il risultato, anche per l'anno passato, è stato quello di un'offerta differenziata in generi e linguaggi narrativi, in grado di soddisfare le esigenze di un pubblico del cinema notevolmente cambiato negli ultimi anni, ma ancora disposto a scegliere di dedicare due ore del proprio tempo ad ascoltare una storia, in una dimensione sospesa e protetta come quella che solo il cinema in sala riesce ad offrire.
È una bella responsabilità quindi, per il servizio pubblico, raccontare delle storie che riescano a parlare ai cittadini lasciando qualcosa anche dopo essere usciti dalla sala, a volte divertendo in maniera spensierata, altre volte proponendo qualcosa di nuovo in termini di linguaggio e contenuti, ma sempre cercando di essere al servizio del pubblico, offrendo numerosi spunti di riflessione sulla realtà che ci circonda.
Lo abbiamo dimostrato con film di autori come il maestro Ermanno Olmi, con il suo Torneranno i prati, in grado di consegnare una testimonianza verosimile e allo stesso tempo poetica sulla prima guerra mondiale, con Il capitale umano di Paolo Virzì, un thriller dal meccanismo perfetto e dal linguaggio destrutturato, capace di focalizzare l'attenzione sulle contraddizioni della nostra società, così come ne I nostri ragazzi di Ivano De Matteo o Anime nere di Francesco Munzi (vincitore di nove David di Donatello), film forti, in grado di scuotere spettatore e invitarlo a fermarsi a riflettere su tematiche come la famiglia e gli adolescenti di oggi o la criminalità organizzata. Gli autori sono stati in grado di utilizzare anche altri registri più leggeri e ironici, comunicando però sempre significati profondi come nel caso dell'ultimo film di Carlo Mazzacurati, La sedia della felicità, che Rai Cinema ha avuto il piacere di contribuire a realizzare; oppure l'ultimo film di Gabriele Salvatores, Il ragazzo invisibile (David di Donatello per gli effetti visivi), un film di qualità rivolto ai ragazzi che è riuscito a coniugare spettacolarità e grande umanità dei personaggi, distribuito lo scorso Natale in contro-programmazione rispetto agli altri film in sala; oppure storie commoventi come quella raccontata in Allacciate le cinture di Ferzan Ozpetek. Tra quelli d'autore troviamo anche un film che è riuscito a sorprendere, presentato alla scorsa Mostra di Venezia, Il giovane favoloso (vincitore di cinque David di Donatello), che ha incontrato il calore del grande pubblico, raccontando fedelmente la vita di Giacomo Leopardi, rendendola un'esperienza attuale in cui ogni giovane può riconoscersi. Veicolare questo genere di storie verso una platea così larga è probabilmente il più grande dei successi possibile per un'azienda come Rai Cinema.
Il successo di un film per il servizio pubblico, infatti, non può limitarsi al mero incasso del botteghino, ma va misurato con la capacità che ogni opera ha di raggiungere e parlare con il proprio pubblico di riferimento. Per questo l'incasso ottenuto da un film come quello del maestro Olmi (1.450.000 euro) – in grado di veicolare significati così profondi in concomitanza con la celebrazione dei 100 anni dalla prima guerra mondiale – va ad eguagliare quello di un grande film commerciale nella strategia di portfolio di Rai Cinema.
Per quanto riguarda i giovani talenti su cui Rai Cinema da sempre investe, consapevole che le energie del sistema vadano costantemente ampliate e rinnovate, anche il 2014 ha riservato diverse sorprese come il divertentissimo ed originale Smetto quando voglio di Sydney Sibilia che tra l'altro ha ottenuto un ottimo risultato anche in termini di box office. In diversi festival hanno avuto modo di farsi conoscere alcuni giovani autori, tra i quali Leonardo Guerra Seràgnoli con il suo Last Summer, presentato al Festival Internazionale del Film di Roma e vincitore della menzione speciale, ha fornito uno sguardo estetizzante su una storia dolorosa che racconta il rapporto tra una madre e il proprio figlio.

prod-01

prod-02

prod-03

Troviamo anche il coraggioso Più buio di mezzanotte di Sebastiano Riso e l'originalissimo Arance e martello di Diego Bianchi, presentato alla scorsa edizione della Settimana Internazionale della Critica a Venezia. Infine un'opera seconda che è stata una piacevole conferma come Le Meraviglie di Alice Rohrwacher, trionfante al Festival di Cannes con il Grand Prix della Giuria.
Nel 2014 non sono mancati film più spensierati e d'intrattenimento che però sono riusciti ad andare oltre la mera comicità come La gente che sta bene di Francesco Patierno, divertente denuncia sull'arrivismo sociale che talvolta caratterizza la nostra società; Scusate se esisto! Di Riccardo Milani che ironizza sul "tetto di cristallo" che le donne trovano nel mondo del lavoro del nostro Paese; Ogni maledetto Natale di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo, dissacrante ritratto sulle contraddizioni della famiglia italiana; Buoni a nulla di Gianni Di Gregorio, una commedia divertente e godibile presentata al Festival di Roma; troviamo anche l'esperimento riuscito dei Manetti Bros. con il loro Song' e Napule, in bilico tra la commedia e il film di genere.
Questa varietà di storie, generi e linguaggi da proporre a diverse tipologie di pubblico, non sta soltanto alla base della nostra linea editoriale produttiva, ma è anche parte integrante e caratteristica fondamentale del nostro listino di 01 Distribution, marchio che da sempre rappresenta per Rai Cinema la possibilità di presidiare in maniera unitaria il settore cinematografico ottimizzando la gestione dell'opera cinematografica attraverso tutti i canali di sfruttamento a partire dalla sala e fino ai mercati secondari in cui l'azienda è attiva.
Avendo ormai da qualche anno un listino composto da un'altissima percentuale di produzione italiana, la strategia distributiva del 2014 è stata quella di evitare una cannibalizzazione con prodotti aventi generi e quindi target simili.
Abbiamo quindi utilizzato una strategia di differenziazione tra prodotti di qualità e prodotti con una vocazione maggiormente commerciale in modo da equilibrare i due segmenti delle sale cittadine e dei multiplex, supportati da pochi titoli d'acquisto internazionale per rafforzare l'offerta dove è necessario un maggiore appeal con il pubblico.
Inutile dire come per i prodotti di qualità un grande ruolo nel lancio venga svolto dai festival. Negli ultimi anni, grazie alla partecipazione ai festival internazionali di maggior rilievo e non solo, i film che la società ha contribuito a realizzare hanno ottenuto i riconoscimenti e i premi più importanti riportando la produzione culturale italiana ai massimi livelli. In questo modo Rai Cinema non solo è riuscita a promuovere i film di autori affermati e di giovani promesse, ma ha potuto rendere il marchio Rai visibile e riconoscibile al pubblico, nonché garanzia per la qualità dei contenuti. Da Terraferma (2011) di Emanuele Crialese, Premio Speciale della Giuria a Venezia 68 al Grand Prix di Cannes nel 2012 a Reality di Matteo Garrone, da Cesare deve morire dei fratelli Taviani, Orso d'Oro al Festival di Berlino nel 2012 a Sacro GRA di Gianfranco Rosi che ha riportato la vittoria ad un film italiano durante la Mostra di Venezia nel 2013, TIR di Alberto Fasulo, vincitore del Marc'Aurelio d'Oro nel 2013, La mafia uccide solo d'estate di "Pif" [Pierfrancesco Diliberto] che si è aggiudicato il premio del pubblico al Festival di Torino 2013 e il premio come Miglior Commedia agli EFA 2014, fino al già citato Grand Prix di Cannes 2014 a Le Meraviglie di Alice Rohrwacher e alle ultime Coppe Volpi della passata edizione della Mostra di Venezia ad Hungry Hearts di Saverio Costanzo. A questi risultati si aggiungono ancora i sette David di Donatello 2014, tra cui quello per il Miglior Film, a Paolo Virzì per Il capitale umano, che tra l'altro ha rappresentato i film italiani per le nomination agli Oscar, e il premio come Miglior Film d'animazione a L'Arte della Felicità di Alessandro Rak agli EFA 2014 o ancora i recenti David a film come Anime nere e Il giovane favoloso. Sono solo alcuni dei riconoscimenti ottenuti dai nostri film negli ultimi anni. Solo considerando Cannes, Venezia, Roma, Berlino, Locarno e gli Oscar, i premi vinti dal 2010 al 2014 sono più di 50. I David di Donatello ottenuti dai film che Rai Cinema ha contribuito a realizzare dal 2010 al 2015 sono più di 70.

prod-04

Naturalmente la strategia di lancio per i film di qualità non si esaurisce solo con i festival. L'azienda infatti opera opportune differenze a seconda del caso. Ne è un esempio Il giovane favoloso di Mario Martone che oltre alla presenza a Venezia, necessitava di un seguito scolastico in autunno per arrivare nelle settimane successive in sala con un'attività di lancio già avviata, attivando un passaparola positivo a partire proprio dai giovani che avevano visto il film. Una strategia vincente che ha portato al significativo risultato di un milione di spettatori per un film di qualità di questo tipo.
Non è un caso quindi che – fatta esclusione per The Wolf of Wall Street (2013) di Martin Scorsese, titolo internazionale di altissima qualità distribuito in Italia dal marchio 01 Distribution – i film di maggiore incasso nel 2014 siano tutti italiani, molti dei quali di qualità. Una vera e propria inversione di tendenza rispetto a qualche anno fa, quando ai primi posti della classifica degli incassi trovavamo prevalentemente le commedie comiche. I maggiori incassi ottenuti da 01 Distribution nel 2014 sono quindi composti da The Wolf of Wall Street € 11.959.762; Il giovane favoloso € 6.314.391; Il capitale umano € 5.751.824; Scusate se esisto! € 5.464.332; Allacciate le cinture € 4.656.963; Il ragazzo invisibile € 4.635.544; Smetto quando voglio €4.037.932; Confusi e felici € 3.857.317.
Questa strategia di distribuzione non ha consentito soltanto di raggiungere il pubblico con tanti film italiani, riposizionando strutturalmente negli anni il cinema italiano di qualità con un numero di copie quattro volte più alto rispetto ai decenni passati, ma ha permesso la formazione della prima realtà distributiva in Italia. Dalla sua nascita a oggi 01 ha distribuito più di 360 titoli, di cui 215 italiani, riscuotendo oltre 760 milioni di euro al botteghino ed oltre 125 milioni di presenze. Nel 2014, 01 Distribution è terza nella classifica dei distributori con una quota di mercato di circa il 13,5% dietro colossi come Warner e Universal che tra l'altro aggregano ai loro listini, la prima i titoli di Sony, la seconda di Filmauro e Paramount.

prod-05

prod-06

Non c'è solo 01 Distribution quando si parla della distribuzione dei film di Rai Cinema. Negli ultimi cinque anni sono stati distribuiti circa 80 titoli finanziati da Rai Cinema, grazie ad accordi con Lucky Red, Teodora, Fandango, BIM, Istituto Luce-Cinecittà, Microcinema, Bolero, Officine UBU. Rai Cinema accompagna in sala tantissimi film italiani sia attraverso 01, sia affidando il mandato a distributori terzi. E anche in questo caso non si tratta di film piccoli o secondari, ma di titoli protagonisti delle scorse stagioni come Viaggio sola (2013) di Maria Sole Tognazzi, Miele (2013) di Valeria Golino, Sacro GRA (2013) di Gianfranco Rosi, Still Life (2013) di Uberto Pasolini, Song'e Napule (2014) dei Manetti Bros., Ti sposo ma non troppo (2014) di Gabriele Pignotta, Più buio di mezzanotte (2014) di Sebastiano Riso, Incompresa (2014) di Asia Argento, Le Meraviglie (2014) di Alice Rohrwacher, Anime nere (2014) di Francesco Munzi. Rai Cinema finanzia più film di quelli che distribuisce, fornendo di prodotto italiano altri operatori del mercato e generando un ulteriore impulso per il comparto distributivo.
Il settore cinematografico non è infatti costituito da business che si muovono in compartimenti stagni. Ogni fase in cui l'opera cinematografica viaggia è interconnessa, a partire dalla produzione cinematografica, senza la quale non potrebbe esserci nessuna economia connessa al cinema. Il cinema d'altra parte non è soltanto cultura, ma rappresenta in maniera tangibile un'economia su cui investire, generando dei ritorni che si moltiplicano, considerando le sole attività dirette alla produzione, e che trovano prosecuzione lungo la filiera di sfruttamento di tutta l'opera cinematografica, attraverso business divenuti sempre più complessi e ramificati.
Ogni singolo film porta con sé una piccola economia sostenuta da maestranze e professionalità, tradizionalmente di altissimo livello, di cui il Paese deve essere orgoglioso e Rai Cinema è consapevole di questo. Basta pensare che far partire la produzione di un film significa aprire un set in cui trovano lavoro in media quaranta persone, cinquanta per le produzioni più importanti, che moltiplicati per le centinaia di film che Rai Cinema ha contribuito a realizzare si traducono in migliaia di unità impiegate nella realizzazione dei film, per una durata complessiva di migliaia di settimane di lavoro.
In questo i numeri della società assumono un significato particolarmente importante nel supporto all'industria del cinema: un vero e proprio moltiplicatore economico in termini di fiscalità, occupazione, consumi per il Paese. Dal 2000 a oggi Rai Cinema ha contribuito a realizzare a vario titolo 570 film per un investimento complessivo di oltre 690 milioni di euro, collaborando con 380 diverse società di produzione, 575 registi ed oltre 630 sceneggiatori. Di questi, più di 255 sono opere prime e seconde, a dimostrazione dell'impegno che la società riserva alla scoperta dei giovani talenti del cinema. Sempre dal 2000, Rai Cinema ha inoltre contribuito a realizzare 305 documentari, con un investimento complessivo di 22 milioni di euro. Negli ultimi anni, Rai attraverso Rai Cinema, in un momento così delicato, ha ritenuto d'investire di più e meglio, consapevole della responsabilità del proprio ruolo all'interno del settore. Questo ha consentito di allargare la base produttiva del nostro sistema. Dal 2010 a oggi la società ha contribuito a realizzare 300 film per un investimento complessivo pari a 315 milioni di euro, di cui 135 tra opere prime e seconde.

prod-07

Operare con responsabilità verso il Paese significa anche concentrare i propri sforzi verso la creazione di sistemi virtuosi utili per l'economia del comparto. L'azienda produce i film in Italia ed è contraria alla delocalizzazione, valorizzando in questo modo il territorio italiano e utilizzando le location straniere solo nel caso in cui queste siano indispensabili per il meccanismo narrativo del film.
Il cinema rappresenta in un certo senso lo specchio del Paese, ne fotografa la realtà nelle sue sfaccettature, le difficoltà, i pregi, i sogni e le tendenze che la società sta elaborando e le traduce in un linguaggio comprensibile a tutti. Anche per questo la cinematografia italiana, in questa fase, può rappresentare una nuova forza in cui credere e con la quale veicolare, in Italia e all'estero, tutti quei valori intangibili a cui l'identità, ma anche l'economia del Paese, del Made in Italy, sono legate.
Il servizio pubblico con Rai Cinema, continuerà a fare la propria parte, a sostenere l'industria cinematografica, a raccontare tante storie diverse in grado di commuovere, divertire, riflettere ed emozionare, a servizio dei cittadini e del Paese.

prod-08

 

Copyright © Fondazione Ente dello Spettacolo / P.Iva 09273491002 - Soluzioni software e Ideazione grafica a cura di