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Report 2014
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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

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Seconda parte - Il mercato dell'offerta
Prodotti strutture e reti
Capitolo 3 - Dalla produzione al consumo
La diaspora fra grandi e piccoli nel circuito distributivo

È da questa evoluzione in fase produttiva che discende direttamente un altro fenomeno in via di maturazione: la diaspora sempre più accentuata sul mercato distributivo fra i prodotti legati a progetti di maggiore respiro e spessore – e quindi varati con budget d'elevata consistenza – e i lavori di profilo industriale e di struttura dei costi decisamente più contenuti. È una frattura che parte fin dall'inizio del processo di veicolazione e commercializzazione delle opere, in quanto la loro stessa circolazione viene gestita da operatori ben distinti e con politiche e strategie divergenti.
Il bacino di film ad alto e (in parte) medio budget è distribuito da un ristretto nucleo di società: le grandi case estere, oggi ridotte a quattro, ossia Warner Bros., Universal (che opera per conto anche di Cattleya, Filmauro e di The Space Movies per i suoi contenuti alternativi), 20th Century Fox e Walt Disney; i due maggiori player italiani 01 Distribution di Rai Cinema e Medusa Film; più un manipolo di case indipendenti (Lucky Red, Eagle Pictures, BIM Distribuzione, Notorious Pictures, M2 Pictures, Teodora Film e Videa-CDE) sempre presenti fra l'ottavo e quindicesimo posto della graduatoria delle "Top 20" compagnie dell'anno. Dall'altra vi sono tutte le altre aziende, fra le quali soltanto una decina è in grado, alternativamente, di entrare nella stessa classifica.

Più società e sempre meno spazio. Non è finora disponibile per il comparto italiano la suddivisione delle aziende distributive per classi di film immessi annualmente sul mercato nazionale, ma alcuni indici relativi al database della Direzione Generale Cinema del MiBACT contribuiscono a delineare la progressiva demarcazione del mercato (tavola 13). A fronte di un aumento del 57,46% fra il 2008 e il 2013 dei film censiti in distribuzione, si è registrata una crescita delle società che li hanno immessi nel circuito dell'esercizio pari al 126,83% (e la media di opere per casa di distribuzione si è abbassata del 30,52%), ma lo spazio conquistato sul mercato dall'ondata di nuovi titoli e operatori si è rivelato limitato a una quota corrispondente appena all'1,45%.
D'altronde il mercato è percorso da un'altra corrente, che avanza in senso contrario alle potenzialità dei nuovi film – soprattutto se low cost – immessi in circolazione. Da oltre un decennio gli indici di copertura dell'esercizio da parte dei titoli distribuiti dalla case principali continuano infatti a salire.

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Nel numero di copie il cuore della competizione. Nel 2014 è stato anche battuto il record di copie diffuse per un solo titolo: 1.137 nella prima settimana di proiezione e 1.118 nella seconda, abbattendo così il primato stabilito nel 2013 da Sole a catinelle (tavola 14). E le medie di DVD noleggiati agli esercenti per i cinque film risultati al vertice del box office nel primo mese di programmazione, rispetto a quelle registrate nel 2000 per le pellicole stampate, sono ulteriormente schizzate in alto: +202,25% per i primi sette giorni (nel 2013 l'incremento era ancora a +177,73%); +173,77% per i sette successivi (contro +151,62%); +180,46% per la terza settimana (nel 2013 l'incremento era già arrivato a +174,98); +181,67% a completamento del mese (contro il +160,89% registrato fino ai dodici mesi precedenti).

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Considerando che la dotazione italiana di strutture nel 2014 appare composta da 1.065 impianti (575 dei quali monosala) e 3.261 schermi, ci troviamo davanti a dati che rappresentano in modo eloquente la progressiva compartimentazione del canale distributivo. L'industria cinematografica nazionale attraversa stagioni ad alta crescita dei volumi produttivi annuali, che si rispecchiano nell'incremento dell'offerta da parte del segmento della distribuzione e nell'espansione delle proposte di visione nelle sale. Ma questa estensione delle attività è per tutti solo in valori assoluti, non in quote percentuali. Perché i prodotti a maggiore tasso d'investimento continuano ad alzare il livello della loro diffusione e lo spazio residuo viene diviso tra una platea di lavori inediti e nuovi soggetti della distribuzione tanto più folta quanto diventa esigua la restante porzione d'area disponibile, in media pro capite.
Un'ulteriore conferma fornita dai dati Cinetel riguarda la media delle sedi di presentazione dei debutti, sul totale di 539 città che compongono il circuito, riferite ai titoli "Top 10" al box office 2014 (tavola 15), dove l'unico dato discordante (appena 164 città in prima visione) riguarda la distribuzione di Philomena (2013; Id.), opera britannica indipendente al 100% realizzata dalla Baby Cow Productions.

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